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Ordinanza

Ordinanza n. 3345/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7

Giustizia amministrativa202605641

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza cautelare del TAR Campania, Sez. VIII, che aveva respinto la domanda cautelare contro gli atti comunali di acquisizione al patrimonio comunale conseguenti a un’ordinanza di demolizione

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La parte privata ha proposto appello cautelare ai sensi dell’art. 62 c.p.a. contro l’ordinanza del TAR Campania che aveva negato la sospensione degli effetti degli atti comunali di acquisizione. La controversia riguardava un’originaria ordinanza di demolizione, ritenuta dalla ricorrente impropriamente estesa, e una successiva ordinanza comunale dell’11 maggio 2026 con la quale il Comune aveva corretto e limitato l’acquisizione alla sola particella sub 42. La ricorrente sosteneva inoltre che, a seguito della demolizione del manufatto nelle more del giudizio, fossero venuti meno i presupposti per l’acquisizione del bene e dell’area al patrimonio comunale.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello cautelare per difetto del fumus boni iuris. Ha ritenuto rilevante che l’ordinanza comunale dell’11 maggio 2026 avesse corretto l’originario contenuto dell’atto, limitando l’acquisizione alla sola particella sub 42. Quanto alla restante parte, l’originaria ordinanza di demolizione era ancora efficace, non essendo mai stata annullata; permanevano pertanto i presupposti di legge per l’acquisizione del cespite e dell’area di sedime al patrimonio comunale. La successiva demolizione del manufatto non impediva l’acquisizione, in conformità a quanto statuito dall’Adunanza Plenaria n. 16/2023. Il periculum non è stato espressamente esaminato, risultando sufficiente il difetto di fumus. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 62 c.p.a.

    Disciplina l’appello cautelare contro le ordinanze cautelari del giudice di primo grado.

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    Costituisce il quadro normativo dei presupposti per l’acquisizione gratuita al patrimonio comunale del manufatto abusivo e dell’area di sedime in caso di mancata demolizione; il provvedimento richiama tali presupposti come persistenti in presenza di un’ordinanza di demolizione ancora efficace.

Massime di principio

  • La correzione di un originario atto comunale che limiti l’acquisizione al patrimonio comunale alla sola porzione effettivamente interessata può escludere il fumus boni iuris delle censure fondate sull’originaria estensione dell’atto.
  • Finché un’ordinanza di demolizione non sia stata annullata, la sua perdurante efficacia mantiene, in presenza degli ulteriori presupposti di legge, la base per l’acquisizione del manufatto e dell’area di sedime al patrimonio comunale.
  • La demolizione del manufatto intervenuta nelle more del giudizio non preclude necessariamente l’acquisizione al patrimonio comunale, secondo il principio affermato dall’Adunanza Plenaria n. 16/2023.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniTutela cautelare
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizioneAcquisizione gratuita al patrimonio comunale
IstitutiTutela cautelareEfficacia ed esecutorietà

Testo integrale

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