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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12825/2022 del 05/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Tesconi impugnava la conferma della condanna per furto aggravato in concorso, deducendo: nullità e carenza/contraddittorietà della motivazione per mancata risposta alle doglianze; travisamento della prova rispetto alla sussistenza dell'elemento soggettivo e oggettivo del reato; errata applicazione dell'art. 379 c.p. e delle aggravanti contestate (violenza sulle cose e tempo di notte); mancata applicazione dell'art. 530, comma 2, c.p.p. Sosteneva che le dichiarazioni dei testi e dei coimputati non provavano il suo ruolo organizzativo né l'allontanamento del custode, e che le aggravanti non erano applicabili o non erano state provate.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile: i motivi proposti richiedevano una rivalutazione di merito delle prove (vietata in sede di legittimità) e non hanno dimostrato una manifesta illogicità decisiva della motivazione. La Corte ha osservato che i giudici di merito hanno fondato la condanna su più elementi (tra cui le deposizioni di Bianchini e Romano) e che la doglianza sulle aggravanti risultava in parte nuova in sede di cassazione (non sollevata in appello) e quindi inammissibile. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare Euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 606 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 192 c.p.p.

    richiamato come criterio generale di valutazione delle prove dal giudice di merito; la Corte di Cassazione rifiuta di sostituirsi alla valutazione dei fatti svolta dai giudici di merito quando questa non presenti manifesta illogicità

  • art. 533 c.p.p.

    richiamato per puntualizzare che il parametro "al di là di ogni ragionevole dubbio" opera diversamente in merito e in legittimità: in Cassazione va invocato solo se la violazione produce manifesta illogicità

  • art. 530, comma 2, c.p.p.

    contestato dal ricorrente come norma non applicata; la Corte ha ritenuto la contestazione come ricostruzione di merito non valutabile in sede di legittimità

  • art. 61 n. 5 c.p.

    riguarda l'aggravante del tempo di notte; la Corte ha osservato che la contestazione relativa alle aggravanti non era stata dedotta in appello e pertanto è nuova e inammissibile in cassazione

  • art. 606 c.p.p.

    applicato per la condanna alle spese e per l'obbligo di versamento alla Cassa delle ammende in caso di inammissibilità dovuta a profili di colpa del ricorrente

  • art. 379 c.p.

    richiamato dal ricorrente come normativa applicata erroneamente in primo e secondo grado; la sentenza di cassazione non entra nel merito della corretta applicazione normativa perché il motivo è valutativo e ricostruttivo dei fatti

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non riesamina i fatti o le prove: un ricorso che si limiti a chiedere una diversa valutazione delle fonti probatorie è inammissibile, salvo che si dimostri una manifesta illogicità o contraddittorietà decisiva nella motivazione impugnata
  • Le doglianze nuove, ossia non sollevate nei gradi di merito (es. in appello), sono in genere inammissibili in cassazione; questioni relative ad aggravanti vanno quindi proposte già nei precedenti gradi processuali
  • Per ottenere la cassazione per vizio motivazionale occorre dimostrare che la motivazione è illogica in modo manifesto e decisivo, non limitarsi a presentare una diversa plausibile ricostruzione dei fatti
  • La testimonianza di coimputati e testi può essere valorizzata dal giudice di merito anche se contrastata: in assenza di elementi che rendano manifesta l'inattendibilità, la Cassazione non sostituisce la valutazione del merito
  • Un ricorso inammissibile per colpa può comportare, oltre al rigetto, la condanna al pagamento delle spese e l'ammenda (o versamento alla cassa delle ammende); pertanto il difensore deve valutare attentamente la fondatezza giuridica del motivo prima di proporre ricorso

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