Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22220/2022 del 08/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva rigettato il ricorso contro il provvedimento di espulsione adottato ai sensi dell'art. 16, comma 5, d.lgs. n. 286/1998. Il difensore deduceva violazioni di legge e vizi di motivazione per mancata valutazione dei legami familiari del ricorrente e per la mancata considerazione del giudicato formato con il decreto n. 110/2019 del Giudice di pace di Fermo, che aveva annullato un precedente decreto di espulsione amministrativa.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso per cassazione inammissibile per sopravvenuta carenza d'interesse, atteso che, prima della decisione in Cassazione e in mancanza dell'esecuzione dell'espulsione, il ricorrente ha espiato integralmente la pena detentiva. Per tale ragione il Collegio non ha esaminato il merito delle doglianze relative ai legami familiari o al giudicato del 2019. Inoltre la Corte ha richiamato il principio consolidato di giurisprudenza secondo cui, in caso di sopravvenuta carenza di interesse alla decisione del ricorso, non si procede alla condanna del ricorrente alle spese né all'irrogazione della sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 16, comma 5, d.lgs. n. 286/1998

    Norma del testo unico sull'immigrazione che autorizza l'adozione del provvedimento di espulsione nei confronti di cittadini stranieri; richiamata in relazione al provvedimento amministrativo impugnato.

  • art. 591, comma 1, cod. proc. pen.

    Richiamato in quanto norma processuale che disciplina ipotesi di estinzione o sopravvenienza che incidono sull'interesse a procedere; la Corte osserva che l'inammissibilità è dichiarata qui per sopravvenuta carenza d'interesse indipendente dalle specifiche cause previste dall'art. 591.

  • art. 606, comma 3, cod. proc. pen.

    Norma processuale relativa ai motivi di ricorso per cassazione; menzionata nel contesto per distinguere l'inammissibilità per carenza d'interesse dalle ipotesi tassative di inammissibilità previste dalla procedura penale.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. U., n. 20/09/10/1996 Vitale; Sez. U., n. 7/25/06/1997 Chiappetta; Sez. 6, n. 22747/06/03/2003 Caterino; Sez. 2, n. 30669/17/05/2006 De Mitri)

    Richiamo a precedente consolidato secondo cui la sopravvenuta inammissibilità per carenza d'interesse, sopraggiunta dopo la proposizione del ricorso, esclude la condanna alle spese e la sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Un ricorso per cassazione può essere dichiarato inammissibile se sopravviene la carenza d'interesse alla decisione (ad esempio perché il soggetto ha espiato la pena e il provvedimento impugnato non è più eseguibile).
  • Quando l'interesse alla pronuncia viene meno dopo la proposizione del ricorso, la Corte può dichiarare l'inammissibilità senza entrare nel merito delle censure sollevate.
  • In caso di inammissibilità per sopravvenuta carenza d'interesse non si procede, di regola, alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali né all'irrogazione della sanzione pecuniaria alla Cassa delle ammende, secondo orientamenti consolidati della Cassazione.
  • Anche se il ricorrente deduce vizi di motivazione o fatti rilevanti (es. legami familiari, precedenti provvedimenti annullatori), tali censure diventano inutili se la situazione fattuale si è risolta in modo tale da rendere privo di effetti pratici il provvedimento impugnato.
  • Per preservare l'interesse a un gravame è opportuno monitorare l'effettiva esecuzione dei provvedimenti (come l'espulsione) e, se necessario, chiedere provvedimenti cautelari o tempestive impugnazioni in sede amministrativa/giudiziaria affinché il rimedio non diventi privo di oggetto.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.