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Sentenza

Sentenza del 12/07/2023 n. 2210 - Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Lombardia

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Impugnazione di avvisi di accertamento comunali per recupero IMU e TASI relativi agli anni 2014-2018. L'ASST deduceva nullità degli avvisi per mancato esame di questioni rilevanti, violazione del principio di affidamento (art. 7 L. 212/2000) in quanto il Comune avrebbe precedentemente revocato un analogo avviso in autotutela, contestava il mancato riconoscimento della qualifica di immobile storico (riduzione 50%) e invocava l'esenzione prevista dall'art. 9, co. 8, D.Lgs. n. 23/2011 per immobili destinati esclusivamente a compiti istituzionali del servizio sanitario nazionale, sostenendo che la destinazione urbanistica opera anche se gli immobili sono attualmente inutilizzati.

La decisione

La Corte d'appello ha riformato la sentenza di primo grado accogliendo l'originario ricorso dell'ASST. Ha rigettato la censura di nullità della sentenza di primo grado e il motivo fondato sul presunto affidamento, rilevando che il provvedimento di autotutela del Comune riguardava annualità diverse. Ha invece riconosciuto l'esenzione ai sensi dell'art. 9, co. 8, D.Lgs. n. 23/2011, stabilendo che basta la destinazione esclusiva dell'immobile a compiti istituzionali (anche se l'immobile è dismesso o non utilizzato), specie se tale destinazione è prevista da norma urbanistica. Per tali ragioni l'accertamento è stato annullato e l'originario ricorso accolto. Le spese di entrambi i gradi sono compensate, anche per l'assenza di giurisprudenza di legittimità sul punto.

Norme richiamate

  • Legge n. 212/2000 (Statuto del contribuente), art. 7

    Il principio di affidamento non è stato ritenuto violato perché il precedente atto di autotutela del Comune riguardava annualità diverse rispetto a quelle oggetto degli avvisi impugnati; pertanto non opera un vincolo di affidamento favorevole per le annualità successive.

  • D.Lgs. n. 23/2011, art. 9, co. 8

    art. 9, comma 8, D.Lgs. n. 23/2011

    L'esenzione IMU si applica agli enti del servizio sanitario nazionale destinati esclusivamente a compiti istituzionali e la Corte interpreta il requisito come 'destinazione' esclusiva, non come utilizzo effettivo: la mera previsione di destinazione urbanistica esclusiva è sufficiente anche se l'immobile è momentaneamente dismesso.

Massime di principio

  • L'esenzione IMU per enti del servizio sanitario prevista dall'art. 9, co. 8, D.Lgs. 23/2011 richiede la destinazione esclusiva a compiti istituzionali; non è necessario che l'immobile sia effettivamente utilizzato per tali compiti al momento dell'accertamento se la destinazione è sancita da norma urbanistica.
  • Un provvedimento comunale di autotutela riferito ad annualità diverse non costituisce automaticamente comportamento idoneo a fondare un diritto di affidamento rispetto ad accertamenti per anni diversi.
  • La mancata trattazione di alcune questioni in sede di primo grado non determina automaticamente la nullità della sentenza; il giudice di appello può integrare il giudizio e decidere sulle questioni non esaminate.
  • In assenza di consolidata giurisprudenza di legittimità su una questione fiscale rilevante e complessa, è possibile ottenere la compensazione delle spese di entrambi i gradi di giudizio.
  • Per ottenere l'esenzione in casi analoghi, il contribuente/ente deve documentare la destinazione urbanistica esclusiva dell'immobile a compiti istituzionali; la prova dell'effettivo utilizzo non è indispensabile.

Testo integrale

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