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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37703/2023 del 14/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'assoluzione pronunciata dal GIP con riferimento al capo a.2 (bancarotta patrimoniale/distrattiva e bancarotta preferenziale). Il Procuratore ha denunciato la violazione di legge sostenendo che il GUP ha erroneamente richiesto un nesso di causalità tra la distrazione e il fallimento e ha posto un livello soggettivo più elevato (volontà di provocare il fallimento) rispetto al requisito legale, che richiede invece la consapevolezza di dare al patrimonio sociale una destinazione diversa dalla garanzia delle obbligazioni. Inoltre ha contestato la esclusione dell'elemento soggettivo nella ricostruzione della bancarotta preferenziale, e la qualificazione del rimborso dei finanziamenti erogati dal socio/amministratore.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha annullato la sentenza del GIP e ha disposto il rinvio per un nuovo giudizio alla Corte d'appello di Torino, rilevando che il GUP ha applicato principi giurisprudenziali in modo difforme (richiedendo causazione e dolo specifico laddove la fattispecie presuppone il dolo generico e la concreta pericolosità dell'atto distrattivo) e non ha correttamente valutato la natura dei prelievi dal patrimonio sociale (distinzione tra restituzione di capitale e rimborso di mutui).

Norme richiamate

  • Decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, art. 23, comma 8 (conv. con modif. dalla legge 18 dicembre 2020, n. 176)

    autorizzazione alla presentazione della requisitoria scritta

    norma procedurale richiamata per giustificare la presentazione della requisitoria scritta dal Sostituto Procuratore generale

  • Sez. 5, n. 50081 del 14/09/2017 (Zazzini)

    il reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale prefallimentare è un reato di pericolo concreto, in quanto l'atto di depauperamento ... deve essere idoneo a creare un pericolo per il soddisfacimento delle ragioni creditorie

    la giurisprudenza qualifica la bancarotta patrimoniale come reato di pericolo: non è necessario che la distrazione abbia effettivamente causato il fallimento, è sufficiente la concreta idoneità a porre in pericolo il soddisfacimento dei creditori

  • Sez. 5, n. 533 del 14/10/2016 (Zaccaria)

    a prescindere dalla circostanza che abbiano prodotto il fallimento, essendo sufficiente che questo sia effettivamente intervenuto

    conferma che non occorre dimostrare che l'atto distrattivo abbia direttamente determinato il fallimento, ma che l'evento fallimento sia comunque intervenuto

  • Sez. U, n. 22474 del 31/03/2016 (Passarelli)

    l'elemento soggettivo del delitto di bancarotta fraudolenta per distrazione è costituito dal dolo generico ... è sufficiente la consapevole volontà di dare al patrimonio sociale una destinazione diversa

    per la bancarotta per distrazione non è richiesto il dolo specifico o la consapevolezza dello stato di insolvenza: basta la volontà consapevole di sottrarre risorse al patrimonio aziendale

  • Sez. 5, n. 38396 del 23/06/2017 (Sgaramella)

    l'accertamento dell'elemento oggettivo della concreta pericolosità del fatto distrattivo e del dolo generico deve valorizzare la ricerca di "indici di fraudolenza"

    la valutazione deve essere casistica e prospettica, considerando la condizione patrimoniale e finanziaria dell'impresa, le cointeressenze dell'amministratore e l'irriducibile estraneità della condotta rispetto a canoni di ragionevolezza imprenditoriale

  • Sez. 5, n. 32930 del 21/06/2021 (Provvisionato)

    il prelievo di somme a titolo di restituzione dei versamenti operati dai soci in conto capitale integra la bancarotta fraudolenta per distrazione, mentre il prelievo quale restituzione dei versamenti operati dai soci a titolo di mutuo integra la bancarotta preferenziale

    distinzione operativa fra restituzione di capitale sociale (configurabile come distrazione) e rimborso di un mutuo soci (configurabile come preferenza), con rilevanza ai fini della qualificazione del reato

  • Sez. 5, n. 18808 del 10/03/2023 (Di Prima)

    ulteriore giurisprudenza citata a sostegno dei criteri di qualificazione tra bancarotta per distrazione e preferenziale

Massime di principio

  • Per la bancarotta fraudolenta patrimoniale (distrazione) non è necessario dimostrare che l'atto distrattivo abbia direttamente causato il fallimento: basta che l'atto sia concretamente idoneo a mettere in pericolo il soddisfacimento dei creditori (reato di pericolo concreto).
  • L'elemento soggettivo della bancarotta per distrazione è il dolo generico: non occorre la volontà di provocare il fallimento o la consapevolezza dello stato di insolvenza, ma la consapevole volontà di dare al patrimonio sociale una destinazione diversa rispetto alla garanzia delle obbligazioni.
  • Bisogna distinguere la natura del versamento socio: la restituzione di versamenti in conto capitale tende a integrare la bancarotta per distrazione, mentre il rimborso di versamenti qualificabili come mutuo può integrare la bancarotta preferenziale.
  • Nella valutazione giudiziale sono rilevanti gli "indici di fraudolenza": contesto finanziario dell'impresa, cointeressenze dell'amministratore, comportamento anomalo rispetto a canoni di ragionevolezza imprenditoriale e la concreta pericolosità dell'operazione rispetto alla garanzia dei creditori.
  • Il giudice non deve sostituire la propria valutazione con requisiti soggettivi più gravosi di quelli richiesti dalla norma: se la fattispecie richiede dolo generico e pericolo concreto, non è corretto richiedere dolo specifico o nesso causale diretto con il fallimento.

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