Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36235/2023 del 30/08/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente ha chiesto il riconoscimento del vincolo della continuazione tra più condanne per furto (sentenze del 2014, 2017, 2019 e 2020), deducendo che sussistessero indici di un medesimo disegno criminoso (modalità della condotta, omogeneità della tipologia di reati, bene giuridico protetto, contiguità spazio-temporale e causali). In cassazione deduceva inosservanza degli artt. 81, comma 2, cod. pen. e 666, comma 2, e 671 cod. proc. pen., e vizio di motivazione, sostenendo che il giudice dell'esecuzione non avrebbe adeguatamente valutato i predetti indici e non si sarebbe pronunciato sulla richiesta subordinata di continuazione tra alcune specifiche condanne.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché aspecifico. Ha ritenuto corretta la valutazione del giudice dell'esecuzione, il quale aveva motivatamente rigettato l'istanza per genericità dell'allegazione e per mancato assolvimento dell'onere di indicare elementi concreti e specifici idonei a dimostrare l'unicità del disegno criminoso. La Corte ha ricordato che gli indici di omogeneità e contiguità sono meramente indicativi e non sufficienti da soli a provare la continuazione, e che l'accertamento dei molteplici elementi rilevanti è rimesso al giudice di merito purché motivi adeguatamente. Per l'inammissibilità il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 81, comma 2, cod. pen.

    Riconoscimento della continuazione richiede che i reati siano frutto di una deliberazione unitaria o di un medesimo disegno criminoso: la mera omogeneità e la contiguità temporale non sono, di per sé, sufficienti

  • art. 666, comma 2, cod. proc. pen.

    Norma procedurale richiamata con riferimento alle modalità di proposizione dell'istanza in sede di esecuzione; il giudice dell'esecuzione valuta l'allegazione degli elementi fattuali per il riconoscimento della continuazione

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Regolamenta l'istanza in sede di esecuzione e i poteri del giudice dell'esecuzione; implica onere di allegazione di elementi specifici quando si richiede il riconoscimento della continuazione

  • Sez. U, n. 28659 del 18/05/2017 (Gargiulo)

    Principio secondo cui la continuazione richiede la prova che i reati successivi fossero programmati al momento della commissione del primo reato, almeno nelle linee essenziali

  • Sez. 3, n. 3111 del 20/11/2013 (P.)

    L'omogeneità delle violazioni e la contiguità spazio-temporale sono solo indici e non provano di per sé la continuazione

  • Sez. 1, n. 354 del 28/01/1991 (Livieri)

    Il riscontro degli elementi per la continuazione è rimesso al giudice di merito e la decisione è insindacabile in cassazione se motivata adeguatamente

  • Sez. 1, n. 7381 del 12/11/2018 (Zuppone)

    Se esiste un arco temporale ampio, l'interessato deve comunque dedurre la continuazione anche solo per gruppi di reati e allegare gli indici rivelatori della continuazione parziale

  • Corte cost., n. 186 del 2000

    Richiamata con riguardo ai profili di colpa e alle sanzioni per impugnazioni irregolari o infondate (giustificazione della sanzione alla Cassa delle ammende)

Massime di principio

  • Per ottenere il riconoscimento della continuazione è necessario allegare elementi concreti e specifici che dimostrino l'unicità del disegno criminoso (causali, modalità, programmazione al primo reato, sistematicità delle azioni, contiguità spazio-temporale), non è sufficiente richiamare genericamente omogeneità e vicinanza temporale
  • Il giudice dell'esecuzione compie una valutazione di merito sugli indici proposti e la sua motivazione, se adeguata e non contraddittoria, è insindacabile in sede di legittimità
  • Se i reati sono stati commessi in un arco temporale ampio, il richiedente deve, se del caso, scindere e dedurre la continuazione per singoli gruppi di reati enucleandoli e allegando gli indici corrispondenti
  • Un ricorso per cassazione genericamente formulato e privo di specifiche allegazioni relative agli elementi decisivi per la continuazione è inammissibile e può comportare condanna alle spese e sanzione verso la Cassa delle ammende
  • Gli indici quali identità del bene protetto, analogia delle modalità e prossimità spaziale/temporale sono utili ma devono essere inseriti in un quadro probatorio più complessivo che dimostri la deliberazione unitaria

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.