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Cassazione Civile, Ordinanza n. 10345/2023 del 18/04/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ente locale)

La controversia

La controversia riguarda un avviso di accertamento COSAP emesso da una provincia nei confronti della società concessionaria della costruzione e gestione di un’autostrada, per l’occupazione di spazi sovrastanti strade provinciali mediante ponti e viadotti. La società sostiene che il canone non sarebbe dovuto perché l’occupazione sarebbe finalizzata a interessi pubblici generali, l’infrastruttura sarebbe stata realizzata su decisione dello Stato nell’ambito della pianificazione nazionale, e la gestione avverrebbe in forza di concessione con ANAS/Stato; inoltre contesta che l’occupazione possa dirsi abusiva, essendo sorretta da titolo concessorio, e nega che il canone possa essere quantificato sulla sola proiezione del ponte sulla strada sottostante, senza una concreta sottrazione di suolo all’uso pubblico. La ricorrente deduce la violazione dell’art. 63 d.lgs. 446/1997 e di varie disposizioni del regolamento COSAP provinciale, nonché l’erronea applicazione dell’esenzione prevista per lo Stato.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto infondati tutti i motivi di ricorso, richiamando un orientamento già consolidato in tema di COSAP. Ha affermato che il canone è dovuto quando vi sia occupazione, anche abusiva o di fatto, di suolo pubblico appartenente all’ente locale, e che l’esenzione prevista per lo Stato opera solo se l’occupazione è direttamente imputabile al soggetto esente. Nel caso concreto, la società concessionaria era l’effettiva occupante dello spazio sovrastante la strada provinciale, in assenza di titolo concessorio della provincia, e la gestione dell’infrastruttura era finalizzata anche a un utile economico proprio dell’impresa; pertanto, l’esenzione non era applicabile. La Corte ha inoltre ritenuto irrilevante la dedotta appartenenza statale dell’autostrada e del viadotto, poiché ciò non escludeva il presupposto del canone costituito dall’occupazione del suolo provinciale sottostante. Il ricorso è stato dunque rigettato, con condanna della ricorrente alle spese e all’ulteriore contributo unificato se dovuto.

Norme richiamate

  • art. 63 d.lgs. n. 446/1997

    "i comuni e le province possono [...] prevedere che l'occupazione, sia permanente che temporanea, di strade, aree e relativi spazi soprastanti e sottostanti appartenenti al proprio demanio o patrimonio indisponibile [...] sia assoggetta [...] al pagamento di un canone"

    Il COSAP è configurato come corrispettivo di una concessione reale o presunta; presupposto sufficiente è l’occupazione di suolo pubblico appartenente all’ente locale, anche senza una formale concessione, e il canone può essere imposto al titolare dell’occupazione o all’occupante di fatto.

  • art. 30 regolamento COSAP della Provincia di Teramo

    L’esenzione prevista per le occupazioni effettuate dallo Stato non si estende alle occupazioni imputabili a una società concessionaria che realizza e gestisce l’opera pubblica, perché l’occupazione non è direttamente ascrivibile al soggetto esente.

  • artt. 1, 2, 12, 29 e 49 regolamento COSAP della Provincia di Teramo

    Le norme regolamentari sono lette nel senso che il canone è dovuto dal titolare dell’occupazione e, in mancanza di titolo, dall’occupante di fatto anche abusivo; la determinazione del canone tiene conto dell’occupazione del suolo sovrastante e non richiede una sottrazione materiale totale del fondo.

  • art. 822 c.c.

    La dedotta appartenenza dell’autostrada al demanio statale è irrilevante ai fini del COSAP provinciale quando l’occupazione del suolo provinciale sia comunque posta in essere dalla società concessionaria che ne gestisce l’infrastruttura.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002

    Ricorrendo il rigetto, è dovuto l’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, ove dovuto.

Massime di principio

  • Il COSAP ha natura di corrispettivo per l’uso esclusivo o speciale di suolo pubblico e non richiede, per la sua debenza, una vera e propria sottrazione materiale del bene all’uso collettivo: è sufficiente l’occupazione di fatto o l’utilizzazione particolare del suolo.
  • Ai fini del canone, il soggetto obbligato è chi realizza o mantiene l’occupazione; in mancanza di titolo concessorio dell’ente proprietario del suolo, la posizione di occupante di fatto è sufficiente a fondare la pretesa.
  • L’esenzione prevista in favore dello Stato o di altri soggetti pubblici non si estende automaticamente alla società concessionaria che realizza e gestisce l’opera pubblica: occorre che l’occupazione sia direttamente imputabile al soggetto esente.
  • La circostanza che l’opera o l’infrastruttura appartenga al demanio statale non esclude il COSAP dovuto all’ente locale se l’occupazione incide su strade o aree di proprietà provinciale o comunale.
  • La quantificazione del canone per occupazioni sopraelevate può essere effettuata avendo riguardo alla proiezione dell’opera sul suolo sottostante, senza necessità di dimostrare una totale inutilizzabilità materiale del fondo.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributario
RamiTributi
IstitutiOnere della prova

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