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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10002/2022 del 23/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha rigettato l'istanza di revoca dell'ingiunzione di demolizione relativa a opere edilizie abusive: una piscina di 85 m2 con solarium, spogliatoi e due wc. I ricorrenti contestavano che la piscina fosse incompleta alla data del 31/12/1993 (mancanza del rivestimento interno) e sostenevano invece la sua ultimazione nel 1993, nonché il rilascio di un successivo condono edilizio dal Comune di Forio (08/02/2018) anche per le opere accessorie. Inoltre i ricorrenti qualificavano le opere accessorie come interventi di minore rilevanza suscettibili di condono ai sensi delle previsioni dell'allegato 1 del d.l. n. 269/2003 (nn. 4,5,6) e art. 32 del medesimo decreto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto i ricorsi infondati e li ha rigettati. Ha confermato che, ai fini dell'assoggettabilità temporale al condono previsto dalla legge n. 47/1985, l'opera va considerata ultimata in senso funzionale: per strutture come una piscina sono necessari elementi essenziali per la concreta utilizzabilità (copertura/tamponamenti e rivestimento interno), pertanto lo stato al rustico senza rivestimento non integra il requisito temporale. Ha inoltre condiviso la valutazione del Tribunale secondo cui il condono comunale del 08/02/2018 riguardava solo la piscina e non le opere accessorie; queste ultime non potevano essere qualificate come interventi di minore rilevanza o mera manutenzione, essendo opere nuove, e dunque non rientrano nella lettura prospettata dai ricorrenti. Conseguenza: rigetto dei ricorsi e conferma dell'ordinanza impugnata (con condanna alle spese processuali).

Norme richiamate

  • legge n. 47 del 1985

    L'art. 31 (in particolare il comma 2/3 nella ricostruzione del giudice) è interpretato nel senso che il requisito temporale per il condono richiede l'ultimazione funzionale dell'opera alla data fissata: non basta lo stato 'al rustico', è necessario il completamento della copertura, dei tamponamenti e, per la piscina, del rivestimento interno imprescindibile per la concreta utilizzabilità

  • d.l. n. 269 del 2003, convertito con legge n. 326 del 2003 (allegato 1 e art. 32)

    I nn. 4, 5 e 6 dell'allegato 1 e l'art. 32 sono stati richiamati dalla difesa per qualificare alcune opere come di minore rilevanza condonabili; la Corte ha ritenuto tale qualificazione infondata perché solarium, spogliatoi e wc costituivano opere nuove e non interventi di semplice manutenzione o restauro, dunque non assimilabili alle voci indicate

Massime di principio

  • Per valutare l'ammissibilità di un condono rispetto a opere realizzate entro una data di riferimento, occorre accertare la completamento funzionale dell'opera: non è sufficiente lo stato al rustico; devono esserci gli elementi indispensabili per la fruizione (coperture, tamponamenti, rivestimenti per piscine).
  • La documentazione fotografica che mostra lo stato grezzo dell'opera può non essere sufficiente a dimostrare la sua ultimazione temporale: è necessario provare la concretа utilizzabilità dell'opera alla data utile.
  • Un provvedimento di condono amministrativo rilasciato successivamente non annulla automaticamente le conseguenze penali o l'ordine di demolizione se risultano assenti i presupposti temporali o materiali che avrebbero consentito il condono.
  • Le opere accessorie (solarium, spogliatoi, servizi) vanno esaminate singolarmente: se sono interventi effettivamente nuovi e realizzati dopo, non si qualificano come manutenzione straordinaria o restauro e non rientrano nelle fattispecie di minore rilevanza previste per il condono.
  • In sede di Cassazione non è possibile proporre una diversa lettura delle emergenze processuali su punti di fatto già valutati dal giudice di merito, salvo vizio di diritto o di motivazione rilevante.

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