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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9927/2024 del 08/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente contestava che la Corte d'appello non avesse tenuto conto di prove documentali e testimoniali che avrebbero dimostrato l'esistenza di un accordo verbale tra le parti, diverso da quello scritto, secondo il quale Francesconi (Arezia) era consapevole che Marraghini utilizzava l'oro anche per altre lavorazioni. Sosteneva inoltre che la possibilità contrattuale di restituire l'equivalente in denaro indica che la consegna era in prestito d'uso e non in conto lavorazione, per cui mancava il requisito dell'appropriazione indebita ai sensi dell'art. 646 c.p., essendo al più configurabile un inadempimento civile.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul primo motivo ha ritenuto il ricorso generico e in violazione del principio di autosufficienza, poiché il difensore non ha indicato specificamente le prove (atti o testi) a sostegno dell'accordo verbale, rendendo impossibile il controllo in sede di legittimità. Sul secondo motivo ha confermato la valutazione della Corte d'appello secondo cui il rapporto era disciplinato dall'accordo scritto (conto lavorazione) e non da un prestito d'uso. Perciò la modificazione del vincolo di destinazione dell'oro (uso per lavorazioni diverse) ha comportato l'inversione del titolo del possesso e la consumazione immediata del reato di appropriazione indebita al momento dell'impiego del metallo per scopi non convenuti. Ha aggiunto che la facoltà contrattuale di restituire l'equivalente in denaro non esclude la consumazione del reato già avvenuta. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 646 cod. pen. (appropriazione indebita)

    La norma è stata applicata nel senso che l'appropriazione indebita si verifica quando il possessore, cui era affidato un bene per un determinato uso (conto lavorazione), ne cambia la destinazione destinandolo ad altro uso, determinando l'inversione del titolo del possesso. Si considera reato istantaneo, consumato al momento dell'alterazione del vincolo di destinazione.

  • art. 616 cod. proc. pen. (condanna alle spese e ammende in caso di inammissibilità)

    La norma è stata invocata per condannare il ricorrente al pagamento delle spese processuali e per irrogare una somma alla Cassa delle ammende, ritenendo sussistenti profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

  • principio di autosufficienza e divieto di genericità dei motivi di cassazione

    Il ricorso per cassazione deve indicare in modo specifico gli atti e le prove da cui si deduce il vizio; i motivi vaghi o non autosufficienti sono inammissibili perché impediscono il controllo di legittimità.

Massime di principio

  • In cassazione è essenziale indicare in modo puntuale gli atti e le prove (documenti, testi, passaggi motivazionali) da cui si traggono le censure: l'assenza di tali riferimenti rende il motivo inammissibile per genericità.
  • Il contenuto scritto di un accordo prevale sulle sole allegazioni di un diverso accordo verbale, salvo che quest'ultimo sia provato in modo specifico e convincente; l'onere della prova grava su chi lo afferma.
  • Quando beni sono consegnati 'in conto lavorazione' la loro destinazione originaria lega il possessore: l'utilizzo per scopi diversi può integrare l'appropriazione indebita se comporta l'inversione del titolo del possesso.
  • La possibilità contrattuale di restituire l'equivalente in denaro non esclude automaticamente il reato di appropriazione indebita, se la condotta che ha mutato la destinazione del bene si è già concretamente verificata.
  • Chi propone ricorso infondato o formulato in modo generico rischia non solo l'inammissibilità ma anche sanzioni economiche (spese e ammende) se emergono profili di colpa nella strategia impugnatoria.

Testo integrale

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