Cassazione Penale, Sentenza n. 40086/2025 del 12/12/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione del proscioglimento pronunciato dal Tribunale di Avezzano per difetto di querela relativo al reato di violenza privata (art. 610 c.p.). La Procura generale ha dedotto violazione di legge e vizio di motivazione, sostenendo che il fatto era aggravato ai sensi dell'art. 339 c.p. per l'uso di un'arma (un bastone) e, alla luce della modifica introdotta dal d.lgs. n.150/2022 (art.2, lett. e), l'art. 610 c.p. è procedibile d'ufficio quando ricorra l'aggravante prevista dal secondo comma; dunque il proscioglimento per difetto di querela era errato.
La decisione
Il giudice ha accolto il ricorso: la sentenza del 30/05/2025 è stata annullata e la causa rinviata al Tribunale di Avezzano per nuovo giudizio in diversa persona fisica. La Corte ha ritenuto che, dopo il d.lgs. n.150/2022, l'art. 610 c.p. contiene un terzo comma che prevede la procedibilità d'ufficio quando ricorra la circostanza di cui al secondo comma; poiché il secondo comma rimanda all'art. 339 (aumento di pena se la minaccia è compiuta con armi) e il Tribunale non aveva escluso l'aggravante (il bastone è stato considerato arma), il procedimento doveva essere instaurato d'ufficio e non poteva essere prosciolto per difetto di querela.
Norme richiamate
d.lgs. n.150 del 2022, art. 2, comma 1 lett. e)
Ha introdotto la modifica all'art. 610 c.p. (aggiungendo il terzo comma) che rende la violenza privata procedibile d'ufficio se ricorre l'aggravante prevista dal secondo comma
art. 610 cod. pen.
Il delitto è punibile a querela della persona offesa. Si procede tuttavia d'ufficio se il fatto è commesso nei confronti di persona incapace, per età o per infermità, ovvero se ricorre la circostanza di cui al secondo comma. La pena è aumentata se concorrono le condizioni prevedute dall'articolo 339.
La norma, come modificata, rende la procedibilità subordinata all'assenza di aggravanti; se ricorre l'aggravante richiamata dal secondo comma (che rinvia all'art. 339), la procedibilità è d'ufficio
art. 339 cod. pen.
Le pene stabilite nei tre articoli precedenti sono aumentate se la violenza o la minaccia è commessa..ovvero con armi ..
Stabilisce l'aggravante per l'uso di armi; la Corte ha ritenuto che l'uso del bastone rientrasse in tale previsione, giustificando la procedibilità d'ufficio
Massime di principio
- Dopo il d.lgs. n.150/2022, quando la violenza privata è aggravata ai sensi dell'art. 339 (es. uso di arma), il reato è procedibile d'ufficio anche se la norma base (art. 610) prevede la querela.
- Il giudice del merito deve esprimersi chiaramente circa l'esistenza o meno delle aggravanti: se non esclude l'aggravante rilevante, non può fondare un proscioglimento sul difetto di querela.
- Oggetti di uso comune impiegati come strumenti di minaccia (es. bastone) possono essere qualificati come "arma" ai fini dell'aggravante, a seconda delle modalità e del contesto d'uso.
- In presenza di una potenziale aggravante che incide sulla procedibilità, la Procura deve agire d'ufficio e, se non lo fa, il difetto può essere rimediato con il riesame giudiziario; il giudice di legittimità può annullare la sentenza e rinviare per nuovo giudizio.
- Per la difesa: è strategico contestare specificamente la sussistenza dell'aggravante (dimostrando l'assenza di uso 'di arma' o la mancata idoneità dell'atto a integrare l'aggravante) per preservare l'effetto della querela quando possibile.
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