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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2589/2024 del 22/01/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso per cassazione, proposto dal difensore di Brogna, articolava sei motivi: (1-2) nullità della sentenza per violazione degli artt. 178 e 500 c.p.p. e del diritto di difesa per avere impedito al difensore di effettuare contestazioni ai testi Magi e Colleoni; (3) inconfigurabilità del reato di ricettazione perché il reato presupposto (art. 647 c.p., appropriazione di cose smarrite) era stato depenalizzato dal D.Lgs. 15/01/2016 n.7; (4) difetto di correlazione fra accusa e sentenza e violazione del divieto di reformatio in peius con riguardo al reato previsto dall'art. 497 bis c.p., sostenendo che la condotta andasse qualificata ex art. 477 c.p.; (5) violazione dell'art. 649 c.p. per aver ritenuto il concorso di reati tra artt. 494 e 497 bis c.p.; (6) censura sulla determinazione della pena per errata individuazione del reato più grave.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso parzialmente fondato: ha rigettato (dichiarato manifestamente infondati) i primi due motivi relativi alla presunta nullità per violazione del diritto di difesa, ritenendo che l'esame dei testimoni non lasciasse spazio a contestazioni rilevanti e valorizzando altresì il supporto probatorio tecnico (RIS). Ha accolto il terzo motivo: ha dichiarato che il reato di ricettazione non era configurabile con riguardo al capo 3) perché il reato presupposto (art. 647 c.p.) risultava depenalizzato, e quindi ha annullato la sentenza impugnata limitatamente a quel capo "perché il fatto non sussiste" (annullamento senza rinvio). Per il resto del ricorso ha dichiarato l'inammissibilità e ha confermato definitivamente l'accertamento di responsabilità per le altre imputazioni (tra cui i reati di cui agli artt. 494 e 497 bis c.p.). Ha però disposto il rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Brescia ai fini della rideterminazione della pena sui residui reati.

Norme richiamate

  • art. 23, comma 8, D.L. n.137/2020 (conv. L. 18/12/2020 n.176) e modifiche

    Riferimento alla disciplina che ha permesso il trattamento del procedimento con contraddittorio scritto nel periodo di vigenza; la Corte prende atto che il processo è stato trattato secondo questa modalità

  • art. 178 c.p.p. (nullità di ordine generale)

    La corte osserva che la nullità di ordine generale per violazione del diritto di difesa esiste in astratto ma può essere sanata se la parte non eccepisce immediatamente il vizio; qui non è ravvisata la nullità denunciata

  • art. 179 c.p.p.

    Richiamato implicitamente nel discorso sulla sanabilità delle nullità non ricomprese tra quelle previste da tale articolo

  • art. 500 c.p.p. (esame dei testi e contestazioni)

    La Corte ritiene che nell'esame dei testi Magi e Colleoni non vi fosse spazio per le contestazioni invocate dal difensore, poiché i testi avevano già operato il riconoscimento fotografico

  • art. 647 c.p. (appropriazione di cose smarrite)

    Norma del reato presupposto per la ricettazione; la Corte valuta la depenalizzazione intervenuta e la rilevanza temporale del fatto rispetto alla depenalizzazione

  • D.Lgs. 15/01/2016 n.7 (depenalizzazione dell'art. 647 c.p.)

    La Corte di Cassazione rileva che, in mancanza di elementi certi sulla temporalità del reato presupposto, deve applicarsi il principio "favor rei" e presumersi che il fatto sia avvenuto in epoca successiva alla depenalizzazione, con la conseguenza che la ricettazione non può essere sostenuta

  • art. 497 bis c.p. (possesso/fabbricazione di documenti d'identità falsi)

    La Corte conferma che la qualificazione e la correlazione tra accusa e sentenza sono rispettate; non ravvisa violazione del divieto di reformatio in peius nel modo in cui la Corte d'appello ha ricostruito la fattispecie

  • art. 494 c.p. (sostituzione di persona)

    La Corte richiama l'orientamento secondo cui la sostituzione di persona e il possesso/fabbricazione di documenti falsi possono concorrere materialmente quando si tratta di azioni distinte e separate, ed in tal caso non opera il principio di assorbimento

  • art. 2 cod. pen.

    Richiamato dalla giurisprudenza di merito citata: l'abrogazione o modifica di norme esterne alla fattispecie di ricettazione deve essere valutata con riguardo al momento della condotta; la Cassazione tuttavia evidenzia l'importanza della prova temporale del reato presupposto

  • art. 649 c.p.

    Norma richiamata dalla difesa in relazione al concorso di reati; la Corte però ritiene corretta la ricostruzione del concorso materiale fra i reati contestati

Massime di principio

  • Quando si contesta la mancata possibilità di effettuare contestazioni ai testi (art. 500 c.p.p.), l'avvocato deve eccepire immediatamente la nullità in udienza: le nullità di ordine generale possono essere sanate se non tempestivamente dedotte
  • Per sostenere la ricettazione è essenziale provare che il reato presupposto sia stato commesso in epoca in cui quel reato era ancora punito; in mancanza di prove temporali certe il principio "favor rei" può determinare l'esclusione della ricettazione se la presunta consumazione risulta successiva alla depenalizzazione del reato presupposto
  • La depenalizzazione di una norma che costituisce reato presupposto può incidere sulla configurabilità della ricettazione: il giudice deve valutare la temporalità del fatto e l'applicabilità della norma al momento della condotta
  • I reati di sostituzione di persona (art. 494 c.p.) e di possesso/fabbricazione di documenti falsi (art. 497 bis c.p.) possono concorrere materialmente se derivano da azioni distinte; il ne bis in idem opera solo quando un unico fatto soddisfa entrambe le fattispecie
  • In tema di determinazione della pena, le censure sulla scelta del reato 'più grave' possono essere dichiarate prive di interesse se non incidono sul trattamento sanzionatorio o se il giudice di appello ha già corretto eventuali errori di primo grado a favore dell'imputato
  • In impugnazione per cassazione, l'accoglimento parziale del ricorso può comportare l'annullamento limitato di singoli capi (anche senza rinvio) e il rinvio ad altra sezione per la rideterminazione della pena sui residui reati

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