Cassazione Penale, Sentenza n. 47494/2022 del 15/12/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnavano l'ordinanza del Tribunale di Gorizia che aveva rigettato la richiesta di riesame avverso il decreto di perquisizione e sequestro probatorio eseguito sui loro telefoni e su documentazione relativa alla gestione della società K.F.L.. I motivi denunciati con ricorso in Cassazione sono: illegittima apprensione integrale dei dispositivi anziché estrazione mirata dei soli dati pertinenti; carenze motivazionali del decreto di sequestro e dell'ordinanza di riesame; difetto di proporzionalità e di pertinenzialità; mancanza del fumus del reato (sia per calunnia che per l'ipotesi di infedeltà/illecito patrimoniale ex art. 2634 c.c.); indebita invasione della sfera privata e mancata convalida del sequestro di iniziativa della polizia giudiziaria.
La decisione
La Corte ha rigettato i ricorsi. Ha ritenuto che parte del sequestro relativa all'ipotesi di calunnia sia divenuta priva di interesse a seguito di archiviazione parziale disposta dal G.I.P., residuando il sequestro con riferimento all'ipotesi di infedeltà patrimoniale ex art. 2634 c.c. La Corte ha confermato la legittimità dell'apprensione dei dispositivi quando l'estrazione immediata dei dati risulti tecnicamente impossibile o richieda tempi e procedure specialistiche, purché il vincolo sia strumentale all'acquisizione mirata e sia circoscritto da criteri di selezione; ha richiamato la giurisprudenza che impone al P.M. di trattenere copie integrali solo per il tempo strettamente necessario alla selezione e di restituire quanto non pertinente. Ha inoltre ritenuto congruamente motivato il giudizio sul fumus rispetto all'art. 2634 c.c., sottolineando che il riesame deve valutare l'astratta configurabilità del reato e l'idoneità degli elementi a giustificare ulteriori indagini. I ricorrenti sono stati condannati alle spese.
Norme richiamate
art. 324 cod. proc. pen.
Norma sul riesame: il ricorso mirava a ottenere il riesame del decreto di sequestro; la Corte ha proceduto valutando i limiti del riesame e le questioni istruttorie connesse.
art. 247 cod. proc. pen.
Disposizioni sul sequestro probatorio: la Corte ha richiamato l'esigenza di adeguata motivazione e di pertinenza dell'oggetto sequestrato rispetto all'ipotesi di reato.
art. 248 cod. proc. pen.
Regole sul sequestro di documenti e cose: usata come riferimento per valutare proporzionalità e pertinenzialità del vincolo sui devices.
art. 2634 cod. civ.
Norma richiamata quale fattispecie di reato (infedeltà patrimoniale degli amministratori) rispetto alla quale la Corte ha ritenuto sussistente fumus idoneo a giustificare il sequestro probatorio residuo.
art. 368 cod. pen.
Fattispecie di calunnia: il sequestro originariamente era motivato anche per questa ipotesi, ma la successiva archiviazione parziale ha reso priva di interesse la parte di vincolo riferita a tale titolo.
art. 14 Cost.; art. 111 Cost.; art. 117 Cost.; art. 6 CEDU; art. 8 CEDU; art. 10 CEDU; Carta dei diritti fondamentali UE (art. 4, 8, 47, 49)
Richiamate dai ricorrenti per sostenere violazioni di diritti fondamentali (processo equo, vita privata, protezione dei dati, tutela giurisdizionale). La Corte ha bilanciato tali principi con le esigenze investigative, confermando che l'apprensione dei dispositivi e la successiva selezione dei dati sono compatibili se rispettano criteri di proporzionalità, delimitazione dell'oggetto e durata temporale.
Giurisprudenza di Sezioni Unite e Sezioni penali (es. Sez. 6 n. 6623/2020; Sez. 6 n. 34265/2020 e altra giurisprudenza richiamata)
La Corte ha richiamato precedenti che autorizzano il sequestro del dispositivo quando vi siano difficoltà tecniche all'estrazione immediata dei dati, ma impongono un "canone di selezione", limiti temporali e l'obbligo di restituzione delle copie integrali non pertinenti.
Massime di principio
- Il sequestro del dispositivo é ammissibile quando l'estrazione immediata dei dati sia tecnicamente impossibile o richieda tempi/operazioni specialistiche; in tal caso il vincolo deve essere strumentale all'acquisizione mirata dei dati pertinenti.
- Il decreto di sequestro deve circoscrivere oggetto e finalità (criteri di selezione) per garantire proporzionalità e pertinenzialità; motivazioni generiche possono essere ritenute insufficienti in casi diversi, ma non sempre sono decisive in sede di riesame.
- La valutazione del "fumus" in sede di riesame ha natura astratta: il giudice verifica l'idoneità degli elementi a giustificare ulteriori indagini, non la fondatezza definitiva dell'accusa.
- Il P.M. non può trattenere copie integrali dei dati oltre il tempo strettamente necessario alla selezione; deve organizzare tempestivamente le attività tecnico-specialistiche e restituire o eliminare i dati non pertinenti, salvo impugnazioni o istanze di restituzione dell'interessato.
- Se una porzione del sequestro perde la sua ragion d'essere (es. a seguito di archiviazione), quella parte diventa priva di interesse e non può più sostenere il vincolo probatorio.
- In caso di contestazione di eccessiva invasività, l'interessato ha rimedi specifici (istanza di restituzione, impugnazioni) per contestare il mantenimento ingiustificato del vincolo.
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