Cassazione Penale, Sentenza n. 1414/2023 del 17/01/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione per violazione dell'art. 420-ter, comma 5-bis c.p.p.: il difensore di fiducia (Avv. Elisa Nardella), in stato di maternità, aveva tempestivamente comunicato via PEC alla cancelleria della Corte di Appello di Bologna il legittimo impedimento e chiesto il rinvio dell'udienza di trattazione del gravame fissata per il 14/05/2021, allegando l'estratto di nascita e indicando la data di cessazione dell'impedimento. La Corte territoriale non ha menzionato né valutato tale istanza nel verbale né nella motivazione, celebrando l'udienza e confermando la condanna in appello; il ricorrente deduce la nullità assoluta per difetto di assistenza e violazione del diritto di difesa (obbligo di rinvio in caso di legittimo impedimento del difensore per maternità).
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il motivo fondato. Ha accertato che l'istanza di legittimo impedimento era stata inoltrata tempestivamente via PEC e rispettava i requisiti previsti dalla normativa emergenziale (evidenziando l'onere di prova della ricezione tramite annotazione di cancelleria o, in mancanza, produzione dell'originale informatico del messaggio). Ha inoltre statuito che la comunicazione del legittimo impedimento, effettuata nei termini e documentata, comporta implicitamente la richiesta di trattazione in presenza (sulla base dell'art. 23-bis, co. 4, della disciplina emergenziale) quando ancora sussisteva il termine per chiedere la partecipazione fisica; essendo l'avvocatessa nei due mesi precedenti il parto al momento dell'udienza, la Corte d'appello avrebbe dovuto pronunciarsi sulla richiesta. L'omessa valutazione ha comportato il difetto di assistenza con nullità assoluta degli atti impugnati. Conseguentemente la sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio e gli atti trasmessi ad altra Sezione della Corte d'Appello di Bologna per la celebrazione del giudizio di appello.
Norme richiamate
art. 61 n.11-quater c.p.
Richiamata nell'ambito della descrizione dell'aggravante contestata nella sentenza di merito (circostanze personali rilevanti nel calcolo della pena)
art. 73 co. 1 e 4 DPR 309/1990
Norma sostanziale che ha configurato il reato di detenzione ai fini di spaccio per le sostanze sequestrate; ricorrono le presunte condotte contestate alla base della condanna
art. 17 DPR 309/1990
Richiamato come norma che regola l'autorizzazione necessaria per la detenzione di sostanze stupefacenti, la sua violazione è parte del fatto tipico contestato
art. 420-ter, comma 5-bis cod. proc. pen.
Regola il legittimo impedimento del difensore per maternità/paternità e il relativo rinvio d'udienza: se il difensore documenta tempestivamente l'impedimento nei termini codificati (due mesi prima o tre mesi dopo il parto), il giudice deve valutare e, se del caso, disporre il rinvio
art. 23-bis, co. 4, L. 176/2020 (normativa emergenziale)
"la richiesta di discussione orale è formulata per iscritto dal pubblico ministero o dal difensore entro il termine perentorio di quindici giorni liberi prima dell'udienza"
La Corte ha interpretato che la comunicazione del legittimo impedimento trasmessa nei termini implicita-mente contiene anche la volontà di trattare il processo in presenza, quando sussisteva ancora il termine per chiedere la partecipazione fisica
art. 24, comma 5, D.L. 28/10/2020, n.137 conv. L. 176/2020
Stabilisce modalità emergenziali per il deposito e la prova della ricezione di atti via PEC: la prova della ricezione deve risultare da annotazione di cancelleria ovvero, in sua assenza, dall'originale informatico del messaggio attestante l'avvenuto recapito
art. 484 cod. proc. pen.
Riferito nel ricorso come parte del combinato disposto con art. 420-ter: il verbale deve riportare elementi rilevanti della regolare costituzione delle parti e delle comunicazioni; l'omessa menzione può incidere sulla validità dell'atto
artt. 178, co. 1, lett. c) e 179, co. 1, cod. proc. pen.
Norme sulle nullità processuali: l'omessa valutazione dell'istanza di legittimo impedimento integra, secondo la Corte, una nullità assoluta per difetto di assistenza e violazione del diritto di difesa
Massime di principio
- Se il difensore invoca il legittimo impedimento per maternità/paternità ai sensi dell'art. 420-ter c.5-bis, la comunicazione deve essere tempestiva, documentata e inoltrata agli indirizzi indicati: la cancelleria deve prenderne atto e motivare la valutazione; l'omessa valutazione può determinare nullità assoluta.
- Sotto la disciplina emergenziale, la comunicazione di legittimo impedimento inoltrata nei termini può essere considerata implicita richiesta di trattazione orale (parte in presenza), se ancora sussisteva il termine per esercitare tale opzione; ciò impone al giudice di esaminare la richiesta e decidere sul rinvio.
- La prova della ricezione di una PEC da parte della cancelleria è essenziale: va acquisita tramite annotazione di cancelleria o, in mancanza, tramite produzione dell'originale informatico/delivery receipt fornito dal gestore PEC.
- Quando il difensore è impossibilitato per maternità non sussiste l'obbligo di nominare un sostituto (confermato dalla giurisprudenza), ma occorre comprovare tempestivamente l'impedimento e l'impossibilità di sostituzione.
- Se il processo viene impostato come contraddittorio cartolare per mancata richiesta di trattazione orale, l'art. 420-ter non opera in senso automatico; tuttavia, se la richiesta di rinvio/legittimo impedimento viene inviata prima della scadenza per richiedere la trattazione orale, il giudice deve valutare la relativa istanza.
- Per cautela procedurale, il difensore dovrebbe: inviare la PEC all'indirizzo ufficiale indicato nel decreto di citazione; indicare chiaramente data dell'udienza, nome dell'imputato e sezione; allegare documentazione probatoria; chiedere esplicitamente la trattazione orale se si intende tale soluzione; conservare e, se necessario, produrre la ricevuta informatica originale.
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