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Sentenza

Sentenza del 09/03/2018 n. 5740 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia riguardava l'anno d'imposta 1999 e la corretta imputazione temporale di un contributo pubblico in conto esercizio, nonché la deducibilità di una sopravvenienza passiva derivante dalla differenza tra l'importo del contributo inizialmente contabilizzato e quello effettivamente erogato. La società aveva contabilizzato il contributo nel 1996, sostenendo che in quell'anno fosse sorto il diritto a percepirlo, e nel 1999 aveva dedotto la relativa sopravvenienza passiva. L'Agenzia delle Entrate riteneva invece che il contributo dovesse essere imputato al 1999, anno della definitiva liquidazione ed erogazione, quando ne erano divenuti certi l'esistenza e l'ammontare.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato integralmente il ricorso della società e ha confermato la decisione della Commissione Tributaria Regionale. Ha stabilito che la pubblicazione nel 1996 dell'elenco delle imprese ammesse al contributo non era sufficiente a rendere certo e determinabile il credito, poiché il procedimento amministrativo si era concluso soltanto con la liquidazione del contributo nel 1999. Pertanto, il ricavo doveva essere contabilizzato e tassato nel 1999. Non era inoltre deducibile la sopravvenienza passiva, perché il contributo non aveva concorso legittimamente alla formazione del reddito in un esercizio precedente e non si era verificato un evento imprevedibile successivo. La società è stata condannata al pagamento delle spese del giudizio di legittimità, liquidate in Euro 9.000,00, oltre eventuali spese prenotate a debito.

Norme richiamate

  • D.P.R. n. 917 del 1986, art. 75, nel testo vigente ratione temporis

    i ricavi, le spese e gli altri componenti, di cui nell'esercizio di competenza non sia ancora certa l'esistenza o determinabile in modo obiettivo il loro ammontare, concorrono a formare il reddito d'impresa nell'esercizio in cui si verificano tali condizioni

    Il contributo pubblico deve essere imputato fiscalmente all'esercizio in cui la sua esistenza è certa e il suo ammontare è obiettivamente determinabile, individuato nella fattispecie nell'anno della definitiva liquidazione, non in quello della semplice ammissione o pubblicazione della graduatoria.

  • D.P.R. n. 917 del 1986, art. 66, nella formulazione allora vigente, ora art. 101, comma 4

    il mancato conseguimento di ricavi o altri proventi che hanno concorso a formare il reddito in altri esercizi

    La sopravvenienza passiva è deducibile quando un componente attivo, già legittimamente imputato al reddito di un esercizio precedente, si trasforma successivamente in una perdita o non viene conseguito. Non opera se il componente attivo era stato imputato originariamente in violazione del principio di competenza.

  • D.Lgs. n. 446 del 1997, art. 11

    La disposizione è richiamata per la determinazione della base imponibile IRAP e per il trattamento dei componenti reddituali rilevanti, secondo la disciplina vigente all'epoca dei fatti.

  • D.P.R. n. 600 del 1973, artt. 39 e 40

    Le norme costituiscono la base dell'accertamento operato dall'Agenzia delle Entrate ai fini della rettifica del reddito dichiarato.

  • Art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 5

    La Corte ha distinto tra violazione di legge e vizio di motivazione, chiarendo che il giudizio di cassazione non consente una nuova valutazione delle prove o una revisione degli accertamenti di fatto compiuti dal giudice di merito.

  • Art. 378 c.p.c.

    La norma disciplina il deposito delle memorie illustrative nel giudizio di cassazione; la società se ne è avvalsa senza modificare l'esito del giudizio.

Massime di principio

  • Per i contributi pubblici, l'imputazione fiscale deve normalmente avvenire nell'esercizio in cui il procedimento amministrativo si conclude con il definitivo riconoscimento e la liquidazione dell'importo, purché in quel momento esistenza e ammontare siano certi e determinabili.
  • La semplice ammissione a un finanziamento, l'inserimento in una graduatoria o la pubblicazione di un elenco non garantiscono necessariamente la maturazione del ricavo, soprattutto se restano controlli, provvedimenti di liquidazione o possibili riduzioni dell'importo.
  • Non è generalmente deducibile una sopravvenienza passiva derivante da un ricavo contabilizzato in un esercizio precedente in violazione del principio di competenza: la sopravvenienza presuppone che il componente attivo sia stato imputato correttamente in precedenza.
  • Il contribuente non può scegliere liberamente l'anno in cui dedurre un costo o imputare un ricavo per compensare risultati fiscali sfavorevoli; le regole temporali di competenza sono vincolanti sia per il contribuente sia per l'Amministrazione.
  • In Cassazione non è possibile ottenere una nuova valutazione delle prove o sostituire la propria ricostruzione dei fatti a quella motivatamente adottata dal giudice tributario di merito.
  • La documentazione decisiva, per casi analoghi, è quella che dimostra la data e il contenuto dell'atto definitivo di liquidazione, l'eventuale subordinazione del contributo a controlli e la certezza dell'importo effettivamente spettante.

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