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Sentenza

Sentenza n. 8266/2026 - Roma, Sezione 3

per l'annullamento - del giudizio di non idoneità afferente la domanda n. progr. 107933 recante la non attribuzione al ricorrente Dott. Andrea Baldin dell’abilitazione scientifica nazionale a professore universitario di II fascia reso dalla Commissione nazionale per l’Abilitazione Scientifica Nazionale alle funzioni di professore universitario di prima e seconda fascia del Settore Concorsuale 13/A2 POLITICA ECONOMICA - indetta con bando di cui al D.D. 1796/2023 dal Ministero dell’Università e della Ricerca; - dei giudizi individuali e collegiale di “non abilitazione” alle funzioni di professore universitario di seconda fascia espressi nei confronti del Dott. Andrea Baldin dalla Commissione nazionale per l’Abilitazione Scientifica Nazionale alle funzioni di professore universitario di prima e seconda fascia del Settore Concorsuale 13/A2 POLITICA ECONOMICA, pubblicati in data 03/07/2023; - dell'eventuale conseguente provvedimento, di contenuto ignoto, di diniego alla abilitazione alle funzioni di professore universitario di seconda fascia nel Settore Concorsuale 13/A2 POLITICA ECONOMICA; - dei verbali della Commissione giudicatrice, con riferimento alla posizione dell’odierno ricorrente; - degli atti, anche non conosciuti, presupposti, connessi o conseguenti ivi compreso ogni altro verbale, valutazione o attività riconducibile alla predetta Commissione con riferimento alla posizione dell'odierno ricorrente; - con le statuizioni conseguenti, idonee a rendere effettivo il giudicato, nella previsione dell’articolo 34, c. 1, lettera e), c.p.a; e per la condanna del Ministero dell’Università e della Ricerca a provvedere alla nomina di una diversa Commissione che proceda quanto prima alla rivalutazione della candidatura del Dott. Andrea Baldin consentendo al medesimo di conseguire l'ASN a professore di seconda fascia nel predetto settore.

Giustizia amministrativa202410608

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: giudizio di non idoneità e mancata attribuzione dell'abilitazione scientifica nazionale alle funzioni di professore universitario di seconda fascia nel settore concorsuale 13/A2 – Politica economica, con conseguenti giudizi individuali e collegiale della Commissione nazionale

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente aveva impugnato il giudizio di non abilitazione e gli atti della Commissione nazionale per l'abilitazione scientifica nazionale relativi alla propria candidatura, chiedendone l'annullamento, la nomina di una diversa Commissione per la rivalutazione e la condanna dell'amministrazione a provvedere in modo da consentirgli il conseguimento dell'abilitazione. Nel corso del giudizio ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione, avendo conseguito nelle more l'abilitazione scientifica nazionale alle funzioni di professore universitario di seconda fascia nel settore concorsuale 13/A3 – Scienza delle finanze, chiedendo quindi la declaratoria di improcedibilità con compensazione delle spese.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a. Il giudice ha rilevato che, in applicazione del principio dispositivo, il ricorrente conserva la disponibilità dell'azione fino a quando la causa è trattenuta in decisione e può dichiarare di non avere più interesse alla definizione del giudizio. Tale dichiarazione impone al giudice di prenderne atto, non potendo questi procedere d'ufficio né sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire. Il giudizio amministrativo non ha natura oggettiva e non può proseguire al solo fine di accertare l'illegittimità degli atti in assenza di uno specifico interesse della parte. Le spese sono state compensate in ragione dell'esito del giudizio e del fatto che l'amministrazione aveva svolto attività difensiva solo dopo la dichiarazione di sopravvenuto difetto di interesse.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a.

    per sopravvenuto difetto di interesse alla decisione sul ricorso in esame

    La disposizione fonda la declaratoria di improcedibilità quando, durante il giudizio, viene meno l'interesse attuale alla decisione.

  • art. 34, comma 1, lettera e), c.p.a.

    Richiamato nella domanda originaria per le statuizioni conseguenti idonee a rendere effettivo il giudicato; non applicato nella decisione definitoria.

Massime di principio

  • Nel processo amministrativo, in applicazione del principio dispositivo, il ricorrente può dichiarare di non avere più interesse alla decisione fino al momento in cui la causa viene trattenuta in decisione.
  • La dichiarazione di sopravvenuto difetto di interesse resa dal ricorrente impone al giudice di dichiarare l'improcedibilità del ricorso, non potendo il giudice procedere d'ufficio né sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire.
  • Il giudizio amministrativo non è una giurisdizione oggettiva finalizzata al mero accertamento dell'illegittimità degli atti: in assenza di uno specifico e attuale interesse di parte, il processo non può proseguire.

Come è indicizzato

MaterieReclutamento e abilitazione universitariaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiIstruzione e universitàProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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