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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15601/2022 del 21/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Macerata che aveva riconosciuto la continuazione tra più condanne ed aveva fissato la nuova pena. Il Procuratore contestava la competenza funzionale del Tribunale di Macerata ai sensi dell'art. 665 c.p.p., sostenendo che, alla data di presentazione dell'istanza (7 ottobre 2020), l'ultima sentenza di condanna divenuta irrevocabile era quella della Corte d'appello di Napoli del 10 luglio 2013 (irrevocabile il 14 aprile 2015), per cui il giudice dell'esecuzione competente sarebbe il Tribunale di Napoli e non quello di Macerata.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso del Pubblico Ministero, ritenendo che il Tribunale di Macerata fosse incompetente a decidere sull'istanza. Ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata e disposto la trasmissione degli atti al Tribunale di Napoli - Ufficio GIP, ritenuto giudice dell'esecuzione competente. La motivazione sottolinea che la competenza si determina con riferimento alla data di proposizione della domanda e al provvedimento divenuto irrevocabile per ultimo alla medesima data; nel caso concreto la sentenza irrevocabile più recente era quella della Corte d'appello di Napoli (10/07/2013, irrevocabile 14/04/2015), perciò Macerata ha erroneamente ritenuto la propria competenza.

Norme richiamate

  • art. 665 cod. proc. pen.

    La competenza del giudice dell'esecuzione, quando l'esecuzione concerne più provvedimenti emessi da giudici diversi, appartiene al giudice che ha emesso il provvedimento divenuto irrevocabile per ultimo. Il momento decisivo è quello della proposizione della domanda; la regola è applicata in modo tale da individuare un unico giudice dell'esecuzione per ragioni di unità, economicità e razionalità. Il comma 2 disciplina il caso del provvedimento impugnato con appello: se la sentenza di appello conferma o riforma soltanto in relazione alla pena, alle misure di sicurezza o alle disposizioni civili, la competenza resta del giudice di primo grado, altrimenti è del giudice d'appello.

Massime di principio

  • La competenza del giudice dell'esecuzione si determina con riferimento alla data di proposizione dell'istanza: bisogna verificare quale sia il provvedimento divenuto irrevocabile piu' di recente alla data di presentazione.
  • Se alla data di deposito dell'istanza l'ultima sentenza irrevocabile è emessa da un giudice diverso, la competenza spetta a quel giudice, e il provvedimento assunto da altro giudice è viziato per incompetenza funzionale.
  • Il principio della perpetuatio iurisdictionis vale nel senso che la competenza non muta per effetto di successivi eventi processuali sopravvenuti dopo la presentazione della domanda.
  • Quando la sentenza finale è il frutto di appello che ha confermato o riformato solo su pena, misure di sicurezza o disposizioni civili, la competenza può rimanere del giudice di primo grado ai sensi dell'art. 665, comma 2; in caso contrario, la competenza è del giudice d'appello.
  • In pratica, prima di proporre o decidere su istanze in materia di esecuzione/contenzioso di continuazione, occorre acquisire e verificare il casellario e le date di irrevocabilità delle sentenze per stabilire correttamente il giudice competente.
  • Un vizio di competenza funzionale accertato in Cassazione determina l'annullamento dell'atto impugnato e la trasmissione degli atti al giudice dell'esecuzione competente.

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