Sentenza del 29/12/2016 n. 27281 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'Agenzia delle entrate aveva impugnato per cassazione la sentenza della Commissione tributaria regionale del Lazio che aveva dichiarato inammissibile il ricorso per revocazione proposto contro una precedente decisione d'appello. Tale decisione aveva riconosciuto alla RAI il diritto al rimborso dell'imposta sul patrimonio netto versata per gli anni 1992-1997, ritenendo applicabile un giudicato esterno sulla medesima questione e sulle medesime annualità. La RAI aveva resistito proponendo anche sette motivi di ricorso incidentale condizionato.
La decisione
Nel corso del giudizio è intervenuta la sentenza della Corte di cassazione n. 30780 del 2011, che ha accolto il precedente ricorso dell'Agenzia delle entrate contro la sentenza d'appello originaria, cassandola e decidendo la causa nel merito con il rigetto del ricorso introduttivo della RAI. Poiché la decisione oggetto dell'attuale impugnazione era ormai stata definitivamente cassata, l'Agenzia non aveva più interesse concreto e attuale alla decisione del nuovo ricorso. La Corte ha quindi dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, dichiarando assorbiti i motivi del ricorso incidentale condizionato della RAI. Le spese di lite sono state compensate tra le parti.
Norme richiamate
D.L. 30 settembre 1992, n. 394, art. 1, convertito nella L. 26 novembre 1992, n. 461
Prevedeva l'imposta sul patrimonio netto delle imprese, della quale la RAI aveva chiesto il rimborso per gli anni 1992-1997. Nel precedente giudizio d'appello era stato riconosciuto il diritto al rimborso, ma tale decisione è stata successivamente cassata.
Principio processuale della sopravvenuta carenza di interesse
Un ricorso è inammissibile quando, dopo la sua proposizione, interviene un fatto che elimina l'utilità concreta della decisione richiesta, come la definitiva cassazione della sentenza impugnata. In tal caso il giudice non esamina più i motivi di ricorso.
Principio di assorbimento del ricorso incidentale condizionato
Il ricorso incidentale subordinato all'accoglimento del ricorso principale non deve essere esaminato quando il ricorso principale diviene inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse.
Compensazione delle spese di lite
In considerazione dell'esito processuale e delle circostanze del caso, la Corte ha ritenuto equo compensare integralmente le spese tra le parti.
Massime di principio
- L'interesse a ricorrere deve sussistere non solo al momento della proposizione dell'impugnazione, ma anche al momento della decisione; se viene meno nel frattempo, il ricorso diventa inammissibile.
- Quando la sentenza impugnata è stata già definitivamente cassata o sostituita da una decisione incompatibile, non è più possibile ottenere una pronuncia utile su quella stessa impugnazione.
- La sopravvenuta carenza di interesse impedisce l'esame del merito dei motivi di ricorso e comporta normalmente una pronuncia di inammissibilità, non di rigetto nel merito.
- Il ricorso incidentale condizionato resta assorbito se il ricorso principale non viene esaminato o non può più produrre effetti utili.
- La definitiva decisione intervenuta in un giudizio collegato può rendere inutilmente proseguibile un'impugnazione successiva, anche se quest'ultima era stata proposta quando esisteva ancora un interesse concreto.
- La compensazione delle spese può essere disposta quando l'esito dipende da eventi processuali sopravvenuti o quando sussistono ragioni particolari legate alla vicenda.
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