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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30384/2026 del 10/08/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La decisione riguarda una misura cautelare personale applicata dal GIP e confermata dal Tribunale del riesame di Catanzaro nei confronti di un indagato per tentato omicidio. Secondo la ricostruzione cautelare, l'indagato avrebbe organizzato un incontro notturno con la persona offesa, si sarebbe presentato armato di pistola semiautomatica, avrebbe caricato l'arma prima di scendere dall'auto e avrebbe esploso quattro colpi: uno avrebbe colpito la vittima alla coscia destra, in prossimità dell'arteria femorale, mentre gli altri tre avrebbero colpito la porta di ingresso e il tubo di scolo dell'abitazione ad altezza d'uomo. La difesa ha contestato la qualificazione del fatto come tentato omicidio, sostenendo che dagli atti emergerebbe al più una lesione personale, poiché l'unico colpo sicuramente diretto alla vittima sarebbe stato esploso verso un arto inferiore; ha inoltre dedotto che il Tribunale avrebbe aderito in modo acritico all'impostazione del GIP, senza confrontarsi con le specifiche doglianze e senza spiegare perché i colpi successivi dovessero ritenersi diretti contro la persona offesa. È stato anche valorizzato dalla difesa il dato delle dichiarazioni della persona offesa, che avrebbe riferito di avere sentito un solo colpo, nonché l'assenza di elementi per ritenere un dolo omicidiario, non essendo configurabile il tentativo con dolo eventuale. Con il secondo motivo, la difesa ha contestato la sussistenza e l'attualità delle esigenze cautelari: ha sostenuto che il pericolo di recidiva fosse desunto solo dalla gravità del fatto, che non vi fossero elementi concreti di pericolo di inquinamento probatorio, poiché l'indagato era rimasto libero per due mesi senza tentare contatti con la vittima, e che la custodia in carcere fosse sproporzionata rispetto a misure meno afflittive, in particolare agli arresti domiciliari anche con braccialetto elettronico.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto manifestamente infondati entrambi i motivi, osservando che il Tribunale del riesame aveva fornito una motivazione completa e logicamente coerente sulla qualificazione dei fatti come tentato omicidio, valorizzando la preparazione dell'arma, l'esplosione di quattro colpi, la lesione alla coscia in prossimità dell'arteria femorale, la direzione ad altezza d'uomo degli altri colpi e il contesto motivazionale. Ha inoltre ritenuto adeguatamente motivata la custodia in carcere, in ragione della concreta e attuale pericolosità dell'indagato, dell'elevato rischio di reiterazione e dell'inquinamento probatorio, escludendo l'idoneità degli arresti domiciliari, anche con controllo elettronico. Conseguentemente, ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • artt. 56, 575 c.p.

    richiamati come base della contestazione di tentato omicidio; la Corte conferma la sussunzione del fatto nella fattispecie tentata omicidiaria in presenza di idoneità e univocità degli atti e di animus necandi desumibile dalle modalità concrete della condotta.

  • artt. 582 e 585 c.p.

    evocati dalla difesa come diversa qualificazione giuridica prospettabile (lesioni personali aggravate), ma non ritenuti pertinenti alla luce del quadro indiziario valorizzato dal riesame.

  • art. 292 c.p.p.

    richiamato nel principio sulla struttura della motivazione dell'ordinanza cautelare e del riesame, che deve dare conto dei presupposti della misura e della qualificata probabilità di colpevolezza.

  • art. 546 c.p.p.

    richiamato in funzione sistematica come modello motivazionale di riferimento adattato alla decisione cautelare.

  • art. 275-bis c.p.p.

    richiamato per affermare che l'esclusione dell'idoneità degli arresti domiciliari implica implicitamente l'inadeguatezza del controllo elettronico a distanza.

  • art. 94, comma 1-ter, disp. att. c.p.p.

    richiamato per gli adempimenti di cancelleria conseguenti alla decisione.

Massime di principio

  • In sede cautelare, il giudizio di legittimità sulla motivazione del riesame è limitato a verificare la congruenza logico-giuridica della motivazione, senza poter essere trasformato in una nuova valutazione del materiale indiziario già esaminato dal giudice di merito.
  • La qualificazione di una condotta come tentato omicidio può essere desunta in via indiziaria dalle modalità oggettive dell'azione: uso di arma da fuoco, preparazione preventiva, reiterazione dei colpi, direzione verso zone del corpo o contesto idonei a esprimere una concreta potenzialità letale.
  • Ai fini dell'animus necandi, rileva in modo decisivo l'idoneità concreta dell'azione valutata ex ante, sulla base delle condizioni del caso, e non è necessario un accertamento di un esplicito proposito omicida o di ammissioni dell'agente.
  • La sussistenza del tentativo di omicidio non è esclusa dal mancato verificarsi dell'evento morte quando la mancata realizzazione dipenda da fattori estranei alla volontà dell'agente, come concitazione o inesperienza nell'uso dell'arma.
  • In materia cautelare, la gravità della condotta può essere valorizzata insieme ad altri elementi concreti per fondare sia il pericolo di reiterazione sia l'inadeguatezza di misure meno afflittive; l'esclusione della custodia domiciliare comporta, di regola, anche la non idoneità del braccialetto elettronico.
  • Il pericolo di inquinamento probatorio può essere desunto non solo da condotte esplicite di pressione sui testimoni, ma anche dal contesto intimidatorio generato dalla violenza dell'azione e dalla non genuinità o reticenza delle dichiarazioni rese dagli interessati.

Come è indicizzato

MaterieUso di atto falsoImpugnazioniCustodia cautelareEsigenze cautelari
RamiReati contro la fede pubblicaProcesso penaleMisure cautelari
IstitutiNesso di causalitàTentativoDolo eventualeOnere della prova

Testo integrale

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