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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1868/2024 del 16/01/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impagliazzo Marianna ha impugnato l'ordinanza che aveva respinto la sua istanza di revoca dell'ingiunzione a demolire un manufatto abusivo, deducendo che doveva prevalere il titolo abilitativo in sanatoria n.12. Ha sostenuto che il figlio (Seberich Giovanni) era il reale richiedente/committente delle opere, che le opere potevano essere ultimate al "rustico" entro i termini del condono e che il principio del silenzio-assenso (art.17-bis L.124/2015 nell'ambito della L.241/90) avrebbe legittimato la sanatoria anche in assenza di un espresso parere della Soprintendenza.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e inammissibile. Ha confermato la valutazione del Giudice dell'esecuzione secondo cui: la domanda di condono originaria era priva di legittimazione formale (era stata presentata dal figlio senza titolo), la sanatoria non era supportata dalla documentazione prescritta e mancavano i pareri obbligatori (in particolare della Soprintendenza) per opere in zona vincolata; le sentenze penali accertavano la prosecuzione dei lavori dopo il termine utile (quindi l'opera non risultava ultimata al 31/12/1993 neppure al "rustico"). Il ricorso è stato dichiarato inammissibile e la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro tremila in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • Legge 47/1985

    Disciplina dei reati edilizi e della procedura di completamento delle opere: il giudice verifica che il titolo abilitativo in sanatoria soddisfi le condizioni previste dalla normativa sul condono

  • Legge 724/1994

    La causa di estinzione del reato paesaggistico prevista per il condono è subordinata, in caso di opere in zona vincolata, al conseguimento delle autorizzazioni delle amministrazioni preposte alla tutela del vincolo; non è applicabile il silenzio-assenso

  • DPR 380/2001 (richiamato come DPR 330/01 nell'atto)

    Il giudice dell'esecuzione deve verificare che il titolo abilitativo risponda alle condizioni indicate dall'art.36 per poter revocare/sospendere l'ordine di demolizione

  • Legge 241/1990

    richiamata con art. 17-bis L.124/2015

    Principi generali sul procedimento amministrativo e sul silenzio-assenso; la Corte ricorda però che il silenzio-assenso non è applicabile alle autorizzazioni paesaggistiche per aree vincolate

  • Legge 124/2015

    Introduzione di regole sul silenzio-assenso tra amministrazioni; non rilevante nel caso di assensi sulla tutela paesaggistica per zone vincolate

  • Cassazione, Sez. 3, n. 571/2020

    sentenza di annullamento con rinvio dell'ordinanza del 14.03.2019

    Ha disposto che il giudice dell'esecuzione deve avviare istruttoria specifica sulla fondatezza della domanda di condono (disciplina applicabile, legittimazione, tempestività, vincoli, volumetria, ultimazione)

  • Cassazione, Sez. 3, n. 30059/2018

    La legittimazione a presentare l'istanza di condono è strettamente tassativa (proprietario, committente, ecc.); figli del proprietario non sono automaticamente legittimati

  • Cassazione, Sez. 3, n. 38707/2004

    In materia di tutela del paesaggio l'assenso dell'amministrazione competente deve essere espresso; il silenzio non vale come assenso per le aree vincolate

  • Cassazione, Sez. 3, n. 31031/2016

    20/05/2016 (dep. 20/07/2016)

    In esecuzione penale l'istante ha un onere di allegazione specifica; non è richiesto subito l'onere probatorio ma vanno prospettati fatti concreti che il giudice deve poi accertare

Massime di principio

  • In procedura esecutiva per demolizione, chi chiede la revoca deve allegare fatti specifici e documenti che dimostrino la validità del titolo in sanatoria: mera affermazione generica non è sufficiente.
  • La legittimazione soggettiva a presentare l'istanza di condono è tassativa: solo proprietario, committente, titolare della concessione, costruttore o direttore dei lavori (se in possesso dei requisiti) possono validamente proporre la domanda; i figli non lo sono automaticamente.
  • Per opere realizzate in zona vincolata la sanatoria è subordinata all'acquisizione di pareri/autorizzazioni espressi (es. Soprintendenza); il silenzio-assenso non vale per le aree sottoposte a vincolo paesaggistico.
  • Deve essere dimostrato che l'opera era ultimata entro il termine previsto dalla legge sul condono (ad es. al più tardi il 31/12/1993 nella causa considerata), almeno al livello del "rustico"; prosecuzioni di lavori accertate successivamente precludono la sanatoria.
  • Il giudice dell'esecuzione ha il potere e il dovere di avviare un'istruttoria per verificare la fondatezza del condono (documentazione, volumetria, destinazione d'uso, autorizzazioni) prima di revocare un ordine di demolizione.
  • Per ottenere successo in casi analoghi: raccogliere e depositare prove documentali precise (atti di proprietà, titoli abilitativi, date di ultimazione lavori, pareri/autorizzazioni delle autorità competenti) e dimostrare la tempestività e la legittimazione formale della domanda di condono.

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