Cassazione Penale, Sentenza n. 23891/2024 del 14/06/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugna la conferma della condanna per usura aggravata e deduce cinque censure principali: 1) mancata rinnovazione parziale del dibattimento con escussione del consulente di parte e acquisizione di atti e dichiarazioni sopravvenute derivanti da investigazioni difensive; 2) vizio di motivazione e violazione di legge in relazione all'accertamento dell'usura contestata da Bonito, con contestazione della attendibilita' della persona offesa e del valore probatorio degli assegni e dei documenti; 3) analoga censura con riguardo a Meola e mancata valutazione delle presunte bollette non ricevute; 4) rilievi sulla illegittima applicazione delle aggravanti e eccezione di prescrizione; 5) vizio nella negazione delle circostanze attenuanti generiche.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la Corte territoriale avesse valutato le dichiarazioni delle persone offese alla luce di elementi di riscontro (monitoraggio dei Carabinieri, consegna di denaro in un hotel, perquisizione con rinvenimento di ingente contante, assegni non intestati e appunti) e del ritrovamento di due assegni riferibili a Bonito. La mancata escussione del c.t. della difesa e di un teste richiesto dalla difesa e' stata ritenuta non decisiva e la richiesta era generica o tardiva. La Cassazione ha richiamato il principio secondo cui la testimonianza della persona offesa puo' anche da sola dimostrare l'elemento oggettivo dell'usura se sottoposta a verifica piu' penetrante; ha confermato la sussistenza dello stato di bisogno e della conoscenza da parte dell'agente nonche' delle aggravanti applicate, con conseguente esclusione della prescrizione. Ha inoltre ritenuto legittimo il diniego delle attenuanti generiche alla luce della mancanza di altri elementi positivi oltre l'incensuratezza. Il ricorrente e' condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 alla Cassa per le ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 603 cod. proc. pen.
Regole sulla rinnovazione del dibattimento: la Corte ha ritenuto che la difesa non abbia specificato l'indispensabilita' della deposizione del consulente di parte ai fini della decisione, giustificando il mancato ordine di escussione
art. 495, comma 2, cod. proc. pen.
Norme sull'istruzione probatoria in appello: richiamata insieme all'art. 603 per valutare la richiesta di rinnovazione probatoria e la sua ammissibilita'
art. 644 cod. pen.
Delitto di usura: la Corte ha applicato i principi che richiedono la prova dell'esorbitanza degli interessi, dello stato di bisogno della persona offesa e della conoscenza di tale stato da parte dell'agente, ammettendo che la prova possa derivare anche dalla sola misura degli interessi se sufficiente a far presumere lo stato di bisogno
art. 187 cod. proc. pen.
Norme relative ai consulenti tecnici: richiamato nel contesto della valutazione dell'indispensabilita' dell'escussione del consulente di parte
art. 192 cod. proc. pen.
Regole sull'assunzione di mezzi di prova e verbalizzazione: invocato insieme alle norme sugli esperti e sulla rinnovazione dell'istruttoria
art. 606, comma 3, ultima parte, cod. proc. pen.
Divieto di dedurre in cassazione questioni non fueron oggetto dell'impugnazione in sede di appello: la Corte ha escluso motivi nuovi o specificazioni tardive non sollevate in appello
art. 616 cod. proc. pen.
Previsione della condanna alle spese per il ricorrente nel caso di inammissibilita' del ricorso; applicata per liquidare la somma da versare alla Cassa per le ammende
art. 62-bis cod. pen. (riforma d.l. 23 maggio 2008, n. 92, conv. in legge 24 luglio 2008, n. 125)
Regime delle attenuanti generiche: la Corte ha richiamato la riforma che esclude il riconoscimento automatico della diminuente in presenza del solo stato di incensuratezza
Massime di principio
- In sede di legittimità non si puo' rimettere in discussione liberamente la valutazione di attendibilita' delle testimonianze salvo manifeste contraddizioni o motivazioni illogiche: le questioni di fatto sono in genere valutabili solo dal giudice di merito
- Le dichiarazioni della persona offesa possono, se adeguatamente verificate e supportate da riscontri, costituire prova sufficiente per il reato di usura: non sempre e' necessaria una ricostruzione minuziosa del tasso soglia se la misura degli interessi e le circostanze rendono evidente lo sfruttamento dello stato di bisogno
- Le richieste di rinnovazione probatoria o l'escussione di consulenti devono essere specifiche e dimostrare l'indispensabilita' ai fini della decisione; istanze generiche o tardive possono essere respinte come inammissibili
- Documenti e riscontri materiali recuperati in perquisizioni, il luogo e le modalita' del rinvenimento (es. cassaforte in camera da letto, assegni non intestati) rafforzano significativamente le dichiarazioni delle parti offese e possono confutare tesi difensive di mera liberalita' o di prestazioni professionali
- Questioni non emerse o non sviluppate in appello non possono essere introdotte per la prima volta con efficacia in cassazione; la censura deve essere coerente e presente gia' nei motivi di gravame
- Il diniego delle attenuanti generiche e il computo della prescrizione possono essere influenzati dall'applicazione di aggravanti che allungano i termini; argomentazioni sulla prescrizione devono tener conto di eventuali aggravanti applicate
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