Sentenza del 23/11/2016 n. 23809 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'Agenzia delle entrate ha impugnato la sentenza della CTR Sardegna che aveva ritenuto non imponibile l'indennizzo percepito dal contribuente per la chiusura dell'impianto di distribuzione di carburante nell'ambito della cosiddetta rottamazione delle licenze. L'Ufficio ha sostenuto che tale somma, pur qualificata come indennizzo, fosse destinata a compensare la perdita di redditi futuri e dovesse quindi essere tassata come reddito della stessa categoria di quello sostituito o perduto, ai sensi dell'art. 6, comma 2, del TUIR.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle entrate, cassato la sentenza della CTR e deciso la causa nel merito rigettando il ricorso originario del contribuente. Ha stabilito che l'indennizzo previsto dal D.Lgs. n. 32 del 1998 per la chiusura degli impianti è finalizzato a reintegrare la mancata percezione di reddito conseguente alla cessazione dell'attività; pertanto, costituisce reddito imponibile della stessa categoria del reddito sostituito o perduto. Le spese di tutti i gradi di giudizio sono state compensate in ragione della peculiarità della fattispecie.
Norme richiamate
D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), art. 6, comma 2
I proventi conseguiti in sostituzione di redditi, e le indennità conseguite a titolo di risarcimento di danni consistenti nella perdita di redditi, costituiscono redditi della stessa categoria di quelli sostituiti o perduti.
Le somme ricevute in sostituzione di redditi non percepiti sono tassabili come reddito della medesima categoria. Sono invece escluse dalla tassazione le somme destinate a risarcire danni diversi dalla perdita di redditi.
D.Lgs. 11 febbraio 1998, n. 32, art. 6
L'indennizzo riconosciuto ai gestori e ai titolari di autorizzazione o concessione per la chiusura degli impianti di distribuzione di carburante è stato considerato dalla Corte diretto a compensare la perdita di reddito derivante dalla cessazione dell'attività.
Codice di procedura civile, art. 384, comma 2
Quando non sono necessari ulteriori accertamenti di fatto, la Corte di cassazione può decidere direttamente la causa nel merito dopo aver cassato la sentenza impugnata.
Massime di principio
- Per stabilire se un indennizzo è imponibile non è decisiva la sua denominazione formale, ma la funzione economica concretamente svolta.
- Le somme che sostituiscono redditi non percepiti, anche se corrisposte sotto forma di indennizzo o risarcimento, sono normalmente tassabili ai sensi dell'art. 6, comma 2, del TUIR.
- Sono invece generalmente non imponibili le somme destinate esclusivamente a reintegrare un danno patrimoniale diverso dalla perdita di reddito, come la diminuzione del valore di un bene o un danno emergente non reddituale.
- In situazioni analoghe occorre verificare la normativa istitutiva dell'indennizzo, la sua finalità concreta e il collegamento tra la somma ricevuta e la perdita di ricavi o redditi futuri.
- Quando l'indennizzo è collegato alla cessazione di un'attività e mira a compensare il reddito che l'attività avrebbe prodotto, la somma tende a essere qualificata come reddito sostitutivo e quindi assoggettata a tassazione.
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