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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 28663/2023 del 16/10/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La società Fashion Point impugnava l'avviso di pagamento TARI per il 2017 sostenendo che i locali (magazzini/attività di vendita online) producevano prevalentemente rifiuti da imballaggio secondari e terziari, speciali e non assimilabili agli urbani, quindi esenti dalla quota variabile della tassa. Il Comune sosteneva invece l'assimilabilità o, comunque, la necessità di applicare solo le riduzioni previste dal regolamento comunale. In primo grado la CTP accolse parzialmente il ricorso (escludendo tassazione per magazzini/deposito), la CTR confermò la disapplicazione del regolamento comunale nella parte in cui assimilava gli imballaggi terziari agli urbani. Il Comune ricorse in Cassazione su sei motivi, contestando soprattutto la disapplicazione del regolamento e la decisione di escludere integralmente la TARI sulle superfici indicate.

La decisione

La Corte di Cassazione ha respinto la maggior parte dei motivi di ricorso ma ha accolto il sesto motivo: ha stabilito che, benché la parte variabile della tariffa non sia dovuta per la porzione di superficie dove si producono in via continuativa e prevalente rifiuti speciali non assimilabili (es. imballaggi terziari/secondari non raccolti dal servizio comunale), la parte fissa della TARI rimane comunque dovuta sull'intera superficie in ragione dei costi generali e degli investimenti del servizio. Di conseguenza la sentenza della CTR è cassata limitatamente ai profili che non hanno considerato l'obbligo della quota fissa; la causa è rinviata alla CTR Abruzzo in diversa composizione affinché, uniformandosi ai principi esposti (disapplicazione dei regolamenti che assimilino imballaggi terziari; esclusione della parte variabile per superfici di produzione prevalente e continuativa di rifiuti speciali non assimilabili; permanenza dell'obbligo della quota fissa sull'intero immobile), proceda agli accertamenti e regoli spese.

Norme richiamate

  • Legge 27 dicembre 2013, n. 147 (Legge di Stabilità 2014)

    Definisce il presupposto della TARI e prevede che non si tenga conto della superficie ove si formano in via continuativa e prevalente rifiuti speciali non assimilabili; stabilisce inoltre poteri regolamentari comunali per riduzioni e individuazione di aree escluse dall'assimilazione

  • Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Codice dell'Ambiente)

    artt. 183, 216-bis, 218, 221, 226, 198

    Disciplina i rifiuti e in particolare gli imballaggi e i rifiuti da imballaggio: definisce imballaggi e rifiuti da imballaggio e conferma il regime speciale che attribuisce ai produttori/ utilizzatori la gestione degli imballaggi; esclude l'immissione degli imballaggi terziari nel normale circuito dei rifiuti urbani e limita l'assimilazione degli imballaggi secondari alla presenza di raccolta differenziata

  • Decreto Legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 (Decreto Ronchi)

    Regolava precedentemente la gestione degli imballaggi e riconosceva poteri di disciplina sulla assimilazione dei rifiuti speciali; la Corte rileva continuità di principi con il Codice dell'Ambiente, pur sottolineando la specialità della disciplina sugli imballaggi

  • Decreto Legislativo 31 dicembre 1992, n. 546

    Consente al giudice tributario la disapplicazione di atti o norme regolamentari incompatibili con la normativa superiore; usato per giustificare la disapplicazione della parte del regolamento comunale che assimilava gli imballaggi terziari

  • Codice di procedura civile

    art. 360, primo comma, nn. 3) e 4); art. 112

    Norme di legittimità usate per motivare i censure in cassazione (vizi di diritto e omessa pronuncia) e per inquadrare i motivi di ricorso; la Corte ha valutato l'ammissibilità e il merito dei singoli motivi in base a tali disposizioni

  • D.P.R. 27 aprile 1999, n. 158

    Richiamato in relazione alla struttura della tariffa (parte fissa e parte variabile) e alla disciplina dei criteri di calcolo

  • Regolamento comunale TARI (Comune di Città Sant'Angelo)

    Il regolamento prevedeva misure di assimilazione e riduzioni; la Corte ha ritenuto illegittima la parte del regolamento che assimilava gli imballaggi terziari agli urbani e ha affermato che il regolamento non può derogare al divieto di immissione degli imballaggi terziari nel circuito dei rifiuti urbani

Massime di principio

  • Gli imballaggi terziari (e gli imballaggi secondari se non esiste raccolta differenziata) rientrano in un regime speciale: non possono essere immessi nel normale circuito dei rifiuti urbani e, quindi, non sono assimilabili per legge ai rifiuti urbani; regolamenti comunali che li assimilino vanno disapplicati.
  • Per ottenere l'esclusione della parte variabile della TARI il contribuente deve provare che su determinate superfici si producono in via continuativa e prevalente rifiuti speciali non assimilabili (documentazione es.: formulari, contratti di smaltimento, planimetrie, perizie).
  • L'esclusione della parte variabile non esime dal pagamento della quota fissa della TARI: la parte fissa è dovuta sull'intera superficie detenuta/possessuta perché finanziaria dei costi generali e degli investimenti del servizio.
  • La valutazione sulla prevalenza e continuità della produzione di rifiuti speciali è questione di merito e va accertata caso per caso dal giudice di merito sulla base delle prove; la corte di legittimità controlla l'applicazione del diritto e la corretta individuazione dei principi normativi.
  • L'onere dichiarativo e probatorio è condiviso: il contribuente ha l'onere di denuncia/informazione e di dimostrazione (per ottenere l'esclusione), mentre l'amministrazione ha l'onere generale di provare l'obbligazione tributaria quando contesta la dichiarazione; il giudice valuta la completezza delle prove presentate.
  • Nei contenziosi Tari il controllo sulle delibere/regolamenti comunali è possibile: norme regolamentari incompatibili con la normativa ambientale/tributaria superiore possono essere disapplicate dal giudice tributario.

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