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Sentenza

Sentenza n. 4752/2026 - Roma, Sezione 2

per l'annullamento, previa sospensione dell’efficacia, del provvedimento n. 432 dell’8.12.2025 emesso dal Consolato generale d’Italia a Mumbai e notificato il 10.12.2025 ad oggetto il diniego del visto di per motivi di studio e di ogni altro atto presupposto, connesso e consequenziale ivi espressamente incluso;

Giustizia amministrativa202601642

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del visto per motivi di studio emesso dal Consolato Generale d’Italia a Mumbai

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministeri)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento con cui il Consolato Generale d’Italia a Mumbai aveva respinto la domanda di visto per motivi di studio, chiedendone l’annullamento previa sospensione dell’efficacia. Dal testo non risultano specifici motivi di illegittimità dedotti, poiché il giudizio è stato definito per sopravvenuta carenza di interesse senza esame del merito.

La decisione

Il TAR, verificata la completezza del contraddittorio e dell’istruttoria e dato atto dell’avviso alle parti sulla possibile definizione con sentenza semplificata ex art. 60 c.p.a., ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. Nel corso del giudizio il Consolato aveva invitato il ricorrente a presentare una nuova domanda di visto e, a seguito di tale domanda, il visto era stato rilasciato. Il rilascio del visto ha eliminato l’interesse attuale del ricorrente alla decisione sull’impugnazione del precedente diniego. Le spese sono state compensate, fermo l’obbligo di restituzione del contributo unificato, ove versato, ai sensi dell’art. 13, comma 6-bis, d.P.R. n. 115/2002, in favore del difensore antistatario.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Il ricorso è improcedibile quando sopravviene una carenza di interesse alla decisione; il rilascio del visto richiesto mediante una nuova domanda ha eliminato l’interesse attuale alla pronuncia sul precedente diniego.

  • art. 60 c.p.a.

    Consente al TAR di definire il giudizio con sentenza in forma semplificata in sede cautelare, quando siano rispettati i termini e siano complete il contraddittorio e l’istruttoria.

  • art. 13, comma 6-bis, d.P.R. n. 115/2002

    È stato applicato per disporre la restituzione del contributo unificato, ove versato, nonostante la compensazione delle spese di lite.

Massime di principio

  • Il ricorso contro il diniego di un visto diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse quando, nel corso del giudizio, l’amministrazione invita l’interessato a presentare una nuova domanda e il visto viene successivamente rilasciato, poiché viene meno l’utilità concreta e attuale della decisione sull’originario diniego.
  • Il giudice amministrativo può definire il giudizio con sentenza in forma semplificata nella camera di consiglio fissata per la domanda cautelare quando siano trascorsi i termini previsti dall’art. 60 c.p.a. e risultino completi il contraddittorio e l’istruttoria, previo avviso alle parti.
  • La sopravvenuta carenza di interesse comporta l’improcedibilità del ricorso senza esame dei vizi dedotti contro l’atto impugnato.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoEstinzione, perenzione e improcedibilitàDecisione e riti speciali
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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