Cassazione Penale, Sentenza n. 21925/2026 del 12/06/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Le ricorrenti impugnavano l'ordinanza che aveva rigettato la richiesta di revoca dell'ordine di demolizione emesso in esecuzione della sentenza di condanna nei confronti del loro de cuius Mario Fiorino. Hanno dedotto: (i) nullità del titolo esecutivo ex art. 670 c.p.p. per presunta omissione della notifica dell'estratto contumaciale della sentenza del 10/02/1998 (file processuale non reperito, quindi mancanza di prova della notifica); (ii) violazione dei principi di adeguatezza e proporzionalità in relazione all'esecuzione dell'ordine di demolizione, insistendo sul fatto che le sorelle erano minori (14 e 10 anni) al momento della costruzione (1993), che si sono fidate del rilascio successivo (2015) del permesso in sanatoria e che il tempo trascorso e la lesione dei diritti personali richiedevano una valutazione favorevole alla revoca.
La decisione
La Corte di cassazione ha respinto i ricorsi ritenendoli infondati. Sul primo motivo ha confermato la valutazione della Corte d'appello che ha rilevato l'annotazione in cancelleria relativa alla notifica dell'estratto contumaciale del 16/03/1998, nonché l'assenza di qualsiasi doglianza da parte del condannato nei precedenti incidenti di esecuzione, elementi che escludono la nullità del titolo esecutivo. Sul secondo motivo la Corte ha richiamato la giurisprudenza che distingue la funzione ripristinatoria (non punitiva) dell'ordine di demolizione, affermando che l'esecuzione non è incompatibile in astratto con l'art. 8 CEDU; il giudice deve comunque valutare la proporzionalità (tempo utile per sanare, esigenze abitative, minori, consapevolezza dell'illegittimità), ma nel caso di specie i giudici dell'esecuzione hanno ritenuto sussistente la consapevolezza dell'illegittimità e l'assenza di iniziative delle ricorrenti (oltre 8 anni dopo l'ingiunzione del 2016) per trovare soluzioni abitative, giustificando il rigetto. Le ricorrenti sono state condannate alle spese processuali (art. 616 c.p.p.).
Norme richiamate
art. 670 cod. proc. pen.
Articolo richiamato dalla difesa per denunciare la nullità del titolo esecutivo per omissione di notifica dell'estratto contumaciale; la Corte ha ritenuto che l'annotazione di notifica in cancelleria e l'assenza di contestazioni precedenti escludessero la nullità.
art. 8 C.E.D.U.
Richiamato come parametro; la Corte afferma che l'ordine di demolizione non contrasta in astratto con il diritto al rispetto della vita privata e familiare, non essendovi un diritto assoluto a mantenere un immobile abusivo; tuttavia l'attuazione richiede valutazione di proporzionalità sul caso concreto.
art. 616 cod. proc. pen.
Norma che consente l'imposizione delle spese processuali: le ricorrenti sono state condannate al pagamento delle spese ai sensi di questa disposizione.
d.P.R. n. 380 del 2001, art. 31
Richiamato nella giurisprudenza citata in ordine alla non configurabilità di un termine di prescrizione per l'ordine di demolizione; la Corte segnala che la natura ripristinatoria dell'ordine giustifica un regime diverso rispetto alle sanzioni penali soggette a prescrizione.
art. 173 cod. pen. e art. 28 legge n. 689/1981
Citate in dottrina/giurisprudenza rispetto al tema della prescrizione: la Corte conferma che l'ordine di demolizione non rientra nella prescrizione prevista per le sanzioni penali né in quella per sanzioni pecuniarie di natura punitiva.
Giurisprudenza CEDU (sent. Ivanova e Cherkezov; Kaminskas)
Indicata come parametro interpretativo per il principio di proporzionalità nell'applicazione di misure che incidono sul domicilio/abitazione; la Corte nazionale ne recepisce i criteri (tempo per sanare, alternative abitative, impatto sui minori, consapevolezza dell'illegittimità) nel bilanciamento richiesto.
Massime di principio
- L'annotazione di notifica in cancelleria ha valore probatorio rilevante: la mera difficoltà di reperire il fascicolo non implica automaticamente la nullità del titolo esecutivo se risultano annotazioni di notifica e non vi sono contestazioni precedenti.
- La contestazione tardiva della validità del titolo esecutivo è indebolita se il presunto destinatario non ha sollevato la questione nelle fasi precedenti dell'esecuzione.
- L'ordine di demolizione ha natura ripristinatoria e non punitive: perciò non è soggetto alla prescrizione delle pene e può essere eseguito anche a distanza di anni, salvo casi concreti di sproporzione.
- Il giudice che ordina o realizza la demolizione deve valutare la proporzionalità in base ai criteri CEDU (tempo utile per sanare, alternative abitative, impatto su minori, possibilità di ricorso a giudice indipendente), ma il richiamo a tali criteri non implica automatica sospensione se ricorrenti consapevoli o non diligenti nel tutelare i propri diritti.
- Il rilascio successivo di un titolo amministrativo (es. sanatoria) non garantisce automaticamente la legittimità rispetto a preesistenti condanne o ordini di demolizione, specialmente quando l'entità degli abusi e precedenti provvedimenti di demolizione erano noti.
- Il decorso del tempo da solo non legittima l'abuso: la funzione ripristinatoria dell'ordine di demolizione può prevalere anche dopo molti anni, salvo prova contraria di situazione di grave e sproporzionato pregiudizio nei confronti degli interessati.
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