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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26462/2022 del 08/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Gli imputati hanno impugnato la sentenza d'appello che aveva confermato le condanne per associazione a delinquere (contestata nei confronti di Muntean Florin e Muntean Mircea) e per furto pluriaggravato continuato attribuito a vari imputati. Le censure riguardavano: 1) l'insufficiente motivazione circa la configurabilità del reato associativo, sostenendo che gli episodi fossero il frutto di improvvisati accordi e che le "basi logistiche" fossero soltanto campi nomadi abusivi e veicoli d'uso comune; 2) l'attribuzione individuale dei singoli furti, ritenuta fondata solo su intestazioni di utenze, tabulati telefonici e localizzazione del furgone in uso a un imputato; 3) la sproporzione delle pene senza considerare le condizioni di vita degli imputati e la scarsa offensività dei fatti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili per difetto di specificità. Ha ritenuto che le censure fossero generiche e non avessero affrontato in modo puntuale l'articolata motivazione di primo grado (che includeva, tra l'altro, risultanze delle intercettazioni), né avessero spiegato criticamente perché tali argomentazioni fossero errate. Perciò le impugnazioni non hanno raggiunto il requisito di specificità richiesto per l'appello. Conseguentemente la Cassazione ha confermato l'esito favorevole alla sentenza impugnata e ha condannato i ricorrenti alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • Sez. U., n. 8825 del 27/10/2016 (Galtelli), Rv. 268822

    Sez. U., n. 8825 del 27/10/2016, dep. 2017, Galtelli, Rv. 268822

    Principio secondo cui l'appello è inammissibile per difetto di specificità quando i motivi non enunciano e non argomentano criticamente le ragioni di fatto o di diritto poste a fondamento della decisione impugnata; è necessaria la specifica confutazione della motivazione di primo grado

  • art. 616 c.p.p.

    Norma che prevede, in caso di dichiarazione di inammissibilità del ricorso, la condanna alle spese processuali e la possibilità di irrogare somme a favore della cassa delle ammende; qui applicata per condannare i ricorrenti al versamento di euro 3.000

Massime di principio

  • Un motivo d'appello deve essere specifico: occorre indicare esplicitamente quali passaggi della motivazione di primo grado si contestano e perché, con riferimento ai fatti o al diritto; censure generiche sono inammissibili.
  • Se la sentenza di primo grado è dettagliata e trae argomentazioni da risultanze probatorie complesse (es. intercettazioni, tabulati, localizzazioni), il difensore in appello deve affrontare direttamente e punto per punto tali elementi per sfidarli efficacemente.
  • Per l'attribuzione di reati come i furti, la Corte può fondarsi su elementi convergenti (utenze, tabulati telefonici, uso di veicoli, localizzazioni): per contrastare tale ricostruzione è necessario proporre argomentazioni e prove concrete che ne mettano in dubbio l'attendibilità.
  • Le doglianze sulla commisurazione della pena devono essere motivate specificamente (es. indicare circostanze attenuanti rilevanti o errore da parte del giudice nella valutazione delle condizioni personali); una semplice invocazione delle condizioni di vita è insufficiente se non collegata alla normativa e ai criteri di determinazione della pena.
  • Rischio di conseguenze economiche: ricorsi inammissibili possono comportare condanna alle spese e al pagamento di somme a carico del ricorrente (art. 616 c.p.p.), perciò valutare attentamente la fondatezza e la specificità dei motivi prima di proporre impugnazioni.

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