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Sentenza

Sentenza n. 14201/2026 - Roma, Sezione 4B

per l'annullamento: - del Decreto del Ministro della Salute, di concerto con quello dell’Economia e delle Finanze, del 6 luglio 2022, pubblicato nella G.U.R.I. del 15 settembre 2022, che certifica il superamento del tetto di spesa dei dispositivi medici per gli anni 2015, 2016, 2017 e 2018 quantificando la quota di ripiano a livello regionale da porre a carico delle imprese fornitrici dei dispositivi medici; - del Decreto del 6 ottobre 2022 del Ministro della Salute pubblicato nella G.U.R.I. del 26 ottobre 2022 di “Adozione delle linee guida propedeutiche all’emanazione dei provvedimenti regionali e provinciali in tema di ripiano del superamento del tetto dei dispositivi medici per gli anni 2015, 2016, 2017, 2018”; - dell’Accordo Rep. Atti n. 181 del 7 novembre 2019 sottoscritto tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano sulla proposta del Ministero della Salute di attuazione dell’art. 9-ter del D.l. n. 78/2015, convertito con modificazioni dalla L. 125/2015, che individua i criteri di definizione del tetto di spesa regionale per l’acquisto di dispositivi medici nella misura del 4,4% del fabbisogno sanitario regionale standard per gli anni 2015-2016-2017 e 2018; - della Circolare del Ministero della Salute prot. n. 22413 del 29 luglio 2019, recante “Indicazioni operative per l’applicazione delle disposizioni previste dall’articolo 9-ter, commi 8 e 9, del decreto-legge 18 giugno 2015, n. 78, come modificato dall’articolo 1, comma 557 della legge 30 dicembre 2018, n. 145”; - dell’intesa raggiunta dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome del 14 settembre 2022; - dell’intesa sancita dalla Conferenza Permanente Stato, Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano nella seduta del 28 settembre 2022; - del Decreto n. 24681 del 14 dicembre 2022 del Direttore della Sanità, Welfare e Coesione sociale della Regione Toscana, e relativa allegazione, nella parte in cui ha inserito la MEDLINE nell’elenco delle imprese tenute teoricamente al ripiano dello sforamento per gli anni 2015/2018 per un importo di 1.292.774,00; - di qualsiasi altro atto presupposto, connesso e/o conseguente a quelli sopra indicati, finalizzato direttamente o indirettamente a richiedere alla MEDLINE di ripianare pro quota il predetto superamento dei tetti di spesa.

Giustizia amministrativa202304441

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. III QuaterSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Decreti ministeriali, atti di intesa e provvedimenti regionali relativi al ripiano del superamento del tetto di spesa per dispositivi medici negli anni 2015-2018, incluso l'inserimento dell'impresa nell'elenco dei soggetti tenuti al ripiano per euro 1.292.774,00

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

L'impresa ha impugnato gli atti statali, concertativi e regionali relativi al meccanismo di payback dei dispositivi medici per gli anni 2015-2018, contestando in particolare il decreto regionale che la inseriva tra le imprese teoricamente tenute al ripiano dello sforamento, per l'importo di euro 1.292.774,00, nonché gli atti presupposti di determinazione del tetto di spesa e della quota di ripiano. Dal testo della sentenza non risultano specificamente esposti i singoli motivi di illegittimità dedotti.

La decisione

Il TAR ha preso atto che la ricorrente ha pagato alla Regione Toscana una somma pari al 25 per cento dell'importo originariamente dovuto a titolo di payback per gli anni 2015-2018, come attestato dal decreto regionale n. 20582 del 29 settembre 2025. In applicazione dell'art. 7 del d.l. n. 95/2025, convertito dalla legge n. 118/2025, secondo cui il pagamento in forma ridotta comporta la cessazione della materia del contendere nei ricorsi già instaurati, il Collegio ha dichiarato cessata la materia del contendere. Le spese sono state compensate tra le parti.

Norme richiamate

  • art. 7 d.l. n. 95/2025, convertito dalla legge n. 118/2025

    l’esecuzione del pagamento in forma ridotta (25 per cento) comporta la cessazione della materia del contendere a spese compensate nei ricorsi radicati

    Il pagamento, da parte dell'impresa interessata, del 25 per cento dell'importo originariamente dovuto a titolo di payback per dispositivi medici determina la cessazione della materia del contendere nei ricorsi già pendenti e comporta la compensazione delle spese.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Richiamato quale base processuale per la declaratoria di cessazione della materia del contendere.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato in relazione alla trattazione dell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato da remoto.

Massime di principio

  • Il pagamento in forma ridotta, nella misura prevista dalla legge, dell'importo richiesto a titolo di payback per dispositivi medici determina la cessazione della materia del contendere nei ricorsi già pendenti aventi a oggetto gli atti presupposti e consequenziali della pretesa di ripiano.
  • Quando l'amministrazione documenta l'avvenuto pagamento della somma ridotta prevista dalla legge e tale pagamento produce ex lege la cessazione della materia del contendere, il giudice deve prenderne atto e definire il giudizio senza esaminare nel merito le censure rivolte agli atti impugnati, disponendo la compensazione delle spese ove prevista dalla stessa disciplina.

Come è indicizzato

MaterieFarmaci e dispositiviEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiSanitàProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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