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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 43891/2022 del 18/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione contro la conferma della sentenza di condanna per rapina aggravata in concorso (capo A) e per rapina aggravata/semplice (capi B e C). I ricorrenti censuravano: 1) insufficienza e contraddittorietà delle dichiarazioni delle persone offese e mancato valore probatorio degli interrogatori degli imputati; 2) mancata riqualificazione dei fatti in minacce e/o minacce e lesioni; 3) mancato riconoscimento dell'attenuante di cui all'art. 62, co.1, n.4 c.p. (tenuità del danno); 4) mancata revoca della misura di sicurezza dell'espulsione a pena espiata in ragione del permesso di soggiorno e del radicamento familiare in Italia

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili e, nel merito, ha ritenuto manifestamente infondati i motivi. Ha confermato la valutazione dei giudici di merito sulla credibilità e attendibilità delle dichiarazioni delle persone offese (rilevando che tali dichiarazioni possono da sole fondare la condanna se adeguatamente valutate e motivate), ha escluso la riqualificazione richiesta, ha negato l'attenuante di particolare tenuità (sottolineando la gravità delle condotte e l'uso della minaccia con coltello e cintura) e ha respinto la richiesta di revoca dell'espulsione ritenendo che il possesso del permesso di soggiorno e il radicamento non impediscono di per sé l'adozione della misura ove sussista pericolosità sociale. I ricorrenti sono stati condannati alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 ciascuno alla Cassa delle ammende. La sentenza di merito resta confermata.

Norme richiamate

  • art. 23, comma 8, D.L. n. 137/2020

    Predisposizione del contraddittorio scritto per il trattamento del procedimento; mera indicazione procedurale dell'istruttoria adottata

  • art. 606, comma 1, lett. b), cod. proc. pen.

    Criterio di censura per la cassazione relativo a violazione di legge o vizio nella motivazione: la Corte ricorda che il ricorso deve contestare la corretta sussunzione normativa e non la valutazione di merito dei fatti

  • art. 192, comma 3, cod. proc. pen.

    Riferimento alle regole sulla testimonianza: la Corte sottolinea che le disposizioni non si applicano alle dichiarazioni della persona offesa, le quali possono, se valutate credibili e attendibili con motivazione adeguata, fondare da sole la condanna

  • art. 62, comma 1, n. 4, cod. pen.

    Attenuante per particolare tenuità del danno: la Corte ricorda che per la rapina non è sufficiente il modesto valore del bene sottratto, ma va valutata la complessiva offensività (violenza/minaccia e lesioni), e non è stata riconosciuta

  • art. 199 e ss., cod. pen.

    Disciplina generale delle misure di sicurezza personali (tra cui l'espulsione): la Corte osserva che l'espulsione può essere disposta se risulta pericolosità sociale adeguatamente motivata

  • art. 133, cod. pen.

    Criteri per la determinazione della pena e per valutare la pericolosità sociale: utilizzati come parametro per valutare se il legame familiare o il soggiorno possano impedire l'espulsione

  • art. 235 cod. pen. e art. 15, d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286

    Norme richiamate in tema di espulsione giudiziale dello straniero: la Corte ricorda che l'espulsione può essere disposta anche se lo straniero è munito di permesso di soggiorno o convive con prossimi congiunti italiani, salvo i divieti e le cautele di legge

  • art. 19, d.lgs. n. 286/1998

    Richiamato per il divieto di espulsione nei casi specifici (convivenza con coniuge o parenti di secondo grado italiani); la Corte lo pone a confronto con la valutazione costituzionalmente orientata del nucleo familiare come elemento di possibile risocializzazione

  • art. 616, cod. proc. pen.

    Norma che prevede la condanna alle spese processuali e ad una somma alla Cassa delle ammende: applicata per liquidare gli oneri a carico dei ricorrenti

Massime di principio

  • Le dichiarazioni della persona offesa possono, se adeguatamente motivate e riscontrate nel complesso probatorio, costituire elemento valido per la condanna anche se assunte da sole; il giudice di merito deve però motivarne credibilità e attendibilità
  • La Corte di Cassazione non è sede per una rinnovata valutazione integrale del merito o per riformulare la ricostruzione fattuale: il ricorso deve evidenziare violazioni di legge o vizi logico-giuridici nella motivazione, non semplicemente proporre una diversa lettura delle prove
  • Per l'attenuante di particolare tenuità nella rapina non basta il valore economico modesto del bene sottratto: va valutata la complessiva offensività dell'azione (minacce, uso di armi, lesioni), che può escludere l'attenuante
  • La misura di sicurezza dell'espulsione può essere confermata anche se l'interessato è titolare di permesso di soggiorno o ha legami familiari in Italia, quando la pericolosità sociale risulti elevata e non contrastabile dal nucleo familiare; il possesso del permesso non è di per sé impeditivo
  • Motivi generici, aspecifici o che non affrontano le argomentazioni motivazionali della decisione di merito sono destinati all'inammissibilità; nelle impugnazioni è necessario confrontarsi con le ragioni di fatto e di diritto svolte dalla Corte territoriale
  • Prove o elementi prodotti tardivamente e non valutati dai giudici di merito difficilmente possono essere fatti valere in cassazione: la fase di legittimità non sostituisce quella di merito né ammette nuovi accertamenti probatori

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