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Sentenza

Sentenza n. 4739/2026 - Napoli, Sezione 8

per l'accertamento dell’illegittimità del silenzio serbato dalla Regione Campania – U.O.D. Energia, Efficientamento e Risparmio Energetico, Green Economy e Bio Economia – sull’istanza del 29.10.2025 e sulla successiva diffida del ricorrente del 27.12.2025, volte ad ottenere l’emissione del decreto di autorizzazione allo svincolo dell’indennità di esproprio relativa ai depositi n. 1190355, n.1190530, n. 1314032 e n. 1314641.

Giustizia amministrativa202600872

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIIISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio della Regione Campania sull'istanza e sulla diffida volte a ottenere il decreto di autorizzazione allo svincolo delle indennità di esproprio depositate presso il Ministero dell'Economia e delle Finanze

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al resistente (regione)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente, interessato da una procedura di espropriazione per pubblica utilità finalizzata alla realizzazione di un parco eolico, aveva chiesto alla Regione Campania l'emissione del decreto di autorizzazione allo svincolo di quattro depositi relativi alle indennità di esproprio, per complessivi € 18.309,60. A fronte dell'istanza del 29 ottobre 2025 e della successiva diffida del 27 dicembre 2025, la Regione non aveva adottato tempestivamente il provvedimento richiesto. È stata proposta anche una domanda risarcitoria per il ritardo. Nel corso del giudizio il ricorrente ha depositato il provvedimento regionale di svincolo adottato il 19 giugno 2026, chiedendo la condanna alle spese secondo il principio della soccombenza virtuale. La Regione ha negato la propria responsabilità per il ritardo, attribuendolo al Comune di San Giorgio La Molara, che avrebbe tardivamente rilasciato i certificati di destinazione urbanistica necessari allo svincolo.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere perché, nel corso del giudizio, la Regione ha adottato il provvedimento di svincolo richiesto. Ha tuttavia applicato il criterio della soccombenza virtuale ai fini delle spese, rilevando che la Regione era l'autorità competente ad adottare il provvedimento finale e lo aveva emanato oltre il termine di legge. Il ritardo del Comune è stato qualificato come causa remota, rilevante eventualmente nei rapporti interni con la Regione, ma non idonea a escludere la soccombenza processuale della Regione nei confronti del ricorrente. La Regione è stata condannata al pagamento di € 1.000,00, oltre accessori di legge e rimborso del contributo unificato, con distrazione in favore del difensore dichiaratosi antistatario.

Massime di principio

  • Quando, nel corso di un giudizio avverso il silenzio, l'amministrazione adotta il provvedimento richiesto, viene meno l'oggetto sostanziale della controversia e deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere.
  • Ai fini della soccombenza virtuale, la responsabilità processuale per il ritardo nell'adozione del provvedimento grava sull'autorità competente ad adottare l'atto finale, anche quando il ritardo sia stato determinato, in via remota, dall'inadempimento o dalla tardività di un'altra amministrazione coinvolta nel procedimento.
  • Il ritardo di un'amministrazione ausiliaria o coinvolta nel procedimento può rilevare nei rapporti interni con l'autorità procedente come possibile causa di danno indotto, ma non esclude la soccombenza dell'autorità competente nei confronti del privato che abbia dovuto agire contro il silenzio.

Come è indicizzato

MaterieDecreto di esproprio e procedimentoEstinzione, perenzione e improcedibilitàDanno da ritardo
RamiEspropriazione per pubblica utilitàProcesso amministrativoResponsabilità della pubblica amministrazione
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseTermini del procedimentoRisarcimento del danno da attività amministrativa

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