Sentenza n. 862/2026 - Catania, Sezione 1
per l’annullamento “a) del provvedimento assunto ai sensi dell’art. 13-bis, commi 1 e 1ter del DL n. 14 del 2017 convertito con modificazioni dalla Legge n. 48 del 2017 e successive modifiche con il quale è stato disposto a carico del Sig. -OMISSIS- “il divieto di accesso e di stazionamento nelle immediate vicinanze dei pubblici esercizi o dei locali di pubblico trattenimento presenti nell’intero Comune di -OMISSIS- per la durata di mesi 10 decorrenti dalla data di notifica” del provvedimento stesso, avvenuta il 7 novembre 2023; b) di ogni atto a questo annesso, connesso, presupposto e conseguenziale.”
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., rilevando la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione dopo la cessazione degli effetti temporali della misura interdittiva. Le spese di lite sono state compensate, come richiesto dal ricorrente e in assenza di opposizione espressa della difesa erariale.
Atto impugnato: provvedimento prefettizio di divieto di accesso e stazionamento nelle immediate vicinanze dei pubblici esercizi e dei locali di pubblico trattenimento dell’intero Comune, della durata di dieci mesi
Esito
Favorevole al resistente (questura)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il provvedimento adottato ai sensi dell’art. 13-bis, commi 1 e 1-ter, del d.l. n. 14/2017, convertito dalla l. n. 48/2017 e successive modifiche, chiedendone l’annullamento unitamente agli atti connessi, presupposti e conseguenziali. L’amministrazione resistente si è costituita chiedendo il rigetto. Nel corso del giudizio, il ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione, poiché la misura interdittiva aveva cessato fisiologicamente i propri effetti il 6 settembre 2024.
Norme richiamate
art. 13-bis, commi 1 e 1-ter, d.l. n. 14/2017, convertito dalla l. n. 48/2017
"il divieto di accesso e di stazionamento nelle immediate vicinanze dei pubblici esercizi o dei locali di pubblico trattenimento presenti nell’intero Comune di -OMISSIS- per la durata di mesi 10 decorrenti dalla data di notifica"
Norma indicata quale base giuridica del provvedimento interdittivo impugnato; la sentenza non ne esamina nel merito i presupposti o la legittimità.
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Consente la dichiarazione di improcedibilità quando, nel corso del giudizio, sopravviene il difetto di interesse alla decisione; il TAR lo ha applicato a seguito della cessazione degli effetti della misura e della dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse del ricorrente.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. n. 196/2003
Richiamato quale presupposto per l’oscuramento delle generalità e dei dati identificativi della parte ricorrente.
art. 10 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamato, unitamente alla normativa nazionale sulla privacy, a fondamento dell’oscuramento dei dati identificativi della parte ricorrente.
Massime di principio
- La cessazione degli effetti temporali del provvedimento impugnato, accompagnata dalla dichiarazione del ricorrente di non avere più interesse alla decisione, determina la sopravvenuta carenza di interesse e l’improcedibilità del ricorso ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
- Quando il ricorrente chiede la compensazione delle spese e l’amministrazione non vi si oppone espressamente, il giudice può disporre la compensazione delle spese di lite.
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