Sentenza n. 1367/2026 - Salerno, Sezione 3
per l'annullamento, previa sospensione dell’efficacia, del provvedimento emesso dalla Prefettura di -OMISSIS- -OMISSIS-, recante la revoca del nullaosta n. -OMISSIS-;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: revoca del nulla osta al lavoro per motivi lavorativi
Esito
Favorevole al resistente (prefettura)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato la revoca del nulla osta precedentemente rilasciato su richiesta di un datore di lavoro. Nel corso del giudizio, la Prefettura ha avviato un procedimento di autotutela, convocando il legale rappresentante dell’azienda e svolgendo una nuova istruttoria, all’esito della quale ha adottato un nuovo decreto di revoca del medesimo nulla osta. Il nuovo provvedimento è stato autonomamente impugnato in altro giudizio instaurato dinanzi allo stesso Tribunale. Non risultano ulteriori deduzioni della parte ricorrente volte a sostenere la permanenza dell’interesse alla decisione del ricorso originario.
La decisione
Il TAR, decidendo con sentenza in forma semplificata ai sensi dell’art. 60 c.p.a., ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. Il nuovo decreto di revoca, adottato all’esito della rinnovata istruttoria e oggetto di autonomo ricorso, ha fatto venir meno l’interesse attuale e concreto alla decisione di merito sull’originaria revoca. Il Tribunale non ha quindi esaminato i motivi di illegittimità dedotti contro il primo provvedimento. Le spese di lite sono state compensate; il contributo unificato è stato dichiarato irripetibile.
Norme richiamate
art. 60 c.p.a.
ex art. 60 cod. proc. amm.
Consente la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata, sentite le parti, quando sussistono i relativi presupposti.
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
non risulta più ravvisabile alcun interesse attuale e concreto in capo al ricorrente tale da imporre un vaglio di merito del proposto ricorso
Il ricorso è dichiarato improcedibile quando, per sopravvenienze, viene meno l’interesse attuale e concreto alla decisione.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
È richiamato quale base per l’oscuramento delle generalità delle persone menzionate nella decisione.
art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679
È richiamato, insieme alla normativa nazionale sulla privacy, a tutela dei diritti o della dignità delle persone interessate.
Massime di principio
- La sopravvenuta adozione di un nuovo provvedimento amministrativo sostitutivo o rinnovato, autonomamente impugnato, può far venir meno l’interesse attuale e concreto alla decisione del ricorso proposto contro il precedente provvedimento, determinandone l’improcedibilità ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
- Quando il provvedimento successivo è oggetto di un autonomo giudizio, il giudice del ricorso originario non deve esaminare nel merito i vizi dedotti contro l’atto precedente se non permane un’utilità concreta derivante dalla relativa pronuncia.
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