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Cassazione Civile, Ordinanza n. 00159/2023 del 04/01/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (creditore)

La controversia

Un soggetto esecutato proponeva opposizione all'esecuzione immobiliare avviata nei suoi confronti, deducendo che il bene pignorato era compreso in un fondo patrimoniale e che, ai sensi dell'art. 170 c.c., non sarebbe stato aggredibile perché il credito azionato era estraneo ai bisogni della famiglia. L'opposizione veniva respinta in primo grado e la decisione confermata in appello. In cassazione il ricorrente proponeva due motivi di ricorso avverso la sentenza di secondo grado, ma la Corte non esaminava il merito delle censure perché rilevava l'improcedibilità del ricorso per tardivo deposito rispetto ai termini processuali applicabili.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato improcedibile il ricorso. Ha rilevato che il ricorso per cassazione, notificato il 21/9/2018, era stato depositato solo il 23/7/2020; pertanto, oltre il termine di cui all'art. 369, comma 1, c.p.c. e comunque oltre il termine di 60 giorni decorrente dalla notifica della sentenza impugnata, senza sospensione feriale. Non essendovi difese dell'intimato, la Corte non ha provveduto sulle spese. Ha inoltre dato atto dei presupposti per il versamento dell'ulteriore contributo unificato ex art. 13, comma 1-quater, D.P.R. n. 115/2002, se dovuto.

Norme richiamate

  • art. 170 c.c.

    richiamato dal ricorrente quale limite all'espropriabilità dei beni costituiti in fondo patrimoniale per debiti estranei ai bisogni della famiglia; la Corte non entra nel merito dell'applicazione della norma.

  • art. 325 c.p.c.

    indicato come termine di 60 giorni per la proposizione del ricorso per cassazione decorrente dalla notifica della sentenza impugnata, non sospeso nel periodo feriale.

  • art. 369, comma 1, c.p.c.

    norma posta a fondamento dell'improcedibilità del ricorso per tardivo deposito dell'atto.

  • art. 13, comma 1-quater, D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115

    prevede, in caso di definizione sfavorevole del ricorso, l'obbligo di versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato, ove dovuto.

  • art. 1, comma 17, L. 24 dicembre 2012, n. 228

    norma che ha introdotto il meccanismo dell'ulteriore contributo unificato richiamato dalla Corte.

  • art. 1-bis, D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115

    richiamato quale parametro del contributo unificato già versato per il ricorso.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione deve essere depositato nel termine previsto dall'art. 369, comma 1, c.p.c.; il mancato rispetto di tale termine comporta improcedibilità del ricorso, senza che la Corte possa esaminare i motivi di merito.
  • Quando il ricorso è dichiarato improcedibile per ragioni processuali, resta assorbito ogni scrutinio sulle censure sostanziali dedotte dal ricorrente.
  • Ai fini del termine per impugnare, il decorso del termine breve ex art. 325 c.p.c. opera dalla notificazione della sentenza impugnata e non è sospeso nel periodo feriale.
  • In caso di definizione sfavorevole del ricorso per cassazione, la Corte dà atto della sussistenza dei presupposti per l'ulteriore contributo unificato ex art. 13, comma 1-quater, D.P.R. n. 115/2002, se dovuto.

Come è indicizzato

MaterieOpposizioni esecutiveImpugnazioni
RamiEsecuzioniProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiGiudicato

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