Sentenza n. 905/2026 - Genova, Sezione 2
per l'esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Genova Sezione Lavoro, 22 ottobre 2024, n. 997.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Genova, Sezione Lavoro, 22 ottobre 2024, n. 997, relativa all'assegnazione della carta del docente
Esito
Favorevole al ricorrente (docenti pubblici)
Prevale il privato
La controversia
I ricorrenti hanno proposto un giudizio di ottemperanza per ottenere l'esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Genova, Sezione Lavoro, n. 997 del 22 ottobre 2024. La sentenza aveva condannato il Ministero dell'Istruzione e del Merito ad assegnare a ciascun ricorrente la carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente, del valore di 500 euro per ciascun anno scolastico, relativamente alle annualità indicate nel titolo esecutivo, oltre alla maggior somma tra rivalutazione monetaria e interessi legali. Il Ministero, nonostante la notificazione del titolo esecutivo e il decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14 del d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997, non aveva provveduto all'esecuzione. L'amministrazione non ha formulato contestazioni nel merito.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, rilevando l'esistenza del giudicato, l'assenza di contestazioni da parte dell'amministrazione e l'inutile decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14 del d.l. n. 669/1996. Ha ordinato al Ministero dell'Istruzione e del Merito di dare esecuzione alla sentenza del Tribunale di Genova entro 60 giorni dalla comunicazione della pronuncia, mediante l'emissione della carta del docente intestata ai ricorrenti e l'accredito delle somme corrispondenti alle annualità riconosciute. Per l'eventuale ulteriore inottemperanza, ha nominato commissario ad acta il Direttore della Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, con l'incarico di provvedere in sostituzione dell'amministrazione entro ulteriori 30 giorni dall'accertamento dell'inadempimento. Il Ministero è stato condannato al pagamento delle spese di lite, liquidate in 500 euro, oltre accessori di legge e rimborso del contributo unificato, con distrazione in favore dei difensori antistatari.
Norme richiamate
art. 14 d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997
termine dilatorio di centoventi giorni dalla notificazione del titolo esecutivo
Il decorso del termine dilatorio per l'esecuzione nei confronti delle amministrazioni consente di procedere alla tutela esecutiva del giudicato, ove l'amministrazione sia rimasta inadempiente.
art. 112 c.p.a.
La norma è implicitamente rilevante quale base del giudizio di ottemperanza e del potere del giudice amministrativo di ordinare l'esecuzione del giudicato e nominare un commissario ad acta; il testo non la richiama espressamente.
Massime di principio
- In presenza di un giudicato che impone a un'amministrazione il riconoscimento di una prestazione determinata e dell'inutile decorso del termine dilatorio previsto per l'esecuzione delle obbligazioni pecuniarie della pubblica amministrazione, il giudice dell'ottemperanza può ordinare all'amministrazione di adempiere entro un termine perentorio.
- L'assenza di contestazioni dell'amministrazione e la mancata esecuzione del titolo giudiziale giustificano l'accoglimento del ricorso per ottemperanza quando il contenuto dell'obbligo amministrativo risulti puntualmente determinato dal giudicato.
- Il giudice dell'ottemperanza può nominare un commissario ad acta, subordinandone l'intervento all'ulteriore inottemperanza dell'amministrazione e assegnando al commissario un termine per provvedere in sostituzione dell'amministrazione.
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