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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16635/2022 del 29/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Conflitto di competenza territoriale relativo alle indagini su Vincenzo Piombino: Piombino era stato fermato e arrestato a Canicattì (AG) a bordo di una Fiat Panda rubata a Serradifalco (CL), sulla quale era presente un fucile cal. 12 sottratto. Il GIP di Agrigento convalidò l'arresto e applicò l'obbligo di dimora, ma dichiarò incompetente in favore di Caltanissetta ritenendo che i reati fossero stati commessi nel circondario di quest'ultimo; il GIP di Caltanissetta, ricevuti gli atti e richieste misure cautelari, sollevò conflitto negativo invocando la maggiore gravità dei reati commessi in territorio agrigentino.

La decisione

La Corte ha dichiarato ammissibile il conflitto e ha attribuito la competenza al Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento. La decisione si fonda sulla qualificazione più grave della condotta come porto in luogo pubblico di arma comune da sparo (e, per la ricettazione dell'arma, reato più grave), commessi in area di competenza di Agrigento; perciò gli atti sono stati ordinati trasmessi al GIP di Agrigento con le comunicazioni previste dall'art. 32, comma 2, c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 16, comma 1, cod. proc. pen.

    La competenza deve essere determinata in base al reato di maggiore gravità tra quelli connessi; la Corte ha applicato questo criterio confrontando i massimi edittali dei reati contestati.

  • art. 32, comma 2, cod. proc. pen.

    Disposizioni procedurali sulla trasmissione degli atti al giudice competente; la Corte ha ordinato la trasmissione degli atti al GIP di Agrigento con le comunicazioni previste da tale norma.

  • art. 23, comma 8, d.l. 28 ottobre 2020, n. 137

    Consente la trattazione scritta nei conflitti di competenza e l'assunzione di conclusioni scritte dal Procuratore generale; la Corte ha proceduto conformemente, acquisendo la requisitoria scritta del Procuratore generale.

  • art. 625, primo comma, n. 7, cod. pen. (furto aggravato)

    Norma cui il GIP e la Corte si sono riferiti per valutare il massimo edittale del furto aggravato (sei anni) ai fini del confronto con le pene degli altri reati contestati.

  • giurisprudenza citata (Sez. 6, n. 2629 del 14/12/2021; Sez. 1, n. 503 del 09/03/1973)

    Precedenti utilizzati per confermare che, ai fini della determinazione della competenza per valore, rileva il massimo edittale dei reati e che tale parametro può dirigere l'individuazione del giudice competente.

Massime di principio

  • In caso di più reati connessi tra loro la competenza territoriale si determina in base al reato di maggiore gravità ai sensi dell'art. 16 c.p.p.; confrontare i massimi edittali è spesso decisivo.
  • La qualificazione giuridica della condotta sulla base delle circostanze di fatto (es. presenza e collocazione dell'arma su un veicolo in strada) può determinare il trasferimento della competenza al tribunale del luogo in cui si è consumato l'atto più grave.
  • Quando due giudici si rifiutano formalmente di conoscere dello stesso procedimento si crea una situazione di stasi processuale che richiede l'intervento della Corte per dirimere il conflitto e riattivare il procedimento.
  • Le dichiarazioni spontanee dell'indagato e gli elementi fattuali contestuali (es. luogo del fermo, dove era il veicolo e l'arma) assumono rilievo nella qualificazione del reato da cui dipende la competenza.
  • È opportuno, per chi riceve atti provenienti da altro circondario, valutare non solo il luogo di origine del veicolo o dell'oggetto coinvolto, ma il luogo in cui si è concretamente verificata la condotta più grave (es. porto in luogo pubblico), per evitare conflitti di competenza.

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