Sentenza n. 4927/2023 - Consiglio Di Stato, Sezione 5
per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza) n. 14921/2022, resa tra le parti;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Sentenza del TAR Lazio che aveva respinto il ricorso contro il diniego tacito formatosi sull'istanza di accesso a due autorizzazioni commerciali rilasciate a operatori concorrenti
Esito
Favorevole al ricorrente (impresa concorrente)
Prevale il privato
La controversia
La società esercente un minimarket aveva chiesto al Comune copia dell'autorizzazione commerciale relativa a una media struttura di vendita alimentare e non alimentare rilasciata alla società controinteressata, nonché di una precedente autorizzazione commerciale rilasciata a un'altra società collegata, indicando gli estremi catastali dell'area. L'istanza era motivata dalla titolarità di un'attività commerciale analoga, esercitata nelle immediate vicinanze e nel medesimo bacino di utenza, nonché dall'interesse a verificare la legittimità dei titoli autorizzatori di un concorrente, la cui attività avrebbe potuto sottrarre clientela e pregiudicare la sopravvivenza dell'esercizio. Il TAR aveva ritenuto l'istanza esplorativa e insussistente l'interesse all'accesso. In appello sono stati dedotti error in iudicando, vizio di motivazione, violazione degli artt. 22 e seguenti della l. n. 241/1990 e dell'art. 2 del d.P.R. n. 184/2006, nonché travisamento dei fatti. L'appellante ha sostenuto che la vicinanza territoriale e la posizione di operatore commerciale concorrente radicassero un interesse personale, concreto e attuale, anche in funzione difensiva.
La decisione
L'appello è stato accolto e la sentenza del TAR è stata riformata. Il Consiglio di Stato ha rilevato che l'interesse all'accesso deve essere personale e concreto, serio e collegato a una situazione giuridicamente rilevante, senza necessariamente coincidere con un interesse legittimo o con un diritto soggettivo. La società appellante, quale operatore commerciale esercente attività analoga nelle immediate vicinanze del centro commerciale autorizzato, disponeva di una posizione qualificata e differenziata rispetto alla generalità dei consociati. Il criterio della vicinitas, pur non operando automaticamente per dimostrare l'interesse a impugnare un titolo edilizio, può concorrere a fondare l'interesse all'accesso quando sia collegato alla potenziale utilità della documentazione richiesta. L'accesso difensivo non presuppone la prova di una lesione già attuale né l'avvenuta instaurazione di un giudizio: è sufficiente una potenziale utilità, da valutare in astratto, per la cura o difesa di una situazione giuridicamente rilevante. Nel caso concreto, l'istanza individuava specificamente i documenti e consentiva all'amministrazione di effettuare il riscontro senza aggravio, mentre la posizione concorrenziale e la prossimità territoriale rendevano plausibile l'utilità della conoscenza delle autorizzazioni. È stato quindi dichiarato illegittimo il diniego tacito e il Comune è stato ordinato di esibire la documentazione entro trenta giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza. Il Comune è stato inoltre condannato al pagamento di euro 1.500,00 oltre accessori per spese di lite.
Norme richiamate
art. 22 l. 241/1990
L’interesse del soggetto che chiede di accedere ai documenti amministrativi deve essere personale e concreto, quindi serio, cioè non riconducibile a mera curiosità, e collegato con una situazione giuridicamente rilevante.
L'accesso documentale spetta quando il richiedente dimostri un interesse personale, concreto e attuale, collegato a una situazione giuridicamente rilevante; tale situazione non deve necessariamente coincidere con un interesse legittimo o con un diritto soggettivo.
art. 24 l. 241/1990
Tutti i documenti amministrativi sono, in via generale, da ritenere accessibili, salvo le eccezioni fissate espressamente dall’art. 24 della legge n. 241 del 1990 e da norme di settore.
Il diritto di accesso costituisce principio generale dell'attività amministrativa e può essere escluso soltanto nei casi previsti dalla legge.
art. 2 d.P.R. 184/2006
La disposizione è richiamata tra i motivi di appello, ma la sentenza non ne esplicita una specifica interpretazione.
art. 24 Cost.
La concezione ampia del diritto di difesa postula che il diritto all’accesso non possa essere ostacolato ogni volta che sussista la possibilità che dall’ostensione dei documenti derivi una qualche utilità per la tutela di situazioni soggettive.
L'accesso difensivo deve essere valutato in modo ampio: è sufficiente la potenziale utilità della documentazione per la cura o difesa di una situazione soggettiva, da apprezzare in astratto e non mediante la prova di un'utilità già concretamente realizzata.
Massime di principio
- Il titolare di un'attività commerciale che esercita un'attività analoga nelle vicinanze di un nuovo esercizio o centro commerciale ha un interesse personale, concreto e attuale ad accedere ai relativi atti autorizzatori, in quanto la posizione concorrenziale e il collegamento territoriale lo differenziano dalla generalità dei consociati.
- Nel giudizio sull'accesso difensivo non è necessario dimostrare una lesione già attuale né avere già instaurato un giudizio: è sufficiente che la conoscenza dei documenti presenti una potenziale utilità, valutabile in astratto, per la cura o difesa di una situazione giuridicamente rilevante.
- Il criterio della vicinitas, pur non dimostrando automaticamente l'interesse a impugnare un titolo autorizzatorio, può concorrere a fondare l'interesse all'accesso quando sia collegato a una posizione qualificata e differenziata e alla potenziale incidenza dell'attività autorizzata sugli interessi del richiedente.
- Un'istanza di accesso non è esplorativa quando individua in modo sufficientemente preciso gli atti richiesti e consente all'amministrazione di effettuare il riscontro senza aggravio per gli uffici, anche se è diretta a verificare l'eventuale illegittimità dell'attività autorizzata.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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