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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10116/2024 del 08/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente aveva proposto incidente di esecuzione per ottenere la verifica della legittimità della pena (anni 14 e 8 mesi) inflitta per il reato di cui agli artt. 73 e 80 d.P.R. n. 309/1990, alla luce della sentenza della Corte Costituzionale n. 40/2019 che ha rideterminato il minimo edittale dell'art. 73, comma 1, da otto a sei anni. Il Tribunale di Genova aveva dichiarato inammissibile la richiesta con decreto "de plano", ritenendo che la declaratoria di incostituzionalità non potesse operare con riferimento a fatti commessi sotto la vigenza della normativa anteriore. Il ricorrente ha impugnato tale ordinanza denunciando l'illegittimità del decreto de plano (art. 666 c.p.p.) e sostenendo che la decisione avrebbe richiesto un esame nel contraddittorio e che la sentenza costituzionale introduce una norma più favorevole applicabile retroattivamente (principio "favor rei").

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo (assorbendo il secondo), ritenendo che il Tribunale di Genova non potesse dichiarare la manifesta infondatezza della domanda con decreto de plano poiché la questione sollevata era controversa e soggetta a contrasto giurisprudenziale. La Corte ha ricordato che l'art. 666 c.p.p. consente il decreto de plano solo per difetti delle condizioni di legge non implicanti valutazioni discrezionali. Essendo esistenti due orientamenti della Cassazione sull'applicabilità alla fattispecie della dichiarazione di incostituzionalità (uno negativo e uno favorevole all'applicazione retroattiva), l'istanza non poteva essere ritenuta manifestamente infondata. Perciò la Corte ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata e ha disposto la trasmissione degli atti al Tribunale di Genova per un nuovo esame previa fissazione dell'udienza in camera di consiglio ai sensi dell'art. 666 c.p.p.

Norme richiamate

  • d.P.R. n. 309/1990, art. 73

    Norma sanzionatoria oggetto della declaratoria di incostituzionalità parziale; la Corte di legittimità ha valutato la portata della sentenza costituzionale rispetto a fatti commessi sotto una precedente normativa

  • d.P.R. n. 309/1990, art. 80

    Articolo relativo alla misura della pena accessoria contestata nel contesto del reato di stupefacenti

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 40/2019

    Dichiarata l'illegittimità del minimo edittale di otto anni per l'art. 73, comma 1, rideterminandolo in sei anni; la questione principale è se questa declaratoria produca effetti anche rispetto a fatti commessi sotto una normativa anteriore

  • art. 666 cod. proc. pen.

    Consente al giudice dell'esecuzione di dichiarare la manifesta infondatezza di una richiesta con decreto motivato de plano solo per difetti di legge non controversi; interpretato restrittivamente dalla Cassazione

  • art. 606 cod. proc. pen.

    art. 606, comma 1, lett. b), c), e)

    Norme che individuano i motivi di ricorso in Cassazione (violazione di legge e vizio di motivazione); il ricorrente ha dedotto violazione di legge e vizio motivazionale

  • art. 127 cod. proc. pen.

    Previsione procedurale sull'udienza; richiamata nella valutazione della necessità del contraddittorio

  • art. 2 cod. pen.

    Richiamato dal ricorrente come principio del diritto penale più favorevole e possibile retroattività di norme più favorevoli

  • art. 3 Cost.

    Richiamato dal ricorrente in tema di parità e ragionevolezza della legge nella valutazione dell'applicabilità della declaratoria costituzionale

  • d.l. n. 272/2005 e legge n. 49/2006

    Riferimenti normativi alla modificazione del minimo edittale intervenuta nel tempo, importanti per determinare l'ambito temporale della declaratoria di incostituzionalità

Massime di principio

  • Il decreto 'de plano' ai sensi dell'art. 666 c.p.p. è ammissibile solo per richieste manifestamente infondate per difetto delle condizioni di legge non implicanti valutazioni discrezionali; se la questione richiede valutazioni di merito o sussiste contrasto giurisprudenziale, va fissata l'udienza in camera di consiglio per il contraddittorio.
  • Quando una sentenza della Corte Costituzionale dichiara incostituzionale una norma e la riduzione della sanzione crea una disciplina più favorevole, può sorgere un contrasto giurisprudenziale circa l'applicabilità retroattiva a fatti commessi sotto una normativa precedente; in presenza di tale contrasto l'istanza non è manifestamente infondata.
  • In situazioni analoghe conviene contestare il decreto de plano e chiedere la fissazione dell'udienza, documentando la sussistenza di orientamenti giurisprudenziali contrastanti e richiamando il principio "favor rei" a supporto dell'applicazione della norma più favorevole.
  • Il giudice dell'esecuzione deve motivare attentamente la decisione di inammissibilità de plano e non può sostituirsi alla fase collegiale quando la questione richiede valutazioni di merito o incide su diritti difensivi.
  • Per massimizzare le probabilità di successo in un incidente di esecuzione fondato su una declaratoria di incostituzionalità, è utile richiamare sentenze di merito e di legittimità favorevoli, evidenziare la natura favorevole della modifica normativa e argomentare la ragione della retroattività in virtù del principio di legge penale più favorevole.

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