Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 5823/2025 del 13/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente chiedeva l'applicazione della disciplina della continuazione tra due condanne: 1) sentenza del G.U.P. del Tribunale di Palermo 15/11/2011 (irrevocabile 28/5/2013) per estorsione aggravata dal metodo mafioso e cessione di stupefacenti commessi nel maggio 2010; 2) sentenza del Tribunale di Palermo 30/9/2021 (irrevocabile 16/9/2024) per detenzione ai fini di spaccio, contestualmente indicata nel capo di imputazione come commessa il 10/6/2011. La difesa ha invece sostenuto che la seconda fattispecie era effettivamente del 10/6/2010 (come risulta dalla motivazione e da una intercettazione), per cui le due condotte sarebbero temporalmente contigue e riconducibili a un unico disegno criminoso. Il Tribunale dell'esecuzione, con l'ordinanza impugnata, ha rigettato l'istanza ritenendo mancante la contiguità temporale (i reati sarebbero distanti oltre un anno), diversa composizione degli autori (concorso con familiari nella prima vicenda, azione solitaria nella seconda) e assenza della finalità di favorire l'associazione mafiosa.

La decisione

La Corte di legittimità ha accolto il ricorso annullando l'ordinanza e rinviando al Tribunale di Palermo. La Cassazione ha ritenuto che il giudice dell'esecuzione non si sia adeguatamente confrontato con il profilo dedotto dalla difesa relativo all'errore/discordanza della data (capo di imputazione 10/6/2011 vs motivazioni che richiamano intercettazioni del 10/6/2010). Il giudice dell'esecuzione avrebbe dovuto esaminare il contenuto delle sentenze di merito per ricavare l'effettiva data del reato quando questa è rilevante e non precisata, valutando correttamente la contiguità cronologica quale criterio per l'eventuale riconoscimento della continuazione. Per tale carenza motivazionale l'ordinanza è stata annullata con rinvio perché il Tribunale verifichi nuovamente l'indice della contiguità temporale tra i reati.

Norme richiamate

  • art. 81, comma secondo, cod. pen.

    La continuazione richiede la sussistenza di un unico disegno criminoso e rileva la contiguità temporale e altri elementi di unità: la norma è stata richiamata come parametro per valutare se le condotte possano considerarsi un'unica serie continuativa.

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Al giudice dell'esecuzione spetta valutare il complesso dei fatti giudicati con sentenze separate e, se la data del "tempus commissi delicti" non è indicata in modo preciso, può trarre elementi dalla motivazione della sentenza per stabilire la data effettiva; la Corte ha censurato la mancata applicazione di tale principio.

Massime di principio

  • Quando la data indicata nel capo di imputazione discorda dalla motivazione della sentenza, il giudice dell'esecuzione deve esaminare la motivazione della sentenza per ricavare l'effettiva data del reato se ciò è rilevante per la decisione (es. valutazione della continuazione).
  • La contiguità temporale è un criterio essenziale — ma non unico — per riconoscere la continuazione: occorre valutare insieme tempo, luogo, modalità esecutive, partecipazione degli autori e finalità unitaria (es. favoreggiamento della stessa associazione).
  • Se il difensore prospetta elementi probatori (es. intercettazioni) che collocano i fatti in epoca diversa rispetto al capo di imputazione, tali elementi devono essere valutati e motivatamente respinti o recepiti; l'omessa considerazione legittima l'annullamento e il rinvio.
  • In caso di omissione di una valutazione specifica da parte del giudice dell'esecuzione su punti decisivi per la continuazione, la Corte di Cassazione può annullare l'atto per carenza di motivazione e rinviare perché il giudice compia la valutazione dovuta.
  • Per ottenere il riconoscimento della continuazione conviene che la difesa indichi espressamente le fonti probatorie e i passaggi delle motivazioni delle sentenze da cui desumere la contiguità cronologica e gli altri indici di unità del disegno criminoso.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.