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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 04820/2026 del 05/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso contro la conferma della condanna per resistenza a pubblico ufficiale. La ricorrente, tramite difesa, deduceva due censure: (1) la Corte d'appello non ha deciso, neppure implicitamente, sulla richiesta principale di sostituzione della pena detentiva con la detenzione domiciliare sostitutiva, omettendo ogni valutazione sull'idoneità del domicilio, sui limiti edittali e sulla prognosi di rispetto delle prescrizioni; (2) il diniego della sostituzione con lavoro di pubblica utilità sarebbe viziato e contraddittorio: la Corte ha rigettato l'istanza valorizzando la continuità del precedente ente e le fragilità relazionali della condannata, ritenendo rischioso il cambiamento dei soggetti di riferimento, nonostante l'ente alternativo fosse convenzionato e la scelta dell'ente sia di norma nell'ambito degli enti convenzionati; la difesa sostiene che il provvedimento travisa documenti clinici, ignora la necessità del cambio per incapienza del primo ente e adotta motivazioni apodittiche.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha ritenuto fondato il primo motivo: la Corte d'appello non ha risposto alla richiesta di detenzione domiciliare sostitutiva e tale omissione non è sanata da argomentazione implicita. Ha altresì ritenuto fondato il secondo motivo: il diniego del lavoro di pubblica utilità è stato motivato in termini generici e contraddittori, ponendo il carcere in una posizione incongruamente preferibile rispetto a misure rieducative; inoltre il giudice non può sostituirsi al sistema delle convenzioni valutando la idoneità degli enti convenzionati in funzione delle persone che li dirigono. La sentenza impugnata è stata annullata e il caso rinviato ad altra sezione della Corte d'appello per nuovo giudizio sul solo punto del trattamento sanzionatorio.

Norme richiamate

  • art. 337 cod. pen.

    Norma che incrimina la resistenza a pubblico ufficiale; costituisce il reato per cui la ricorrente è stata condannata

  • art. 133 cod. pen.

    Parametri per la determinazione della pena; richiamato come limite alla discrezionalità tecnica del giudice nella modulazione della sanzione

  • art. 58 legge 24 novembre 1981, n. 689

    Richiama il principio che, per giungere a una prognosi negativa che osti alla sostituzione, il giudice deve correlare l'elemento ostativo alla specifica sanzione sostitutiva; la Cassazione sottolinea l'esigenza di motivazione personalizzata

  • art. 56-bis legge n. 689/1981

    Disciplina del lavoro di pubblica utilità come sanzione sostitutiva; la Corte precisa che per questa misura non è previsto obbligatoriamente l'intervento dell'UEPE e che l'idoneità degli enti è assicurata dalla convenzione ministeriale

  • art. 55 e art. 56 legge n. 689/1981

    Riferimenti alle altre misure sostitutive (semilibertà, detenzione domiciliare sostitutiva) per evidenziare differenze normative e limiti edittali rispetto al lavoro sostitutivo

  • d.m. 27 luglio 2023

    Regolamentazione attuativa che richiama le convenzioni per l'elenco degli enti; la Corte interpreta il decreto come strumento che opera il vaglio di idoneità 'a monte' degli enti convenzionati

  • art. 8 d.lgs. 28 agosto 1997, n. 286 (Conferenza unificata)

    Richiamato rispetto alla procedura di intesa per i decreti ministeriali che regolano le convenzioni con gli enti

  • art. 540-bis cod. proc. pen.

    Richiamato nel ricorso in relazione alla facoltà del giudice di individuare un ente per il lavoro di pubblica utilità; la Corte ne limita l'uso valutando che il giudice non può dichiarare inidoneo un ente convenzionato senza elementi concreti

Massime di principio

  • Il giudice d'appello deve esprimersi esplicitamente su ciascuna istanza di misura sostitutiva presentata; l'omissione costituisce vizio che può portare all'annullamento
  • Il diniego di una sanzione sostitutiva richiede motivazione personalizzata: il giudice deve correlare eventuali profili di rischio o fragilità alla specifica misura invocata e spiegare come questi elementi ostino concretamente all'adempimento delle prescrizioni
  • Per il lavoro di pubblica utilità il giudice non può sostituirsi al sistema delle convenzioni valutando l'idoneità degli enti sulla base di rapporti personali o delle persone che li dirigono; gli enti inseriti negli elenchi ministeriali/convenzionati si presumono dotati di idoneità equivalente
  • L'intervento dell'UEPE non è obbligatorio per la valutazione del lavoro sostitutivo ex art. 56-bis; la disciplina regolamentare (decreti ministeriali e convenzioni) svolge un controllo preliminare sull'idoneità degli enti
  • Non è logicamente coerente sostenere che il reinserimento si attesti meglio in carcere rispetto a misure alternative senza adeguata motivazione: il giudice deve evitare argomentazioni apodittiche che contraddicono la funzione rieducativa delle misure alternative
  • In caso di diniego ingiustificato o omesso di valutazione delle misure alternative, la Suprema Corte può annullare e disporre il rinvio per un nuovo esame limitato al trattamento sanzionatorio

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