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Sentenza

Sentenza n. 223/2026 - Palermo, Sezione 5

per l'annullamento - Dell'ordinanza n. -OMISSIS- del 22/06/2022, notificata il 28/06/2022, avente ad oggetto l'annullamento in autotutela del provvedimento di concessione edilizia per la realizzazione di due edifici residenziali su appezzamento di terreno in Contrada -OMISSIS-, censito in Catasto al foglio di mappa -OMISSIS-, p.lle -OMISSIS- oggi censiti in Catasto al foglio di mappa n. -OMISSIS-, p.lla -OMISSIS- subb. -OMISSIS-; - degli atti tutti presupposti, connessi e consequenziali.

Giustizia amministrativa202201585

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. VSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza comunale di annullamento in autotutela del titolo edilizio per la realizzazione di due edifici residenziali

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietari)

Prevale il privato

La controversia

I ricorrenti hanno contestato l’annullamento d’ufficio, adottato circa sedici anni dopo la formazione del titolo edilizio e dopo la realizzazione degli edifici, fondato sulla mancata o non conforme realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria previste da un atto unilaterale d’obbligo del 2007. Sono stati dedotti: violazione dell’art. 21-nonies l. 241/1990 per l’adozione oltre un termine ragionevole, difetto di motivazione e mancata considerazione dell’affidamento consolidato; violazione dei principi di imparzialità e buon andamento; eccesso di potere per illogicità, ingiustizia manifesta, difetto di istruttoria e motivazione, erroneità dei presupposti e violazione dei principi di correttezza e buona fede; violazione della proporzionalità; disparità di trattamento rispetto ad altri proprietari della medesima zona, ai quali sarebbe stata consentita la monetizzazione delle opere di urbanizzazione; violazione dell’art. 21 l.r. 71/1978 e dell’art. 12 d.P.R. 380/2001, sostenendo che l’atto d’obbligo collegasse l’inadempimento alle sole certificazioni di abitabilità e non alla validità o efficacia del titolo edilizio. Il Comune ha sostenuto la sussistenza dell’interesse pubblico al rispetto della disciplina urbanistica e alla realizzazione delle opere di urbanizzazione, l’assenza di un affidamento tutelabile e la mancata prova della disparità di trattamento e dell’irrealizzabilità delle opere.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e annullato l’ordinanza impugnata, facendo salvi i successivi atti dell’amministrazione. Ha ritenuto fondate, in sostanza, le censure relative ai primi cinque motivi. Anche per l’annullamento d’ufficio di un titolo edilizio occorrono, oltre all’illegittimità originaria, un interesse pubblico concreto e attuale alla rimozione, distinto dal mero ripristino della legalità, un termine ragionevole e una motivazione che compari l’interesse pubblico con le posizioni dei privati, tenendo conto dell’affidamento consolidato. Nel caso concreto l’annullamento era intervenuto dopo circa sedici anni, senza prova di false rappresentazioni dei privati; il tempo trascorso e la realizzazione dell’intervento avevano consolidato un legittimo affidamento. L’ordinanza non indicava adeguatamente l’interesse pubblico concreto e attuale, non effettuava la comparazione con l’interesse privato e non chiariva le ragioni della disparità rispetto ai proprietari di immobili vicini ai quali sarebbe stata consentita la monetizzazione delle opere. Mancava inoltre un’adeguata istruttoria e motivazione sul fatto che l’atto d’obbligo collegasse l’inadempimento alle certificazioni di abitabilità, anziché alla concessione edilizia. Gli ulteriori motivi sono stati assorbiti. Le spese sono state compensate per la peculiarità della controversia.

Norme richiamate

  • art. 21-nonies l. 241/1990

    L’annullamento d’ufficio richiede, oltre all’illegittimità originaria, un interesse pubblico concreto e attuale diverso dal mero ripristino della legalità, la considerazione delle posizioni consolidate dei destinatari e l’esercizio del potere entro un termine ragionevole, con adeguata motivazione.

  • art. 2 l.r. 17/1994

    Costituisce la base del titolo edilizio auto-assentito oggetto del successivo annullamento d’ufficio.

  • art. 21 l.r. 71/1978

    Invocato dai ricorrenti in relazione ai presupposti del titolo edilizio e alla rilevanza delle opere di urbanizzazione; la relativa censura non è stata esaminata per assorbimento.

  • art. 12 d.P.R. 380/2001

    Invocato dai ricorrenti in relazione alla necessità delle opere di urbanizzazione e agli effetti della loro mancata realizzazione; la relativa censura non è stata esaminata per assorbimento.

  • art. 97 Costituzione

    Richiamato quale fondamento dei principi di imparzialità e buon andamento dedotti dai ricorrenti.

Massime di principio

  • L’annullamento d’ufficio di un titolo edilizio richiede non solo l’illegittimità originaria dell’atto, ma anche la motivata individuazione di un interesse pubblico concreto e attuale alla rimozione, distinto dal mero ripristino della legalità violata.
  • L’interesse pubblico al ritiro di un titolo edilizio illegittimo non è in re ipsa: l’amministrazione deve esplicitare le ragioni attuali della rimozione e compararle con gli interessi dei destinatari e con l’affidamento da questi maturato.
  • Il potere di autotutela deve essere esercitato entro un termine ragionevole. Il decorso di circa sedici anni, accompagnato dalla realizzazione dell’intervento edilizio e dall’assenza di false rappresentazioni del privato, rende particolarmente stringente l’onere motivazionale dell’amministrazione e può determinare l’illegittimità del ritiro.
  • Quando il privato deduce una specifica disparità di trattamento rispetto a interventi edilizi analoghi, l’amministrazione deve svolgere un’istruttoria e fornire una motivazione adeguate sulle ragioni della diversa disciplina applicata.
  • L’amministrazione deve chiarire, alla luce degli atti d’obbligo e degli accordi intervenuti, quali siano gli effetti giuridici dell’inadempimento degli obblighi di urbanizzazione e non può automaticamente desumerne l’inefficacia del titolo edilizio senza un’adeguata istruttoria e motivazione.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziAutotutela
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
IstitutiAutotutela decisoriaLegittimo affidamentoDifetto di motivazioneDifetto di istruttoria

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