Sentenza del 20/08/2018 n. 3448 - Comm. Trib. Reg. per la Sicilia
IRPEF - AVVISO DI ACCERTAMENTO - DIFETTO DI SOTTOSCRIZIONE - ATTO DI DELEGA - REQUISITI
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha contestato la validità dell’avviso di accertamento per difetto di sottoscrizione, sostenendo che l’atto fosse stato firmato da un funzionario delegato privo di una delega idonea. In particolare, la delega consentiva la sottoscrizione soltanto di atti di importo superiore a una determinata soglia, mentre l’avviso impugnato aveva un importo inferiore oppure il soggetto firmatario non risultava indicato nell’atto dispositivo della delega. La sottoscrizione non poteva quindi considerarsi validamente eseguita per quell’atto.
La decisione
La contestazione è stata accolta e l’avviso di accertamento è stato ritenuto annullabile per difetto di sottoscrizione. Una delega limitata agli atti di maggiore importo non può essere estesa automaticamente agli atti di importo inferiore; inoltre, la firma deve provenire da un soggetto effettivamente individuato e autorizzato nell’atto di delega. L’Amministrazione finanziaria non può dunque giustificare la validità dell’atto mediante una delega generica o non coerente con i limiti formalmente stabiliti.
Norme richiamate
D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 42
L’avviso di accertamento deve essere sottoscritto dal capo dell’ufficio o da altro impiegato della carriera direttiva da lui delegato. La delega deve consentire di verificare l’effettiva legittimazione del firmatario.
D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, art. 17, comma 1-bis
La delega di funzioni dirigenziali deve rispettare i limiti e le modalità previste dall’ordinamento; una delega specifica per determinati atti o importi non può essere utilizzata oltre il suo contenuto.
Corte di Cassazione, 9 novembre 2015, n. 22803
La validità della sottoscrizione dell’avviso dipende dall’esistenza e dai limiti della delega conferita al soggetto firmatario.
Corte di Cassazione, 11 dicembre 2015, n. 25017
La delega alla sottoscrizione deve individuare adeguatamente il delegato e l’ambito dei poteri conferiti; una firma apposta al di fuori di tali limiti determina un vizio dell’atto.
Massime di principio
- Quando un atto tributario è firmato da un funzionario diverso dal dirigente competente, occorre verificare l’esistenza della delega e la sua coerenza con il tipo di atto, l’importo e il periodo di riferimento.
- Una delega limitata a specifiche categorie di atti o a determinate soglie economiche non può essere interpretata estensivamente per legittimare atti diversi o di importo inferiore.
- La delega deve consentire di identificare il soggetto autorizzato e i limiti della sua competenza; una delega generica, indeterminata o non riferibile al firmatario può comportare l’annullabilità dell’atto.
- In caso di contestazione, l’Amministrazione deve essere in grado di dimostrare la legittimazione del sottoscrittore e la validità della delega vigente al momento della firma.
- Il difetto di sottoscrizione o l’assenza di una delega conforme ai requisiti applicabili costituisce un vizio formale rilevante, potenzialmente idoneo a determinare l’annullamento dell’avviso di accertamento.
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