Cassazione Penale, Sentenza n. 17211/2023 del 26/04/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la conferma della condanna per reati tributari e connessi: Ingrassia deduce contraddittorietà nell'uso delle dichiarazioni del coimputato Lazzarotto e contesta la risarcibilità del danno della socia Di Girolamo; Acanto ripropone censura analoga all'Ingrassia, contesta la sua responsabilità in relazione alla dichiarazione fraudolenta (sostiene di non aver sottoscritto le dichiarazioni perché la gestione era passata all'amministratore giudiziario) e contesta la risarcibilità del danno; Lazzarotto contesta l'attribuzione a suo carico della qualifica di promotore/organizzatore dell'associazione per delinquere. Tutti i ricorsi mirano, in sostanza, a ottenere annullamento o revisione delle statuizioni penali (condanne e confische) rese in primo e secondo grado.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato tutti i ricorsi come infondati e ha confermato la sentenza della Corte di appello di Palermo. In particolare: 1) è stato ribadito che il "dolo specifico" del reato tributario non esclude la coesistenza di altri scopi e pertanto le dichiarazioni del coimputato Lazzarotto potevano essere valorizzate senza contraddizione; 2) è stata ammessa la legittimazione a costituirsi parte civile del socio (Elisa Di Girolamo) quando la condotta illecito-tributaria si traduce in un pregiudizio patrimoniale per i soci a seguito di recupero e sanzioni fiscali; 3) quanto all'Acanto, la Corte ha ritenuto applicabile la figura dell"autore mediato" (art. 48 c.p.): la responsabilità non richiede necessariamente la materiale firma della dichiarazione se vi è stata la predisposizione consapevole di elementi falsi idonei a indurre l"autore materiale; 4) quanto al Lazzarotto, sono stati confermati elementi fattuali che lo qualificano come promotore/organizzatore (contatti con associati, amministrazione di società emittenti fatture inesistenti, coordinamento e ricerca di ulteriori fonti di guadagno), con conseguente conferma dell'aggravante; 5) sono state confermate le condanne quantificate in primo grado (diminuita per il rito abbreviato): Lazzarotto anni 3 e mesi 2 di reclusione (con attenuanti generiche), Acanto e Ingrassia anni 2 ciascuno; confermato anche il sequestro/confisca dei profitti quantificati a carico dei condannati e la liquidazione del risarcimento alla parte civile in separato giudizio. I ricorsi sono dunque respinti e i ricorrenti condannati alle spese (visto art. 616 c.p.p.).
Norme richiamate
decreto legislativo n. 74 del 2000, art. 2
La fattispecie di "dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti" può essere integrata non solo dalla materiale sottoscrizione e presentazione della dichiarazione mendace ma anche dalla predisposizione e registrazione di elementi contabili falsi idonei a indurre un terzo (es. amministratore giudiziario) a presentare la dichiarazione. La condotta è valutata in termini sostanziali rispetto all'effetto evasivo.
codice penale, art. 48
Nel concetto di "autore mediato" rientra chi, mediante inganno o predisposizione di mezzi idonei, determina un altro soggetto a compiere il fatto-reato; pertanto chi organizza o fornisce gli elementi falsi può essere ritenuto responsabile del reato doloso anche se non ha materialmente posto la firma sulla dichiarazione.
codice di procedura penale, art. 616
Permette alla Corte di Cassazione, in caso di rigetto dei ricorsi, di statuire sulle spese processuali: i ricorrenti sono condannati alle spese di giudizio.
Massime di principio
- Il "dolo specifico" richiesto dai reati tributari non esclude che l'agente persegua anche altri scopi: la presenza dello scopo di evadere le imposte può convivere con l'ulteriore fine di ripartire indebitamente somme tra soci.
- Le dichiarazioni rese da un coimputato possono essere valorizzate se riferiscono fatti rilevanti, e la loro diversità di giudizio sulla qualificazione giuridica non determina automaticamente una contraddizione valutabile in Cassazione.
- La parte lesa in reati tributari può essere anche un socio della società che subisce il recupero fiscale e le sanzioni: il danno patrimoniale diretto ai soci è risarcibile e non è escluso dall'esistenza di azioni di responsabilità separate nei confronti degli amministratori.
- La responsabilità come "autore mediato" si applica quando un soggetto predispone elementi falsi o induce un altro a compiere l'atto formalmente autore del reato; la mancata firma sulla dichiarazione non esclude la responsabilità se è provata la condotta di induzione o predisposizione.
- La qualifica di "promotore/organizzatore" di un'associazione per delinquere non richiede di essere il vertice formale: chi svolge compiti direttivi, di coordinamento, di reperimento risorse o raccordo tra partecipanti può essere qualificato come tale.
- La confisca del profitto e la quantificazione dei benefici illeciti possono essere ordinate anche in via equivalente e la loro determinazione, ove basata su accertamenti di merito non manifestamente illogici, è difficilmente sindacabile in Cassazione.
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