Cassazione Penale, Sentenza n. 25112/2023 del 09/06/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso straordinario per errore di fatto avverso la sentenza n. 34898/2022 della Prima Sezione della Corte di Cassazione; il ricorrente censurava: 1) la presunta errata attribuzione ad Saccomando di frasi del collaboratore Massimo Carmelo Billizzi che in realtà si riferivano a Giuseppe Bevilacqua; 2) una svista nella rappresentazione delle censure relative alle dichiarazioni di Rosario Vizzini, le quali, secondo la difesa, sarebbero favorevoli al ricorrente e non accusatorie; 3) il travisamento di alcune intercettazioni (es. n. 1869 del 08/03/2005 e n. 21177 del 15/03/2005) ritenute dall'appello decisive per la condanna per partecipazione ad associazione di tipo mafioso (art. 416-bis). Il ricorso era proposto nei limiti dell'art. 173, comma 1, disp. att. c.p.p. e qualificato come rimedio ex art. 625-bis c.p.p. (errore di fatto).
La decisione
Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto che le doglianze non costituiscono un errore di fatto rilevante ai sensi dell'art. 625-bis c.p.p.: le presunte svista o imprecisioni non sono dimostrate come errori percettivi della Corte di cassazione tali da aver determinato una diversa decisione, e, in ogni caso, le dichiarazioni e le intercettazioni contestate non avevano carattere di decisività, essendo il convincimento della Corte di merito fondato soprattutto sulle dichiarazioni accusatorie di Angelo Bernascone e su un insieme numeroso di conversazioni intercettate. Pertanto la sentenza di condanna per il reato di associazione mafiosa (art. 416-bis) è stata confermata e il ricorso straordinario è stato respinto.
Norme richiamate
decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, art. 23, comma 8
Riferito alla richiesta tempestiva di discussione orale formulata dal difensore del ricorrente; la norma è stata evocata in relazione alle formalità processuali dell'udienza.
decreto-legge 31 ottobre 2022, n. 162, art. 5-duodecies
Richiamato come norma che ha prorogato/consentito la prosecuzione dell'efficacia della disciplina relativa alla discussione orale prevista dal decreto-legge citato.
art. 173, comma 1, disposizioni attuative c.p.p.
Richiama i limiti entro i quali è ammissibile il ricorso straordinario e la necessità di rispetto delle regole di impugnazione; il ricorso è stato esaminato nei limiti di tale disciplina.
art. 625-bis c.p.p.
Norma che disciplina il ricorso straordinario per errore di fatto: la Corte ha applicato i criteri stabiliti per individuare il 'vero' errore di fatto (errore percettivo dovuto a svista o equivoco nella lettura degli atti da parte della Corte) e ha ritenuto che le doglianze del ricorrente non soddisfino tali requisiti.
art. 416-bis c.p.
Norma penale sostanziale contestata al ricorrente (partecipazione ad associazione di tipo mafioso); la Corte ha confermato la condanna alla luce delle risultanze probatorie ritenute nel loro complesso.
Massime di principio
- Il ricorso straordinario per errore di fatto ex art. 625-bis c.p.p. è ammissibile solo per errori percettivi evidenti della corte di legittimità (svista o equivoco) nella lettura degli atti che siano stati decisivi per l'esito della decisione
- Il semplice contrasto o travisamento della prova opera tipicamente come motivo da dedurre nei rimedi ordinari; il travisamento della prova da parte dei giudici di merito non sempre legittima il ricorso straordinario se non emerge un errore percettivo del giudice di legittimità
- L'omesso esame di un motivo di ricorso per cassazione non configura automaticamente un errore di fatto rilevante: occorre dimostrare che l'omissione fosse decisiva e non assorbita da altri profili della decisione
- Quando la decisione si fonda su un quadro probatorio ampio e plurimo (più dichiarazioni, molte intercettazioni, riscontri), la rilevanza decisiva di una singola frase o di una singola intercettazione diminuisce: la contestazione di tale singolo elemento difficilmente ribalta il giudizio complessivo
- Nelle impugnazioni è fondamentale specificare con precisione dove l'errore si sarebbe riverberato nella motivazione della Corte di cassazione e dimostrare l'effettiva incidenza causale dell'errore sull'esito finale
- Le contestazioni su attribuzioni di frasi nei verbali o su letture di intercettazioni richiedono prova puntuale dell'errore materiale e della sua rilevanza; mere asserzioni o ricostruzioni alternative non sono di norma sufficienti per ottenere l'accoglimento del ricorso straordinario
- È utile separare le doglianze di diritto (interpretazione normativa) dalle doglianze di fatto: il ricorso straordinario per errore di fatto non è lo strumento per rimettere in discussione valutazioni di merito o interpretazioni normative già compiute
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