Cassazione Penale, Sentenza n. 20775/2022 del 27/05/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del 22/09/2021 che aveva rigettato la richiesta di concessione dell'affidamento in prova al servizio sociale o della detenzione domiciliare in relazione alla pena di 2 anni e 10 mesi. Il Tribunale aveva ritenuto decisivo che nell'istanza non fosse indicato un domicilio utile per l'istruttoria e che il condannato non fosse comparso in udienza, impedendo l'accertamento del suo modus vivendi. I difensori hanno proposto due motivi: (1) mancato rinvio per legittimo impedimento dei difensori (impegno professionale in altro processo) e violazione delle norme processuali; (2) inesattezza della valutazione circa l'assenza del ricorrente, siccome era stata eletta dimora presso lo studio dei difensori (via Machiavelli 25) e quindi sarebbe stato reperibile.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul primo motivo ha richiamato la giurisprudenza che richiede, per far valere il legittimo impedimento dell'avvocato, l'indicazione tempestiva dell'impedimento, la specificazione delle ragioni che rendono essenziale la sua presenza nell'altro processo, la rappresentazione dell'assenza di altro codifensore e l'impossibilità di avvalersi di un sostituto ai sensi dell'art. 102 c.p.p.; nel caso concreto i difensori non hanno documentato l'impossibilità di nominare un sostituto. Sul secondo motivo la Corte ha ritenuto che l'elezione di domicilio presso lo studio dei difensori (ai sensi dell'art. 677, comma 2-bis c.p.p.) non esonera dal fornire un riferimento territoriale utile per l'istruttoria volta ad accertare il modus vivendi e l'affidabilità del condannato ai fini delle misure alternative. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare €3000 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 420-ter, comma 5 c.p.p.
L'impegno professionale dell'avvocato in altro procedimento può costituire legittimo impedimento che giustifica la comparizione impossibile soltanto se l'impedimento viene prospettato tempestivamente e sono indicate specificamente le ragioni dell'essenzialità della presenza, l'assenza di altro codifensore e l'impossibilità di avvalersi di un sostituto.
art. 102 c.p.p.
Rilevanza della possibilità di avvalersi di un sostituto: il difensore che invoca impedimento deve dimostrare l'impossibilità di nominare un sostituto sia nel processo per cui è richiesto il rinvio sia in quello in cui è impegnato.
art. 677, comma 2-bis c.p.p.
L'elezione di domicilio presso lo studio del difensore ha rilievo processuale per le notifiche ma non sostituisce un riferimento territoriale effettivo necessario per l'istruttoria volta ad accertare il modus vivendi e l'affidabilità del condannato ai fini delle misure alternative.
Giurisprudenza (Sez. Un., sent. n. 4909/2014 e successive)
Consolidato principio di diritto sui requisiti del legittimo impedimento per l'avvocato (tempestività, specificità delle ragioni, assenza di altro codifensore, impossibilità di sostituto).
Massime di principio
- La dichiarazione di legittimo impedimento dell'avvocato richiede specificità e prove: è insufficiente una mera affermazione generica dell'impegno professionale; occorre dimostrare l'impossibilità di avvalersi di un sostituto e l'assenza di altro codifensore.
- L'elezione di domicilio presso lo studio dell'avvocato non vale, da sola, come prova del domicilio reale o del modus vivendi dell'imputato ai fini dell'attribuzione di misure alternative alla detenzione; il giudice può legittimamente richiedere riferimenti territoriali concreti per l'istruttoria.
- La mancata comparizione del condannato in udienza e la mancanza di elementi idonei a verificare la sua affidabilità possono giustificare il rifiuto di misure alternative (affidamento in prova o detenzione domiciliare).
- Nei ricorsi infondati o carenti sotto profili di diligenza processuale il ricorrente può essere condannato non solo alle spese ma anche al versamento di una somma alla Cassa delle ammende; pertanto le impugnazioni devono essere ben fondate e documentate.
- In caso di concomitanza di impegni professionali, la difesa deve agire tempestivamente e fornire elementi tali da consentire al giudice di valutare l'effettiva impossibilità di nominare un sostituto; l'assenza di tali elementi rende probabile il rigetto della richiesta di rinvio.
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