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Sentenza

Sentenza n. 4347/2026 - Milano, Sezione 2

per l'annullamento del provvedimento in data 21 marzo 2025 recante “annullamento d’ufficio ai sensi dell’art. 21-nonies della legge n. 241 del 1990 e ordine di ripristino”, con cui il Dirigente dell’Unità Servizi Tecnici Generali e ad interim dell’Unità Interventi Diretti Municipi 1-4 del Comune di Milano ha annullato d’ufficio la segnalazione certificata di inizio attività presentata in data 23 luglio 2024 - Atti PG404457 e, ritenute le opere edilizie eseguite “in assenza di titolo edilizio, visto l’art. 31/33 del D.P.R. 6/6/2001 n. 380” ne ha ordinato la demolizione e il ripristino dello stato dei luoghi entro il termine di 90 giorni; dell’istruttoria tecnica svoltasi in data 22 novembre 2024, comunque assunta, richiamata nel provvedimento di cui al precedente punto a); della comunicazione di avvio del procedimento ai sensi dell’art. 21-nonies della legge n. 241 del 1990 datata 26 settembre 2024 PG493605; dell’istruttoria del 12 settembre 2024, comunque assunta, richiamata nel provvedimento di cui al precedente punto c); di ogni altro atto preordinato, di presupposto, conseguente e/o connesso anche allo stato non noto.

Giustizia amministrativa202501833

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Annullamento d’ufficio della SCIA edilizia del 23 luglio 2024, con ordine di demolizione delle opere e ripristino dello stato dei luoghi entro 90 giorni

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ricorrente, congiuntamente a due persone fisiche, ha impugnato il provvedimento comunale del 21 marzo 2025 che aveva inibito la SCIA relativa al cambio d’uso da laboratorio a residenziale di unità immobiliari al piano rialzato e seminterrato, alla diversa distribuzione degli spazi interni, a modifiche esterne e alla realizzazione di scale di collegamento per ricavare quattro unità indipendenti. Il Comune aveva inoltre ordinato la demolizione delle opere e il ripristino dello stato dei luoghi. Il testo non riporta i motivi di illegittimità articolati nel ricorso. Erano inoltre contestati gli atti istruttori e la comunicazione di avvio del procedimento di annullamento d’ufficio.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, prendendo atto della dichiarazione della parte ricorrente, depositata in prossimità dell’udienza, secondo cui un accordo intervenuto tra le parti consentiva una soluzione bonaria della controversia e aveva fatto venir meno l’interesse alla decisione. Non è stata quindi esaminata la legittimità dell’annullamento della SCIA né dell’ordine ripristinatorio. Le spese sono state compensate in conformità all’accordo tra le parti. In precedenza, con ordinanza cautelare del 17 giugno 2025, era stata sospesa l’efficacia del provvedimento limitatamente all’ordine di demolizione e ripristino.

Massime di principio

  • Il ricorso giurisdizionale amministrativo diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse quando, nel corso del giudizio, la parte ricorrente dichiara di non avere più interesse alla decisione in ragione di un accordo intervenuto tra le parti che consente una soluzione bonaria della controversia.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziAbusi edilizi e sanzioniEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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