Cassazione Penale, Sentenza n. 9190/2024 del 04/03/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della convalida dell'arresto facoltativo per presunta quasi-flagranza; il ricorrente ha dedotto inosservanza ed errata applicazione di norme processuali e sostanziali sostenendo che l'arresto si era basato esclusivamente su informazioni fornite dalla vittima e da terzi nell'immediatezza del fatto e che gli agenti non avevano avuto percezione diretta dell'evento né avevano inseguito l'autore prima di ricevere tali informazioni; ne deriverebbe l'inesistenza dello stato di quasi-flagranza richiesto per la legittimità dell'arresto.
La decisione
Ricorso rigettato. La Corte ha ritenuto infondato il motivo: pur non essendo gli operanti intervenuti avendo assistito direttamente all'evento, è stata comunque integrata la seconda ipotesi di quasi-flagranza prevista dall'art.382 c.p.p., perché l'indagato venne sorpreso con tracce e segni inequivocabili della recente commissione del reato (danni alla carrozzeria compatibili con l'incidente e intenso odore di alcool nell'abitacolo e nell'alito del conducente), idonei a collegarlo immediatamente all'investimento della persona offesa; pertanto la convalida dell'arresto e l'applicazione della misura cautelare dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria sono state ritenute legittime. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 590-bis cod. pen.
Norma delittuosa contestata (lesioni stradali aggravate per guida in stato di ebbrezza/alterazione da stupefacenti); citata come contenuto del capo di imputazione provvisorio
art. 590-ter cod. pen.
Norma collegata alle condotte di fuga e responsabilità connesse; citata nel capo di imputazione
art. 274 cod. proc. pen.
Riferimento alla sussistenza delle esigenze cautelari che legittimano l'applicazione di misure personali (in concreto l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria)
art. 382 cod. proc. pen.
Disciplina dello stato di flagranza e delle ipotesi di 'quasi flagranza' (inseguito subito dopo il reato da polizia, persona offesa o altri, oppure sorpreso con cose o tracce che appaiono rivelatrici della recente commissione del reato). La Corte ha interpretato l'articolo alla luce della giurisprudenza di legittimità per distinguere tra inseguimento immediato percepito dagli operanti e il caso della sorpresa con tracce recenti
Sez. U., ord. n. 39131 del 24/11/2015 (Ventrice)
Principio richiamato: è illegittimo l'arresto in flagranza basato unicamente su informazioni fornite da vittima o terzi nell'immediatezza del fatto; le Sezioni Unite hanno però distinto due ipotesi di quasi-flagranza e ammesso che, se sussistono tracce o elementi inequivocabili di recente commissione, lo stato di quasi-flagranza può essere ricostruito anche se la polizia si è mossa sulle indicazioni dei testimoni
Massime di principio
- L'arresto in quasi-flagranza è legittimo solo in due ipotesi: a) inseguimento 'subito dopo' il reato da parte di chi ha percepito direttamente il fatto (polizia, persona offesa o altri); b) sorpresa dell'indagato in possesso di cose o tracce che inequivocabilmente indicano la recentissima commissione del reato.
- Le informazioni fornite dalla vittima o da terzi, da sole, non legittimano l'arresto in flagranza se non sono accompagnate da una percezione autonoma degli operanti o da tracce/materiali inequivocabili della commissione del reato.
- Segni materiali collegabili all'evento (danni al veicolo, macchie, oggetti abbandonati, odori rilevanti come forte alito di alcool) e la contiguità temporale rispetto al fatto possono qualificare la 'quasi-flagranza' anche se la polizia è giunta sul posto grazie alle indicazioni di testimoni.
- Per valutare la legittimità dell'arresto occorre verificare la contemporaneità e la rilevanza probatoria delle tracce trovate: devono essere tali da rendere altamente probabile il collegamento tra l'indagato e l'evento nella stretta prossimità temporale.
- In situazioni analoghe è prudente documentare immediatamente e con precisione le tracce e le modalità del rintraccio (danni, odori, dichiarazioni raccolte, tempi dell'intervento) per legittimare un arresto o la sua convalida in sede giudiziaria.
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