Sentenza del 06/11/2018 n. 28247 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
I ricorrenti chiedevano il riconoscimento della qualifica di vicedirigente ai sensi dell'art. 17-bis del D.Lgs. n. 165 del 2001, sostenendo che tale qualifica spettasse loro sin dall'entrata in vigore della L. n. 145 del 2002 in ragione del possesso dei requisiti previsti dalla legge. In subordine, chiedevano il risarcimento dei danni derivanti dal mancato inquadramento, deducendo che gli atti di indirizzo della Funzione Pubblica, gli atti ricognitivi del personale interessato e lo stanziamento dei fondi avessero ingenerato un affidamento tutelabile sulla futura istituzione dell'area della vicedirigenza.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha stabilito che l'art. 17-bis del D.Lgs. n. 165 del 2001 non era autoapplicativo: il possesso dei requisiti individuali non era sufficiente a far sorgere il diritto alla qualifica, essendo necessaria l'istituzione dell'apposita area mediante contrattazione collettiva nazionale di comparto. In assenza di tale disciplina negoziale, l'area della vicedirigenza non era venuta ad esistenza e non poteva configurarsi né un obbligo dell'Amministrazione di procedere all'inquadramento né una posizione tutelabile dei dipendenti. Sono state inoltre escluse le pretese risarcitorie, perché l'omessa istituzione dell'area non integrava una violazione risarcibile e le allegazioni sui danni erano generiche. I ricorrenti sono stati condannati a rimborsare al Ministero le spese del giudizio di legittimità, liquidate in 8.000 euro oltre alle spese prenotate a debito, nonché al versamento dell'ulteriore contributo unificato.
Norme richiamate
D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 17-bis
La contrattazione collettiva del comparto Ministeri disciplina l'istituzione di un'apposita area della vicedirigenza.
La norma demandava alla contrattazione collettiva non solo la disciplina concreta, ma anche l'effettiva istituzione dell'area. Pertanto non era autoapplicativa e il possesso dei requisiti individuali non attribuiva direttamente la qualifica.
L. n. 15 del 2009, art. 8
La vicedirigenza è disciplinata esclusivamente ad opera e nell'ambito della contrattazione collettiva nazionale del comparto di riferimento.
La disposizione, qualificata come interpretazione autentica, ha confermato che il personale in possesso dei requisiti poteva essere destinatario della disciplina della vicedirigenza soltanto dopo la costituzione dell'area da parte della contrattazione collettiva nazionale.
D.L. n. 95 del 2012, art. 5, comma 13, convertito in L. n. 135 del 2012
Abrogazione dell'art. 17-bis del D.Lgs. n. 165 del 2001.
L'abrogazione ha eliminato la disciplina legislativa relativa all'istituzione contrattuale dell'area della vicedirigenza ed è stata ritenuta costituzionalmente legittima dalla Corte costituzionale.
D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, commi 1-bis e 1-quater
Ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso.
Poiché il ricorso è stato rigettato, i ricorrenti sono stati dichiarati tenuti al pagamento dell'ulteriore contributo unificato.
Codice civile, art. 1337
Le parti, nello svolgimento delle trattative e nella formazione del contratto, devono comportarsi secondo buona fede.
La disposizione è stata invocata dai ricorrenti per sostenere la responsabilità precontrattuale dell'Amministrazione, ma la Corte ha escluso che gli atti di indirizzo e preparatori potessero creare una posizione tutelabile o un affidamento risarcibile in capo ai dipendenti.
Codice civile, art. 2729
Le presunzioni semplici devono essere gravi, precise e concordanti.
La Corte ha ritenuto non sufficienti le allegazioni dei ricorrenti per desumere presuntivamente l'esistenza e l'entità dei danni lamentati.
Massime di principio
- Nel pubblico impiego privatizzato, quando la legge rinvia alla contrattazione collettiva l'istituzione di una nuova area o qualifica, il possesso dei requisiti legislativi non produce automaticamente il diritto all'inquadramento.
- Occorre distinguere tra una norma che individua i requisiti per accedere a una qualifica già istituita e una norma che demanda alla contrattazione collettiva la stessa istituzione della qualifica: nel secondo caso, senza contratto collettivo istitutivo non sorge il diritto individuale.
- Atti di indirizzo, ricognizioni del personale, stanziamenti finanziari o iniziative preparatorie dell'Amministrazione non equivalgono alla stipula del contratto collettivo e, di regola, non garantiscono il conseguimento della qualifica.
- L'omessa attivazione di una procedura negoziale o la mancata istituzione di un'area contrattuale non comportano automaticamente un danno risarcibile per i dipendenti, soprattutto se non esiste una posizione giuridica individuale tutelata.
- Le domande risarcitorie per danno professionale, esistenziale, all'immagine o all'identità professionale devono indicare in modo concreto la condotta lesiva, il danno effettivamente subito e il nesso causale; allegazioni generiche o il solo mancato conseguimento della qualifica non sono sufficienti.
- L'eventuale abrogazione successiva della norma istitutiva non crea retroattivamente diritti alla qualifica né consente di superare la mancanza della necessaria disciplina contrattuale.
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