Cassazione Penale, Sentenza n. 11736/2025 del 25/03/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorso impugnava la sentenza della Corte d'appello di Firenze (giudizio abbreviato) che confermava la condanna per numerosi furti pluriaggravati (artt. 624-bis e 625 c.p.). Il difensore proponeva quattro motivi: 1-2) censurava l'errata applicazione degli artt. 81 comma secondo e 39 c.p., lamentando che, pur riconoscendo le attenuanti generiche prevalenti sul reato principale, la Corte avrebbe poi calcolato gli aumenti per i reati satellite tenendo conto di circostanze aggravanti specifiche di ciascun fatto, creando un trattamento non uniforme (richiamava il diverso trattamento riservato a un coimputato che aveva definito la posizione con concordato); 3-4) contestava l'affermazione di responsabilità per i capi 14 e 16, sostenendo che la condanna si fondava su elementi indiziari incerti e su motivazione illogica, con violazione dei principi sulla ripartizione dell'onere della prova e dell'art. 530 c.p.p.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto corretta l'applicazione dei principi in materia di reato continuato: le attenuanti generiche si applicano al reato più grave per determinare la pena base e non si tengono in conto per i reati satellite, i quali possono influire solo sulla misura dell'aumento ex art. 81 c.p.; la Corte di appello ha inoltre rispettato il principio delle Sezioni Unite (sentenza 'Pizzone') motivando distintamente l'aumento relativo a ciascun reato satellite e rendendo noti gli elementi valutati. Il diverso trattamento sanzionatorio del coimputato definito con concordato non comprova vizio di motivazione, essendo un esito deflattivo legittimamente considerabile. I motivi terzo e quarto sono stati dichiarati inammissibili in quanto miravano a una rivisitazione del merito probatorio, compito non consentito alla Cassazione; inoltre la Corte ha ritenuto che la decisione di merito avesse adeguata motivazione e si fondasse su un compendio probatorio coerente (confessione in parte, tabulati telefonici, tracciamento veicolo, servizio di O.P.C.) che consentiva l'affermazione di responsabilità per i capi contestati. Conseguentemente il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 624-bis c.p.
Fattispecie di furto plurimo/aggravato, normativa qualificatrice dei reati per cui l'imputato è stato condannato
art. 625 c.p.
Norma che disciplina le aggravanti del reato di furto applicate nel caso concreto
art. 81 comma 2 c.p.
Regola l'aumento di pena per il reato continuato; la Corte conferma che le circostanze relative ai reati satellite vanno impiegate solo per determinare l'entità dell'aumento una volta stabilita la pena base per il reato più grave
art. 39 c.p.
Norma sulla determinazione della pena rispetto alle circostanze; richiamata nella critica ma la Corte ne conferma corretta applicazione con riguardo alla distinzione tra reato principale e satellite
art. 63 c.p.
Disciplina delle circostanze attenuanti generiche; la Corte ha applicato tale diminuzione al reato più grave
art. 69 c.p.
Coordinamento tra cumulo e continuazione; la Corte richiama l'obbligo di distinguere bilanciamento delle circostanze e aumento per continuazione
art. 599-bis c.p.p.
Norma che disciplina la definizione processuale con concordato e la rinuncia ai motivi di appello; la Cassazione ritiene non irragionevole tener conto dell'esito concordatario nel diverso trattamento tra coimputati
art. 530 c.p.p.
Principio in tema di non colpevolezza per insufficienza di prove; il ricorso invocava violazioni di questo articolo ma la Corte ha ritenuto la motivazione di merito adeguata e l'impugnazione mirava a riesame del merito, inammissibile
art. 173 disp. att. c.p.p.
Norma procedurale sui limiti di enunciazione dei motivi in cassazione; richiamata per la formulazione dei motivi
Giurisprudenza (Sezioni Unite, 'Pizzone', n. 47127 del 24/06/2021)
Principio che impone al giudice di determinare la pena complessiva calcolando e motivando separatamente l'aumento di pena per ciascun reato satellite e rendendo conoscibili gli elementi che hanno condotto alla ponderazione attribuita a ciascun reato satellite
Massime di principio
- In caso di reato continuato le attenuanti generiche si applicano al reato più grave per determinare la pena base; le circostanze relative ai reati satellite possono essere considerate solo per quantificare l'aumento ex art. 81 c.p.
- Il giudice deve motivare distintamente l'aumento di pena per ciascun reato satellite e rendere noti i criteri e gli elementi che ne hanno determinato il valore ponderale, conformemente alla giurisprudenza delle Sezioni Unite
- Differenze nel trattamento sanzionatorio tra coimputati definiti con concordato non costituiscono di per sé indice di irragionevolezza o vizio di motivazione, potendo il concordato avere effetti deflattivi legittimamente valutabili
- La Corte di Cassazione non è luogo per una nuova valutazione del merito probatorio: i motivi che mirano a rivedere la valutazione delle prove o a proporre una diversa ricostruzione dei fatti sono inammissibili salvo che emergano vizi di motivazione evidenti e manifesti
- Una condanna basata su elementi indiziari è ammissibile se il giudice di merito fornisce una ricostruzione logica e coerente del compendio probatorio (es. confessione, tabulati telefonici, tracciamenti, riscontri oggettivi) che colleghi l'imputato ai fatti
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