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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 139/2022 del 05/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Karroudi lamentava di essere stato ristretto in condizioni tali da violare l'art. 3 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo e chiedeva il risarcimento del danno per complessivi 858 giorni di detenzione inumana/degradante. Il Magistrato di sorveglianza aveva riconosciuto 55 giorni di riduzione della pena e euro 2.464,00. Il Ministero impugnava l'ordinanza articolando tre motivi: (i) errore nel calcolo della superficie netta della cella a Prato per avere il Tribunale detratto anche la superficie occupata dal letto singolo non incastellato in violazione dell'art. 35-ter della l. 354/1975 e della giurisprudenza della Cassazione; (ii) errata applicazione del principio relativo alle soglie di superficie (tra mq. 3 e 4) e indebita valorizzazione di elementi accessori quali regime chiuso, ore limitate all'aperto, socialità e mancata attività trattamentale; (iii) errata valutazione, per il periodo a Sollicciano, dei fattori compensativi che attenuano il disagio dovuto alla ristrettezza

La decisione

Il primo motivo è stato ritenuto fondato: la Cassazione ha affermato che, ai fini del calcolo della superficie a disposizione del detenuto, devono essere detratti gli arredi fissi e i letti a castello, ma non la superficie del letto singolo non incastellato; il Tribunale aveva invece detratto anche quest'ultimo spazio, violando l'art. 627, comma 3, c.p.p. L'ordinanza è stata annullata limitatamente al periodo di detenzione a Prato e rinviata per nuovo esame al Tribunale di sorveglianza di Perugia. L'accoglimento del primo motivo ha assorbito il secondo motivo. Il terzo motivo è stato dichiarato inammissibile perché il ricorso sollevava una censura di merito non sindacabile in sede di legittimità. Il ricorso è stato quindi, nel resto, dichiarato inammissibile

Norme richiamate

  • Art. 3 Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo

    Norma di riferimento per la contestazione di trattamento inumano o degradante; utilizzata come parametro per valutare le condizioni di detenzione contestate

  • Art. 35-ter, legge 28 luglio 1975, n. 354

    Rilevante per il calcolo della superficie a disposizione del detenuto; la giurisprudenza interpreta che dalla superficie lorda vanno detratti gli arredi fissi

  • Art. 627, comma 3, cod. proc. pen.

    Richiama l'obbligo del giudice di rinvio di uniformarsi alla decisione della Corte di cassazione sulle questioni di diritto già decise; la Corte ha applicato questo principio censurando il Tribunale che non si era uniformato

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. U, n. 6551 del 24/09/2020 e altre pronunce citate)

    La sentenza delle Sezioni Unite e precedenti decisioni sono state richiamate per stabilire che i letti a castello devono essere esclusi dalla superficie utile ma il letto singolo non incastellato non va detratto perché lascia utilizzabile il volume sovrastante

Massime di principio

  • Nel calcolo della superficie netta della cella vanno detratti gli arredi fissi e i letti a castello; non va invece detratta la superficie del letto singolo non incastellato, perché il volume sovrastante resta utilizzabile dal detenuto
  • Il giudice di rinvio è obbligato ad uniformarsi alle decisioni di diritto della Corte di cassazione sulle questioni già decise; non può reintrodurre soluzioni contrarie a quanto stabilito dalla Cassazione precedente
  • Se la critica riguarda valutazioni di merito (p.es. la ponderazione dei fattori compensativi che attenuano la gravità delle condizioni detentive), essa è inammissibile in sede di legittimità e deve essere proposta nei gradi competenti per il merito
  • Quando la superficie netta della cella rientra in soglie critiche (p.es. tra 3 e 4 mq o inferiore a 3 mq), la valutazione complessiva può tenere conto di altri elementi (regime chiuso, ore all'aperto, socialità, attività trattamentali), ma tali elementi devono essere valutati coerentemente con la giurisprudenza vigente e senza contraddire precedenti pronunce vincolanti

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