Cassazione Penale, Sentenza n. 34971/2025 del 27/10/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato la sentenza della Corte d'Appello di Venezia che aveva confermato le condanne di primo grado: Bortoluzzi per il reato di riciclaggio, lamentando la mancata considerazione della sua versione difensiva (assenza di consapevolezza della provenienza illecita dei fondi), contestando la qualificazione giuridica della condotta, la determinazione della pena e la condanna al risarcimento; Zanchetta per plurime truffe (capo B), contestando l'identificazione come autore dei fatti (affidabilità e modalità delle individuazioni fotografiche), chiedendo il riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche e contestando la misura della pena e le aggravanti applicate.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato entrambi i ricorsi inammissibili: ha ritenuto che le censure proposte si risolvessero nella mera riproposizione dei motivi già dedotti in appello e in una richiesta di riletura alternativa delle emergenze processuali, senza specificare errori di diritto o vizi di motivazione rilevanti ai fini di legittimità. La sentenza impugnata è pertanto sostanzialmente confermata. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese del procedimento e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., al versamento alla Cassa delle ammende di euro 3.000 ciascuno.
Norme richiamate
codice di procedura penale
art. 610, comma 5; art. 611, comma 1-bis e seguenti
consentono la trattazione in camera di consiglio in assenza di richiesta di trattazione orale; la Corte ha proceduto senza presenza delle parti conformemente a tali disposizioni
codice di procedura penale
art. 189, art. 192, art. 533
richiamate dalle difese in relazione alla prova identificativa: la Corte ha ritenuto che le censure sulle individuazioni fotografiche non dimostravano un vizio tale da compromettere la valutazione probatoria complessiva operata dai giudici di merito
codice penale
applicata dalla corte d'appello come aggravante in relazione al danno rilevante arrecato alle persone offese; la Cassazione ha ritenuto congrua la motivazione della corte territoriale in proposito
codice penale
richiamato dalla corte d'appello per la determinazione della pena: la Corte di Cassazione ha ritenuto la motivazione sulla determinazione della pena conforme ai criteri di legge
codice di procedura penale
consente la condanna alle spese e, in presenza di profili di colpa nella condotta processuale, al pagamento alla Cassa delle ammende; la Corte ha applicato tale disposizione comminando euro 3.000 a ciascun ricorrente
Massime di principio
- In Cassazione non è sufficiente riproporre in termini generali i motivi già svolti in appello: il ricorso deve indicare specifici vizi di diritto o vizi di motivazione (carenza, manifesta illogicità, contraddittorietà) non rimediabili in sede di merito
- Le contestazioni sull'affidabilità delle individuazioni fotografiche richiedono di evidenziare errori procedurali, suggestione o mancanza di conferme in dibattimento; divergenze circostanziali non sono di per sé idonee a rendere la prova inefficace se vi sono elementi corroboranti
- Per il reato di riciclaggio occorre dimostrare non solo il movimento di fondi, ma anche la consapevolezza della provenienza illecita; tuttavia, la valutazione della credibilità delle dichiarazioni difensive è rimessa al giudice di merito e può essere sindacata in Cassazione solo se viziata da motivazione mancante, illogica o contraddittoria
- La determinazione della pena e il riconoscimento o diniego delle circostanze attenuanti sono valutazioni che la Cassazione esamina con riserva: vanno indicate violazioni di legge o palese sproporzione, altrimenti restano insindacabili come valutazioni di merito
- Chi propone ricorso senza specificità espone il rischio dell'inammissibilità e di essere condannato alle spese e, se ravvisata colpa processuale, a sanzioni per la Cassa delle ammende
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 27 ott 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 34811/2025 del 27/10/2025
- Sentenza penale · 27 ott 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 34812/2025 del 27/10/2025
- Sentenza penale · 27 ott 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 34813/2025 del 27/10/2025
- Sentenza penale · 27 ott 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 34814/2025 del 27/10/2025
- Sentenza penale · 27 ott 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 34816/2025 del 27/10/2025
- Sentenza penale · 27 ott 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 34817/2025 del 27/10/2025
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →