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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37117/2023 del 12/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza del Tribunale di Siena che li ha condannati per il reato previsto dall'art. 95 D.P.R. 380/2001 (t.u.e.) per aver eseguito opere edilizie in zona sismica senza il deposito del progetto presso l'Ufficio del Genio Civile. Gli argomenti di gravame sono: (1) errata applicazione dell'art. 95 t.u.e. e dell'art. 170-bis L.R. Toscana n.65/2014, avendo il Tribunale riconosciuto che le opere erano "prive di rilevanza" ai sensi dell'art. 94-bis, comma 1, lett. c), e dunque non soggette al deposito; (2) la norma regionale richiamata rinvierebbe a un regolamento esecutivo entrato in vigore dopo i fatti; (3) violazione dell'art. 521 c.p.p. per condanna su fatto diverso e non contestato; (4) mancata applicazione dell'art. 131-bis c.p. per particolare tenuità del fatto; motivi aggiunti sostengono inoltre che il Genio Civile avrebbe qualificato le opere come ornamentali e che l'irrilevanza sismica renderebbe il fatto inoffensivo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha respinto i ricorsi. Ha ritenuto pacifico e incontroverso che i ricorrenti abbiano realizzato le opere senza la presentazione del progetto di costruzione in zona sismica e senza il preavviso scritto previsto dall'art. 93 t.u.e.; tale omissione integra l'ipotesi contravvenzionale dell'art. 95 t.u.e. anche quando gli interventi siano "privi di rilevanza" ai sensi dell'art. 94-bis. La Corte ha chiarito che le prescrizioni di deposito/preavviso previste dalla normativa statale restano operative e che la normativa regionale non può derogare alle disposizioni penali statali. Le linee guida ministeriali (D.M. 30/04/2020) e la disciplina transitoria regionale non escludono l'obbligo del preavviso; eventuali semplificazioni sono ammesse ma non l'eliminazione dell'obbligo. Quanto all'art. 131-bis c.p., la Corte ha ritenuto non applicabile la particolare tenuità del fatto, valorizzando la natura di reato di pericolo astratto, la modalità della condotta, la numerosità e la dimensione delle opere e la loro illiceità urbanistica (permesso in sanatoria). Conseguenza: rigetto dei ricorsi e conferma delle condanne/ammende riportate in primo grado.

Norme richiamate

  • D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 (t.u.e.), art. 95

    L'omesso deposito del progetto per costruzioni in zona sismica e l'omesso preavviso costituiscono contravvenzione punibile; l'obbligo sussiste anche per interventi "privi di rilevanza" ai fini della pubblica incolumità

  • D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 (t.u.e.), art. 93

    Obbligo di preavviso scritto allo sportello unico comunale con allegato progetto per interventi in zona sismica; l'inadempimento è rilevante penalmente ai sensi dell'art. 95

  • D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 (t.u.e.), art. 94-bis (commi 1, 2, 3, 4, 5)

    Distinzione tra interventi "rilevanti", "di minore rilevanza" e "privi di rilevanza"; anche per quelli privi di rilevanza resta l'obbligo del preavviso e la possibilità di controlli a campione, per cui non è esclusa la necessità del deposito del progetto

  • Legge Regionale Toscana n. 65/2014, art. 170-bis

    Disciplina modalità di deposito/preavviso a livello regionale; non modifica la sfera di rilevanza penale prevista dalla normativa statale e deve essere interpretata in conformità alla legge statale

  • Legge Regionale Toscana 22 novembre 2019, n. 69 (introduzione di art. 170-bis)

    Fonte regionale che specifica modalità di applicazione transitoria ma non può derogare agli obblighi penali statali

  • Decreto Ministeriale 30 aprile 2020 (linee guida per interventi in zona sismica)

    Definisce criteri per individuare interventi privi o di minore rilevanza e conferma la necessità del preavviso/deposito in via generale, ammettendo semplificazioni ma non l'eliminazione dell'obbligo

  • Art. 83 t.u.e.

    Individua il campo di applicazione della disciplina sismica: la normativa mira a tutelare la pubblica incolumità per tutte le costruzioni la cui sicurezza possa interessarla

  • Art. 131-bis cod. pen.

    I giudici hanno ritenuto non applicabile la particolare tenuità del fatto alla contravvenzione in esame, alla luce della natura di reato di pericolo astratto e delle modalità e dimensioni della condotta

  • Art. 521 cod. proc. pen.

    Contestazione che la condanna fosse per fatto diverso è stata ritenuta infondata: il fatto per cui si è proceduto (omesso deposito/progetto e mancato preavviso) era effettivamente quello contestato

  • Art. 3 d.l. 18 aprile 2019, n. 32 conv. L. 14 giugno 2019, n. 55 ("sbloccacantieri")

    Norma che ha contribuito a rimodulare la disciplina degli interventi in zona sismica e la definizione delle semplificazioni ammesse per varianti non sostanziali; va letta unitamente alle linee guida ministeriali

Massime di principio

  • L'omesso deposito del progetto e l'assenza del preavviso per lavori in zona sismica integrano la fattispecie penale di cui all'art. 95 t.u.e. anche se gli interventi sono "privi di rilevanza" ai sensi dell'art. 94-bis: la finalità è consentire controlli preventivi o a campione dell'ufficio tecnico regionale
  • La normativa regionale può disciplinare modalità e semplificazioni tecniche (art. 170-bis), ma non può derogare alle prescrizioni penali statali; le regioni devono interpretare le norme in conformità alla legge statale
  • Le linee guida ministeriali (D.M. 30/04/2020) confermano la necessità del preavviso/deposito in generale e consentono semplificazioni solo nei limiti espressamente previsti; la mera qualificazione delle opere come "ornamentali" da parte di uffici non sostituisce la prova del deposito/preavviso
  • Nei reati di pericolo astratto volti a tutelare la pubblica incolumità (costruzioni in zona sismica) la particolare tenuità dell'offesa ai sensi dell'art. 131-bis è valutata restrittivamente: la sua applicazione può essere esclusa quando la condotta, la numerosità o la dimensione degli interventi rendono significativo il rischio astratto
  • In situazioni analoghe la difesa deve puntare su prove documentali circa il tempestivo deposito/preavviso (data/registro protocollare, comunicazioni allo sportello unico o al Genio Civile) e, se del caso, dimostrare che le varianti erano non sostanziali rispetto a progetto già depositato; contestazioni puramente interpretative delle norme regionali richiedono argomentazioni di diritto mirate, tenendo conto della prevalenza delle norme statali

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