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Sentenza

Sentenza n. 2287/2026 - Milano, Sezione 2

per l’ottemperanza - della sentenza n. 490/2024, emessa dal Tribunale di Monza, Sezione Lavoro, in data 10 giugno 2024.

Giustizia amministrativa202504798

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Monza che aveva riconosciuto la Carta docente per quattro anni scolastici, per complessivi 2.000 euro

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha chiesto l'ottemperanza della sentenza n. 490/2024 del Tribunale di Monza, Sezione Lavoro, passata in giudicato, con la quale il Ministero era stato condannato a metterle a disposizione la Carta docente, dell'importo di 500 euro per ciascuno degli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023, per complessivi 2.000 euro. Deduceva l'inerzia dell'Amministrazione nell'esecuzione della pronuncia e chiedeva l'adozione delle misure di ottemperanza, la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inadempimento e la condanna al pagamento di una penalità di mora.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché il Ministero, il 19 gennaio 2026, ha erogato alla ricorrente quanto riconosciuto dalla sentenza civile ottemperanda. L'avvenuta esecuzione ha eliminato ogni utilità residua della decisione di merito e ha reso non più necessarie le misure richieste, compresa la nomina del commissario ad acta e la penalità di mora. Le spese sono state compensate. La motivazione aggiunge che il ricorso era privo di procura speciale, ritenuta obbligatoria ai sensi dell'art. 40, comma 1, lett. g), c.p.a., qualificando tale profilo come ragione di inammissibilità, senza tuttavia definire il giudizio per tale ragione, essendo stata dichiarata l'improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.

Norme richiamate

  • art. 1, comma 121, l. 107/2015

    Carta elettronica (o Carta docente), dell’importo nominale di € 500,00 per ciascun anno scolastico

    La disposizione costituisce il fondamento sostanziale del beneficio economico riconosciuto alla docente nel giudizio civile ottemperando.

  • art. 40, comma 1, lett. g), c.p.a.

    Il TAR richiama la norma per affermare l'obbligatorietà della procura speciale nel giudizio amministrativo e rileva l'inammissibilità del ricorso per la sua mancanza, pur dichiarando il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, l'esecuzione integrale del provvedimento giurisdizionale da parte dell'amministrazione, intervenuta successivamente alla proposizione del ricorso, determina la sopravvenuta carenza di interesse e rende il ricorso improcedibile, perché non residua alcuna utilità concreta nella decisione giudiziale.
  • Quando il credito o il beneficio riconosciuto dalla sentenza ottemperanda è stato integralmente attribuito durante il giudizio, vengono meno anche i presupposti per l'adozione di misure esecutive ulteriori, quali la nomina del commissario ad acta e la penalità di mora.
  • La mancanza della procura speciale richiesta per il giudizio amministrativo integra un profilo di inammissibilità del ricorso; tuttavia, se l'esecuzione sopravvenuta ha già eliminato l'interesse alla decisione, il giudizio può essere definito con declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàPersonale scolastico
RamiProcesso amministrativoPubblico impiego e concorsi
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseOttemperanza e commissario ad acta

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